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Gianni Rodari

A Torino moschee aperte

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Su impulso del Comune ( esattamente dell’ assessorato alla Famiglia), a Torino s’è svolto l’ evento “Moschee aperte”: iniziativa per facilitare il dialogo interreligioso e interculturale tra i cittadini e la comunità islamica locale, organizzata  in collaborazione con le Comunità del mondo arabo in italia (Co-mai) e la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa (Cili-Italia): che ha visto la partecipazione di ben 13 moschee e luoghi di culto musulmani, rimasti aperti a tutti, per tutta la giornata. Si sono tenuti convegni, dibattiti (cui sono intervenuti molti cittadini italiani, desiderosi di sapere di piu’ sulla cultura e la religione islamica), e soprattutto –  per il mese di Ramadan in corso – una grande cena all’ aperto, con la partecipazione di 450 persone, davanti alla moschea del Centro interculturale “La Mecca” di Via Botticelli; presieduto da Amir Younes, presidente della Comunità egiziana e coordinatore regionale delle Co-mai e di Cili-Italia in Piemonte. 
Sono intervenuti le autorità locali – tra cui Giampiero Leo, Assessore emerito alla Cultura e all’ Istruzione della Regione Piemonte, ora  presidente dell’Associazione regionale per il Tibet e i diritti umani – e Adly Hussein, Vicepresidente del Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo degli Enti locali e delle Regioni, nonché ex Governatore delle Regioni egiziane al-Qalyūbiyya e al-Manūfiyya. 
“La sua partecipazione – sottolinea Amir Younes – ha mirato a mantenere un saldo rapporto con la Comunità Egiziana e araba piemontese, e ad avvicinarsi alle diverse culture di fede musulmana presenti sul territorio torinese. Quest’iniziativa, giunta alla seconda edizione”, prosegue Younes, “è stata molto importante, per favorire la conoscenza reciproca tra cultura e fede italiana e islamica, combattendo pregiudizi, sospetti, paure che servono solo ad avvelenare i rapporti tra le varie comunità. Già negli ultimi giorni, qui a Torino, abbiamo potuto constatare il miglioramento dei rapporti fra italiani e musulmani; ora speriamo che quest’ iniziativa diventi presto una manifestazione a livello nazionale, come abbiamo già fatto con #Cristianinmoschea,  promossa dalle Co-mai l’ 11 settembre 2016 e 2017  “.
Da parte sua il fondatore delle Co-mai e di Cili-italia, prof.Foad Aodi, medico fisiatra, membro del Focal Point per l’integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà- Unaoc, organismo ONU, plaude all’iniziativa ringraziando tutte le autorità ed istituzioni piemontesi per il loro impegno continuo e costruttivo a favore del dialogo e del rispetto interreligioso: con i fatti, e non solo parole. “Auspichiamo che le forze politiche sappiano valorizzare queste buone pratiche anche a livello nazionale e internazionale ; e separare l’immigrazione irregolare, che combattiamo, dalle politiche a favore dell’ integrazione, e abbattere il muro della paura e della diffidenza.  Come abbiamo fatto con l’iniziativa ormai mondiale #Cristianinmoschea  l’ 11.09.2017:  per ribadire il no al terrorismo e sì alla buona convivenza tra le culture e le religioni, per l’interesse degli italiani e di chi ha scelto di vivere qui in armonia, rispettando la Costituzione  italiana. Ma diciamo “No” secco alle strumentalizzazioni politiche” .

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