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Addio a Cosimo Cinieri, indimenticabile protagonista del teatro italiano

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Se n’è andato un grande attore, un gentiluomo, un uomo di straordinaria cultura. La scomparsa di Cosimo Cinieri, che si è spento il 19 agosto scorso alla vigilia del suo 81 esimo compleanno e dell’anniversario delle sue nozze con l’amore della sua vita la regista e scrittrice Irma Immacolata Palazzo, lascia un vuoto incolmabile  nel teatro italiano, quello vero con la T maiuscola,  non quello parruccone e retoricamente pirandelliano, che purtroppo sta prendendo sempre più piede nelle programmazioni italiane.  Pupo, così lo chiamavano gli amici più cari, è stato un indimenticabile sperimentatore. L’avanguardia l’aveva nel dna. E la voglia di innovare l’antichissima arte dello spettacolo se l’era portata dietro dalla sua terra, la Puglia.

Cinieri era nato a Taranto nel 1938 e da Taranto era arrivato negli anni Sessanta a Roma con un nutrito gruppo di straordinari giovani della Magna Grecia, con i quali ebbe modo di condividere un ampio tratto del suo cammino umano e artistico…Tra tutti Carmelo Bene e Franco Cuomo, altri due grandi protagonisti del teatro italiano, che troppo presto ci hanno lasciato e… il messinese Carlo Quartucci.

Nel 1968 ha fatto parte  del gruppo di attori che sostenne, alla Mostra del Cinema di Venezia, Carmelo Bene che presentava Nostra Signora dei Turchi, a seguito delle polemiche che la pellicola suscitò. Sempre con Bene ha prodotto S.A.D.E e L’Otello o la deficienza della donna, scrivendone anche alcune parti, opera quest’ultima per la quale ha ottenuto il Premio Ubu,  come Migliore attore non protagonista per l’interpretazione di Jago.

Poi insieme alla moglie Irma (che è stata assistente di Carmelo Bene) nel 1978 ha dato vita alla Compagnia Cinieri-Palazzo, che ha prodotto 36 spettacoli di successo. Per il cinema ha lavorato al fianco di registi come Lucio Fulci, Bernardo Bertolucci, Franco Indovina, Fernando Arrabal, Massimo Troisi, Luigi Magni, Edoardo Winspeare. E ha fatto anche molta televisione, pubblicità,  e negli ultimi anni, grandi recital dedicati alla poesia italiana, a celebri scrittori e filosofi, da Pessoa e Pasolini a Nietzsche, all’Odissea, alla letteratura risorgimentale, alla Costituzione.

Nel 2016 era tornato nella sua città Taranto per partecipare al progetto di Apulia Film Commision Past Forward, nove cortometraggi realizzati per il web ambientati in Puglia: in Iaco è lui che racconta la storia di Erasmo Iacovone, esile attaccante morto a 25 anni che ha dato il nome allo stadio della sua città. Una carriera la sua costellata di successi.

Tra i premi che gli sono stati attribuiti l’Ovidio d’argento  al Sulmonacinema Film Festival come migliore attore per il ruolo interpretato nel film Pizzicata di  Winspeare e per il teatro il Franco Cuomo International Award, vinto nel 2017.

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