La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
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è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Altissima tensione tra Gaza e Israele

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Uno scontro duro e violentissimo, che ricorda i giorni drammatici dell’estate del 2014, quello  esploso sul confine tra Israele e Gaza venerdì 3 maggio e che si è andato man mano intensificando,  provocando morti e feriti: 23 domenica le vittime palestinesi e 17 gli edifici distrutti nella Striscia, quattro invece i morti israeliani.  La situazione è precipitata sabato, quando il primo ministro israeliano, Benjiamin Netanyahu che ricopre anche l’incarico ad interim di ministro della difesa,  ha ordinato “attacchi massicci” contro coloro che, in comunicato diffuso dopo la sua riunione con il gabinetto della sicurezza,  ha definito “ i terroristi di Gaza” .

“Hamas è responsabile non solo dei suoi attacchi contro Israele, ma anche degli attacchi della Jihad Islamica  e per questo sta pagando un prezzo molto pesante”, ha detto Netaniyahu a giustificazione della sua nuova strategia,  annunciando anche di aver rafforzato la presenza di truppe di terra sul confine. Una mossa che fa temere la possibilità di un’invasione della striscia e che ha avuto come effetto quello di potenziare ai massimi livelli la reazione della resistenza palestinese: la Joint Operations Room di Gaza, che comprende l’ala militare di Hamas e il Movimento della Jihad Islamica in Palestina, ha fatto sapere di essere pronta ad ampliare la sua risposta se l’esercito israeliano non sospende l’offensiva, promettendo di continuare ad essere lo nostro popolo palestinese e della sua terra.

Intanto i media israeliani hanno riferito che i combattenti di Gaza negli ultimi due giorni hanno lanciato più di 400 missili contro il territorio sud di Israele e che il sistema anti-missile  Iron Dome ne ha intercettati più di 250. Mentre quelli palestinesi hanno reso noto che gli aerei israeliani hanno effettuato circa 150 incursioni, oltre a bombardamenti di artiglieria mirati a 200 obiettivi civili nella Striscia di Gaza, tra cui abitazioni, moschee, negozi e istituzioni. Tra gli edifici distrutti, anche quello che ospitava la sede dell’agenzia di stampa turca Anadolu.  “Noi facciamo appello alla comunità internazionale affinchè si attivi rapidamente per allentare le tensioni, causate dalle azioni sproporzionate di Israele nella regione “, si legge in una dichiarazione del ministero degli esteri turco.

A complicare lo scenario e a rendere fosche le previsioni l’anticipazione diffusa il 3 maggio da Jared Kushner genero e consigliere del presidente americano, che in un intervento tenuto al Washington Institute for Near East policy, sul piano di pace da lui messo a punto per il Medio Oriente. Un progetto, che sarà svelato in tutti i suoi punti in giugno, ma che punta a confermare Gerusalemme capitale di Israele e a superare l’idea di due stati in nome dello sviluppo economico dell’intero territorio. “Spero che entrambe le parti  esaminino il piano attentamente prima di fare qualsiasi passo unilaterale”, sono state le parole di Kushner.

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