Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Astrosamantha, la prima italiana nello spazio

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AstroSamanthaSi intitola “AstroSamantha, la prima italiana nello spazio – The Space Record Woman”, ed è un docu-film realizzato e prodotto da Gianluca Cerasola, giovane regista e giornalista intraprendente che appena saputo di una donna nello spazio non ha esitato a documentarsi e a richiedere le autorizzazioni per girare. Il film è interamente dedicato a Samantha Cristoforetti, trentotto anni, ingegnere, aviatrice, astronauta militare e prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Ma se subito viene in mente una sorta di riscatto femminile, una vittoria di una donna “fantastica” ed “unica nel suo genere”, per il regista, Samantha “è assolutamente uguale in tutto e per tutto agli altri uomini che erano con lei” e non nota la differenza. “È stato raccontato cosa c’è dietro Samantha, tre anni della sua vita per conoscerla a fondo e in maniera completa e per riconfermare tutto quello che gli italiani pensano e sanno di lei”. “L’abbiamo seguita ovunque, fin nello spazio: è il primo film al mondo girato realmente nello spazio. E poi abbiamo documentato l’addestramento, la preparazione in tre continenti differenti”.

Per la prima volta l’instancabile troupe di Cerasola ha avuto accesso a tre luoghi militari di addestramento: il centro Nasa presso il Johnson Space Center di Houston (Usa), il centro militare russo Star City a Mosca, dove vengono addestrati gli astronauti in partenza per lo spazio, e la zona di lancio in Kazakistan, in cui mai nessuno ha avuto possibilità di entrare: “Gli astronauti vengono messi in una sorta di zona cuscinetto in cui per ragioni di sicurezza non possono avere contattati con l’esterno, né con i familiari, con nessuno; sono come in quarantena”. I momenti di difficoltà ci sono stati, sia per le autorizzazioni, sia per i luoghi e il clima da affrontare: in Kazakistan erano meno 35 gradi, ma la troupe era preparata per girare nei tre continenti con attrezzature d’avanguardia e telecamere di altissima qualità per situazioni estreme, funzionali in ogni condizione e temperatura. La cosa più singolare è sapere che le scene nello spazio sono state girate proprio da Samantha: “Lei aveva delle telecamere della base spaziale usate per le loro ricerche scientifiche e ci inviava sulla terra una serie di immagini che poi abbiamo montato e arricchito per il docu-film”.

È la prima volta che un regista dirige un astronauta scambiandosi informazioni a una distanza smisurata e AstroSamanthaconfrontandosi con gli esperti dell’Agenzia Spaziale Europea e Italiana: “una missione nello spazio, tra l’altro, piena di curiosità, dal come si dorme, come si mangia, al come ci si lava”. Persino gli americani sono stati anticipati, perché non hanno mai fatto un documentario su preparazione e addestramento di un astronauta (anche se ora ne stanno già mandando in onda uno proprio su questa impresa). Supportato dall’Agenzia Spaziale Europea, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Aeronautica militare, il docu-film è stato proiettato alla pre-apertura del Festival del Cinema di Roma con in sottofondo, per tutti gli 80 minuti, la voce di Giancarlo Giannini. Sono state ospitate personalità delle istituzioni, a partire dall’ex presidente Giorgio Napolitano e Cerasola è stato proprio entusiasta: “Quello che ho fatto è stato documentare esattamente la vita di un astronauta . Mi auguro che questo documentario venga fatto vedere a docenti e ragazzi e che possa entrare nel circuito di cinema e televisione. Qui si tratta di comprendere e imparare i sacrifici per raggiungere l’obiettivo di diventare astronauta e Samantha se lo merita”.

Stefania Miccolis

L'Autore

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