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Lee Tamahori

Belgio. Stop al finanziamento dei gruppi islamici in Europa

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Fermare il finanziamento dei gruppi islamici in Europa .. risultati, ostacoli e soluzioni. Questo il tema del seminario  organizzato a Bruxelles dal  Parlamento belga  su invito dell’Associazione della Stampa Europea per il mondo arabo (Apema) che ha sede a Parigi e del Centro europeo per la politica di informazione e di sicurezza e al quale hanno partecipato numerosi esponenti politici ed esperti di lotta al terrorismo in Europa, tra cui Nadia Sminate, deputato al parlamento belga, Tommaso Virgili,  program manager della Società Europea per la Democrazia, Jacques Myard, membro onorario del parlamento francese e l’ex membro della Commissione per gli affari esteri, Ricardo Baretzky capo del Centro europeo per le politiche di informazione e sicurezza e della Cyberpol , Steven Merley, investigatore ed esperto di intelligence americana, e Karim Ifrak membro fondatore della Federazione musulmani in Francia.  Ha introdotto i lavori Nidal Shoukeir, presidente dell’Apema ssociazione di press europea del mondo arabo (Apema).

Nel suo intervento Baretzky ha sottolineato l’assoluta necessità di eliminare il terrorismo internazionale, sottoponendo in primo luogo a controllo le sue fonti finanziarie e combattendo la corruzione, che, ha detto, ” non solo è dilangante” ma sta diventando un potente strumento per fare arrivare denaro alle organizzazioni islamiche radicali”. Dovrebbe essere possibileintervenire anche attraverso lo strumento del sequestro dei conti bancari,  ha aggiunto Baretzky, che ha puntato il dito contro i Fratelli Musulmani, non percepiti in Europa come un pericolo e spesso invitati dalla Unione Europea a promuovere le proprie opinioni.

L’onorevole belga Sminate, anche sindaco della città Undersal, ha invocato il blocco totale di ogni tipo di aiuto finanziario a gruppi politici, basasto su motivazioni religiose, riconoscendo pur troppo che le risorse esistenti per organizzare uno stop di questo genere non sono sufficienti.

L’analista internazionale Merley ha sottolineato dal canto suo la necessità di intercettare il flusso di denaro che il Fondo di solidarietà del Qatar distribuisce ad associazioni, moschee e istituzioni, molte delle quali legate ai Fratelli Musulmani, un flusso che ha quantificato in 140 milioni distribuiti in cinque anni. Anche Jacques Myard membro onorario del parlamento francese e  ex rappresentante della Commissione affari esteri ha definito la Fratellanza una grave minaccia per l’Europa. “Lo dimostrano il caos e i problemi che hanno prodotto nei paesi arabi”, ha detto, facendo appello a Europa ed Occidente a rivendere il proprio appoggio a certe formazioni islamiste.

 

 

Karim Ifrak, studioso di Islam presso il Centro nazionale per la ricerca scientifica (CNRS) e fondatore in Francia di una delle più importanti associazioni islamiche del Paese, ha ricordato come le principali vittime del radicalismo siano proprio i musulmani. “Purtroppo -ha sottolineato- in Europa mancano leggi  per impedite il finanziamento esterno dei gruppi islamisti”.

Koen Metsu, Presidente del Comitato Antiterrorismo in seno al Prlamento belga, ha riferito che si sta lavorando moltissimo per modernizzare il complesso di norme giuridiche per combattere il terrorismo.  Ma,  ha osservato, che purtroppo il denaro ai gruppi radicali non arriva soltanto per le vie legali, che si possono bloccare, ma viaggiano attraverso strade, molto spesso, incontrollabili.

La conferenza, ospitata nella capitale dell’Unione Europea, ha messo in evidenza come stia aumentando la consapevolezza nei paesi della Ue della necessità di affrontare in maniera nuova l’emergenza terrorismo e sicurezza, da un lato chiudendo le possibili fonti che lo alimentano, dall’altro focalizzando l’attenzione sui meccanismi di organizzazione di alcuni gruppi che stanno prendendo piede anche nel Vecchio Continente.

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