La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Cina e globalizzazione. Analisi e scenari di Simona Agostini

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115 marzo 2017-2Il 15 marzo alle ore 16 nell’ambito del convegno “La sfida della Repubblica Popolare Cinese alla Globalizzazione” che si tiene presso l’Università Internazionale degli Studi di Roma (UNINT) in Via Cristoforo Colombo 200, sarà presentato il libro di Simona Agostini intitolato “Cina: Dinamismo e Globalizzazione”. Quanto è forte l’economia cinese, quale la sua capacità di investimento, quali le prospettive industriali, e sarà la Cina attraverso la cooperazione e le politiche finanziarie prospettate dalla AIIB (Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture) a essere il Paese trainante dell’economia Asiatica, o più ambiziosamente mondiale? L’autore di “Cina: Dinamismo e Globalizzazione” si è posta queste domande, facendo una breve analisi del periodo di transizione economica che stiamo vivendo. Coordina gli interventi il Preside della Facoltà di Economia Prof. Antonio Magliulo, intervengono il Consigliere Culturale dell’Ambasciata Cinese Dott. Jianda Zhang, il Presidente onorario di Associna, il Prof. Luigi Troiani docente di relazioni internazionali dell’Università Angelicum, la Dott.ssa Stefania Schipani portavoce della “ Rete Nuova Europa” e l’autrice del volume “ Cina: Dinamismo e Globalizzazione” dott.ssa Simona Agostini.

Ecco l’introduzione al volume

Quanto è forte l’economia cinese, quale la sua capacità di investimento, quali le prospettive industriali, e sarà la Cina attraverso la cooperazione e le politiche finanziarie prospettate dalla AIIB (Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture) a essere il Paese trainante dell’economia Asiatica, o più ambiziosamente mondiale? “Cina: Dinamismo e Globalizzazione ” si è posto queste domande, facendo una breve analisi del periodo di transizione economica che stiamo vivendo. Il 2017 si prospetta come un anno estremamente interessante, non solo per le aspettative di crescita e di sviluppo economico nei paesi Asiatici, ma anche per i grandi cambiamenti che si prospettano in Occidente dal punto di vista politico con le elezioni in tre importanti Stati europei (Germania, Francia, Olanda), per l’inizio delle negoziazioni con la Gran Bretagna per la Brexit, con la debolezza dell’Italia caduta in deflazione, con l’Opec che ha deciso la diminuzione della produzione di petrolio per aumentarne il prezzo ed infine con l’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump la cui politica sembra principalmente focalizzata sugli investimenti strutturali per una ripresa economica interna che potrebbe portare nel 2017 ad una crescita del Pil negli Usa del 2,2%, trasformandosi nella locomotiva dell’economia occidentale. La Cina rallenta ma con un crescita programmata nel 2017 intorno al 6,5% resta sempre la più veloce tra le economie sviluppate. Ma attenzione, la principale sfida che la Cina dovrà affrontare nel 2017 sarà la gestione dell’elevato debito pubblico, basato sui consumi ed in mano al debito privato. Il futuro è dei nuovi ricchi: rischio od opportunità?
In ““Cina: Dinamismo e Globalizzazione ” si parla di Cina e dei rapporti bilaterali sino-italiani in campo economico. L’Italia è un ottimo partner della Cina e la cooperazione sino-italiana e le relazioni amichevoli tra i due Paesi hanno portato la Cina ad apprezzare le nostre automobili, il calcio, la Fiat e i veicoli Iveco, la Juventus, la Ferrero, la Martini, il caffè Lavazza, il vino, i dolci, tutti prodotti molto amati dai consumatori cinesi, ma anche di cultura, di arte e di musica, dell’incidenza dell’economia cinese e della spinta che questa può produrre su una economia depressa. All’Italia saper afferrare le opportunità.
Dal discorso dell’Ambasciatore Li Ruiyu al Forum One Belt One Road Italia: “Il 2017 è il secondo anno del Tredicesimo Piano quinquennale cinese, piano che ha fissato obiettivi concreti dallo sviluppo economico, tendenza all’innovazione, previdenza e benessere sociale, ambiente ed energia, apertura e condivisione. L’attuazione di questo piano permetterà alla Cina un ulteriore stadio di sviluppo. L’Italia è il punto di arrivo dell’antica Via della Seta e un importante snodo di OBOR, le sue specialità e le sue peculiarità sono presenti in numerosissimi settori e per lo sviluppo delle relazioni bilaterali sussistono non pochi punti d’incontro. L’impegno bilaterale è saper afferrare le opportunità per migliorare i rapporti di amicizia”.
L’Italia è un ottimo partner della Cina e la cooperazione sino-italiana e le relazioni amichevoli tra i due Paesi hanno portato la Cina ad apprezzare le nostre automobili, il calcio, la Fiat e i veicoli Iveco, la Juventus, la Ferrero, la Martini, il caffè Lavazza, il vino, i dolci, tutti prodotti molto amati dai consumatori cinesi. All’Italia saper afferrare le opportunità.
“Se vuoi esaurire di mille miglia lo sguardo, sali di un altro piano sulla torre”

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