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Gianni Rodari

CINA – USA. SVOLTA NELLE RELAZIONI TRA LE DUE SUPER-POTENZE

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Nell’incontro a Pechino di novembre 2017 tra Xi Jinping e Donald Trump al centro dei colloqui dei due presidenti oltre alla crisi coreana i rapporti economici e commerciali Cina – Stati Uniti. Nel periodo della visita Donald Trump  festeggia il suo primo anno di presidenza USA e Xi Jinping festeggia la sua riconferma da parte del XIX Congresso, della guida per altri cinque anni, del Partito Comunista e della Repubblica Popolare Cinese. Durante la visita Xi accoglie Trump con gli onori di un imperatore e Trump si rivolge a Xi come ad un vecchio amico.

Una “perfetta” accoglienza è stata riservata al presidente degli Stati Uniti e alla first Lady Melania. Una visita di stato studiata nei minimi particolari, dal tea alla cena, servita anch’essa all’interno della Città Proibita, un onore che non era mai stato riservato a nessun presidente Usa dal lontano 1949. Dalla visita di Xi nel residence americano di Mar-a Lago in aprile alla cena al palazzo Jianfu sono passati sette mesi, mesi di dichiarazioni e retoriche esternate da entrambe le parti, tensioni che facevano presagire il peggio. Invece, Xi accoglie Trump con gli onori di un imperatore e Trump si rivolge a Xi come ad un vecchio amico, e tra una tazza di tea e un’altra punta il dito sulla precedente amministrazione americana che ha permesso al deficit commerciale tra i due Paesi di ingrandirsi fino a raggiungere cifre da capogiro. Il disavanzo commerciale tra Usa e Cina ammonta a 223miliardi di dollari nel 2017(337miliardi durante l’amministrazione Obama).

Al centro dei colloqui tra i due leader risolvere lo squilibrio. Una folta schiera di imprenditori e uomini d’affari al seguito del Presidente americano hanno firmato accordi per  253.4miliardi di dollari , a tanto varrebbero i memorandum d’intesa firmati alla presenza dei due presidenti.

I numeri sono rilevanti ed incideranno sull’occupazione americana, cavallo di battaglia di Trump al tempo della sua elezione. Per dimensioni spicca la proposta della China Energy Investment Corp per un investimento ventennale da 83.7miliardi di dollari nello stato del West Virginia (importante feudo elettorale di Trump) dove la multinazionale cinese svilupperà progetti per l’utilizzo del gas naturale dello stato americano, oltre ad avviare progetti decennali  infrastrutturali nel settore chimico ed energetico. Al secondo posto l’Alaska che porta a casa un accordo di 43miliardi di dollari fra il gigante dell’energia cinese Sinopec, la China Investment Corp, la Bank of China e l’Alaska  Development Corp, progetto per l’estrazione di gas naturale. A seguire la China Aviation Supplies Holding ha acquistato 300 aeroplani dalla Boeing per un totale di 37miliardi (sembra però che il protocollo d’intesa fosse già stato firmato nel 2013 dall’amministrazione Obama).

Gli aeromobili saranno destinati ai due grandi vettori cinesi Air China e China Eastern Airlines. Meno importante nei numeri ma strategico l’accordo per l’importazione di 2miliardi di dollari di carne di maiale e manzo  dai produttori statunitensi della Montana Stock Growers Association attraverso la multinazionale cinese JD.com Inc. L’export di carne americana verso la Cina è una notizia poiché in passato (dal 2003) gli allevatori americani non avevano potuto esportare neanche un grammo di carne verso Pechino perchè trattata con gli ormoni e gli OGM. Il gigante dei semiconduttori Qualcomm ha firmato accordi con tre grandi operatori della telefonia cinese, Oppo, Vivo e Xiaomi. Trump ha cancellato il Tpp (Trans Pacific Partneship) dove la Cina era esclusa, ma porta a casa un bottino di grande rispetto, per gli accordi bilaterali firmati alla presenza del Presidente Xi. Inoltre, il Presidente  Xi è pronto ad investire in tutti i progetti immobiliari di Trump: costruire 30 Trump Tower in città diverse, dove la figura di Trump imprenditore sia stimata e apprezzata. Trump deve portare a casa un risultato, l’obiettivo è creare 12mila posti di lavoro  e Xi gliene ha dato la possibilità . Trump deve dimostrare all’establishment americano, che finora si è dimostrato per alcuni aspetti guardingo nei confronti della Cina, che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina sono molto forti e gli accordi firmati lo dimostrano.

Preoccupazioni riguardanti l’avanzata economica e lo shopping della Cina sui mercati internazionali sono state sollevate oltre che dagli Usa, anche dal Giappone, India, Europa e lo scudo contro gli investimenti stranieri in Europa è diretto anche alla Cina. L’Europa teme una forte intromissione cinese nei settori strategici, è preoccupata della distorsione del mercato e delle acquisizioni cinesi nei settori della finanza, della meccanica, dell’energia, dell’innovazione tecnologica e quant’altro, acquisizioni che non hanno portato un aumento dei posti di lavoro, perché si tratta di acquisti di società già esistenti sul territorio europeo. La Cina nel 2016 ha investito in Europa 35miliardi di dollari, contro gli appena 8miliardi di dollari investiti dai Paesi Europei in Cina. Le imprese europee vogliono investire in Cina, ma incontrano ostacoli nel tessuto economico cinese. Sono necessarie regole di reciprocità condivise. Bilanciare gli investimenti vuol dire fare gli interessi di entrambe le parti, è importante quindi mantenere una linea di cooperazione e di equità economica, non di sbilanciamento che potrebbe portare a squilibri sociali, strategici e politici.

Xi Jinping, durante l’incontro con Trump ha messo a punto le basi per un nuovo corso fra i due Paesi, le basi per una nuova era dove la Cina si propone mediatore internazionale, dove il fine è la realizzazione di “una comunità dal destino condiviso” , dove la visione economica non sia a beneficio dei soli interessi nazionali ma rappresenti un modello economico basato su principi  confuciani, di condivisione della ricchezza e di uno stato sociale equilibrato. La Casa Bianca con questo summit ha segnato un punto nel processo di normalizzazione dei rapporti con la Cina. Il passo successivo del presidente Xi sarà forse quello rivedere le relazioni economiche con l’Europa?. Per ora accontentiamoci di vedere gli importanti sviluppi sul contenimento della Corea del Nord ed attendiamo con fiducia il lavoro a venire.

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