Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Vola il gigante asiatico

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La Cina non Corre, vola, la Cina. Lo dimostrano i tantissimi cambiamenti che hanno avuto luogo nell’ultimo anno.  Il mondo intero si è mobilitato per incontrare i vertici cinesi, per sottoscrivere protocolli di intesa e accordi.

In visita a Pechino sono andate anche delegazioni italiane al seguito del  Presidente Sergio Mattarella, del premier Paolo Gentiloni, di Francesco Rutelli, Romano Prodi, con il ministro degli esteri Angelino Alfano e centinaia di business man pronti a stilare accordi con gli amici cinesi.

L’economia globalizzata cambia aspetto velocemente. Accordi vengono disattesi ed altri vengono sottoscritti. Questa varietà nei rapporti commerciali crea tensioni, instabilità nei mercati e volatilità finanziaria ma anche nuove opportunità. Per questo ho ritenuto di scrivere ancora di Cina (“La Cina non corre vola” pubblicato dalla casa editrice Intermedia è il titolo dell’ultimo volume di Simona Agostini n.d.r.)

La situazione mondiale nel 2017 ha avuto numerosi cambiamenti dal punto di vista dei rapporti economici e commerciali. Gli Usa per esempio nel 2017 hanno cancellato il TPP e stanno rinegoziando il NAFTA, vorrebbero applicare dazi del 45% sulle merci in entrata e sono usciti dagli accordi di Parigi  sul clima, ma a novembre, hanno firmato accordi commerciali con la Cina per 250miliardi di dollari.

Tra la Cina e l’UE sono diminuite le distanze e l’Europa punta ad essere il primo partner commerciale della Cina, anche se la Commissione Europea, lo scorso dicembre non si è dichiarata favorevole a riconoscere la Cina “economia di mercato” (MES). Nonostante questa presa di posizione dell’UE l’Ambasciatore cinese a Bruxelles Zhang Ming ha dichiarato che il 2018, porterà ad una espansione della cooperazione fra Cina e UE, aggiungerà nuove relazioni bilaterali, sarà l’anno d’avvio delle nuove relazioni diplomatiche tra Europa e Cina sulla scia della Nuova Era inaugurata dal XIX congresso cinese.

Il 2018 è anche l’anno del turismo Europa-Cina. Il 19 gennaio scorso è stata Venezia, e dunque l’Italia, ad ospitare l’inaugurazione di questo grande avvenimento accogliendo a Palazzo Ducale 400 delegati assieme alle massime autorità istituzionali europee e cinesi tra le quali il Primo Ministro Cinese Li Kequiang, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e aziende operanti nel settore del turismo. Il Mibact ha individuato una serie di linee di cooperazione che sono state firmate in un apposito protocollo in questa data a Venezia. Il 20 gennaio invece è stato dedicato alla Via della Seta Marittima, con un focus sulla macro regione Adriatico-ionica in direzione Cina. Dai media italiani la notizia che mette al centro l’Italia in un così grande evento di portata europea è passata quasi inosservata. Per questo ritengo necessario scrivere.

La Cina ha sempre avuto un occhio di riguardo  per l’Italia, con la quale intrattiene scambi culturali ed economici proficui.

I flussi turistici dalla Cina verso l’Italia hanno assunto numeri importanti che non riguardano più la sola industria turistica ma, più in generale, l’economia del Paese.

Nel 2017 l’export italiano verso la Cina è cresciuto del 24,2%. La crescita c’è stata in tutti i settori, ma l’automobile ha registrato un boom del 150%, tra componentistica e veicoli finiti.

Il numero degli studenti cinesi nelle università italiane è passato dai 300 studenti del 2000 ai 30.000 del 2017 e 5.000 studenti italiani in Cina. Le Università sono dei fertilizzatori di ricerca reciproca rappresentano l’innovazione e lo sviluppo tecnologico e i giovani sono il tramite università -azienda, ma  anche il ponte di amicizia tra Paesi.

La Cina nuovo attore globale nell’economia di mercato?

Si. La Cina guarda sempre più all’estero, sui mercati internazionali fa shopping e conquista leadership. La Cina è interessata alla globalizzazione e il progetto economico della ONE BELT ONE ROAD“ nuova via della seta”  presentato nel 2013 dal presidente Xi Jinping, che all’epoca per la sua grandezza era visto con scetticismo dall’occidente, oggi è diventato strategico per ben 75 Paesi coinvolti.

Questo progetto colossale, lanciato da Pechino, ha lo scopo di contribuire in modo significativo all’incremento del Pil globale e spingere fuori dalla povertà tre miliardi di persone.

La sfida e gli obiettivi che la Cina si prefigge di raggiungere con questo progetto entro il 2049 la obbligano ad essere una “Potenza responsabile” che sia in grado di condividere questa nuova sfida di progresso e di espansione dell’economia cinese nel mondo, che sia in grado di portare avanti una politica che eviti le guerre e favorisca l’armonia tra i popoli.

Auspico che Cina, Unione Europea, Russia e Stati Uniti d’America ,pur con le loro differenze, siano in grado di affrontare armonicamente, una costruzione della pace in contrasto ai grandi problemi mondiali: la situazione ambientale, il terrorismo, l’estremismo religioso, le emigrazioni di massa, la fame nel mondo. In questo lavoro la Cina è una convinta protagonista.

NDR

Il libro di Simona Agostini “La Cina non corre vola”, edito da Intermedia è stato presentato il 25 gennaio nel corso di un incontro che si è tenuto nell’aula, affollatissima per l’occasione, del Rettorato dell’Università Pegaso.

 

 

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