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Circoncisioni, il 35% fatte da “santoni”

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È allarme sulle circoncisioni in Italia. Sono tre i bambini morti negli ultimi tempi , a causa di pratiche sanitarie svolte in casa in modo clandestino. E su cinquemila circoncisioni operate in Italia, il 35% e’ svolta illegalmente, spesso ad opera di ‘santoni’.   Soddisfatto delle dichiarazioni  del Ministro della Salute Giulia Grillo,  il presidente dell’Amsi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia) e Consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma  Foad Aodi: “C’e’ un contatto diretto con il ministero, e ringraziamo il ministro Giulia Grillo per la giusta consapevolezza su questo tema; ringraziamo anche la Vice Ministra Affari Esteri,  Emanuela Claudia del Re, per la sua disponibilità sui questo terreno”,  dichiara il presidente Aodi. “È importante, pero'”, prosegue, ,”trovare urgenti soluzioni; e soprattutto non vogliamo che si leghi la circoncisione soltanto all’aspetto religioso: L’85% del mondo musulmano che le richiede e’ laico”.

Il tema della religione ha fatto presto la sua entrata nel dibattito perchè, come  denuncia ancora Aodi, e’ stata “pioggia di commenti razzisti e discriminatori sui social. Da parte di alcuni la richiesta e’ stata interpretata sotto la lente della discriminazione inter religiosa e non va bene”. La richiesta di risolvere il problema delle circoncisioni clandestine, avanzata da Amsi, Fnomceo e  dall’Ordine dei Medici di Roma, e anche dalla Co-Mai, Comunità del mondo arabo in Italia, e’ “un dovere medico- sottolinea ancora il presidente dell’Amsi- non basato sulla religione. E questo pregiudizio rallenta il percorso: e’ un problema da risolvere dal punto di vista sanitario, economico e organizzativo. L’obiettivo e’ la tutela del bambino”.

Nell’ondata di odio social, Aodi racconta poi che, spesso, “le circoncisioni sono state confuse con l’infibulazione femminile, che invece va combattuta tutti i giorni. La circoncisione la fanno diversi bambini, non solo ebrei o musulman:, perche’ porta alla diminuzione delle infezioni, e ad una riduzione delle neoplasie e delle patologie genitali femminili per le donne che convivono con uomini circoncisi”.

L’Amsi, insieme alla Fnomceo e all’Ordine dei Medici di Roma ha dato il via alla campagna #CirconcisionineiLea, perche’ “in Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Veneto e Lazio si raggiunge fino al 50% di circoncisioni clandestine”, ribadisce il dottore. Questi dati sono arrivati perche’ con l’apertura della campagna e “con la crescita della consapevolezza e dell’attenzione sul tema, le persone hanno cominciato a parlare”.

La proposta e’ dunque quella di una legge nazionale ad hoc: affinche’ “il ministero conceda l’autorizzazione alle Regioni ad effettuare l’operazione- aggiunge Aodi- presso le strutture sanitarie, con un ticket dal costo di 250 euro. La circoncisione deve essere pensata al livello preventivo, sanitario e di diritto alla salute. Bisogna far emergere cio’ che e’ nascosto e fare con il ministero un lavoro di squadra, combattendo ogni forma di esclusivismo e protagonismo. A noi interessano soltanto i bambini e la loro salute”, conclude.

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