Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Dalla Cina 80 opere di Chao Ge, grande artista contemporaneo

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Dal 27 luglio è ospitata nel complesso del Vittoriano a Roma, Ala Brasini, “Epos, Chao Ge, La lirica della luce”, mostra di pittura dedicata al Maestro cinese “Chao Ge”. La mostra espone 80 opere dell’artista, divise in due sezioni, disegni e dipinti, realizzati dal Maestro dal 1987 ad oggi.
La rassegna espositiva è nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’Arte, editore e direttore responsabile di “Segni d’Arte”, con il patrocinio di Roma Capitale, Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, nell’ambito degli scambi culturali tra l’Italia e la Cina.

Chao Ge è nato in Inner Mongolia, nel cuore dell’Asia, una nazione vasta, per estensione quasi cinque volte la Germania. Le praterie infinite del sud degradano nell’arida bellezza del deserto del Gobi, dalle cime innevate dell’Altai e del Changaj, fiumi di acque chiare si riversano in foreste e pianure. E li quasi due milioni di persone vivono ancora oggi allo stato nomade, in armonia con il ritmo della natura insieme ai loro cinque gioielli: cavalli, cammelli, mucche, pecore e capre. Chao Ge nella sua pittura, ci ha concesso di conoscere i colori della tradizione millenaria mongola, quei colori che partono dalla mente per arrivare sul pennello e poi liberarsi in una armonia visiva quasi sconosciuta a noi occidentali. Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “ terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che rende più vitale il tutto, che rafforza e rinvigorisce le emozioni riportate su tela. Nel momento in cui ritrae quei paesaggi, ci invita sperimentare l’infinito e l’eternità del mondo attraverso la sua arte. Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, quando si sofferma a ritrarre i volti umani ricerca quello spirito in grado di dare sostegno, tipico dell’umanità degli albori della storia, raro in questa epoca, ma la cui esistenza è fondamentale. dice di se: ”senza esitazione di sorta, persisto nel promuovere con l’arte e le creazioni artistiche, il rispetto e la comprensione reciproca tra le persone, come pure a realizzare amicizia e giustizia sociale. Per quanto scrupolosamente lavori, e crei, mi ritrovo ad essere un semplice osservatore del mondo, incapace di scrollarsi di dosso il senso di impotenza”.

Claudio Strinati noto storico dell’arte e co-curatore della mostra insieme a Nicolina Bianchi di lui dice : “ la sua arte assume quasi la forma del poema epico, e quando dietro i suoi ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”, “i paesaggi sono raffigurati a perdita d’occhio, i volti invece, sono scrutati con un occhio che non solo si perde ma anzi si identifica quasi con l’idea della visione che non lascia scampo alla persona raffigurata”. Il Bianco, quale sintesi di tutti i colori domina nelle varie tecniche pittoriche dell’artista siano esse olio, tempera, disegno su tela. “ il Maestro Chao Ge si spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi più esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori”.

Nicolina Bianchi critico d’arte, editore, direttore responsabile di Segni d’Arte e curatrice della mostra ci spiega che “Epos, il titolo scelto per la mostra non è una scelta a caso, Epos secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo patrimonio spirituale, tramandandone la memoria e l’identità, è il modo con cui Chao Ge attraverso la sua pittura ha narrato le genti, le cose, le azioni, avvolte nella suggestione di una consueta, atavica ritualità, sotto il sole della terra che gli ha dato i natali, ha narrato i colori e i ritmi della natura del suo meraviglioso Paese, la Mongolia,”.
Dietro la preparazione di una Mostra, ci dice Nicolina Bianchi, si nasconde tanto lavoro, tanta ricerca, ma soprattutto è necessario saper individuare gli artisti che sappiano trasmettere qualcosa di nuovo, qualcosa che si avvicini alla “Meraviglia”. La pittura di Chao Ge contribuisce, come ha ammesso anche egli stesso, a ridestare negli uomini il senso di rispetto delle cose, ma anche di rimarginare gli attuali smarrimenti e drammi spirituali dell’uomo.
La mostra è visitabile dal 27 luglio al 26 settembre e l’ingresso è gratuito. Si Ringraziano oltre a Nicolina Bianchi e Claudio Strinati, Giancarlo Arientoli, Art Director di Segni d’Arte, Ma Lin per la collaborazione organizzativa, Marta Evangelista, Graphic Designer per la grafica e la fotografia, il Comune di Roma Capitale e la Regione Lazio per aver patrocinato la manifestazione, ma soprattutto l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese per aver permesso al grande pubblico italiano di conoscere e apprezzare un grande nome dell’arte contemporanea cinese.

SCHEDA

Chao Ge nasce nel gennaio del 1957 a Hohhot in Inner Mongolia, terra dai paesaggi sterminati, che da secoli affascina viaggiatori, avventurieri e conquistatori e che occupa un posto di primo piano nella vita e nella produzione dell’artista.

Nel 1978 Chao Ge supera l’esame per frequentare l’Accademia Centrale di Pechino, sezione Pittura a olio, e quattro anni dopo il primo livello universitario nello stesso ateneo. Dal 1987 il Maestro insegna Pittura a Olio all’Accademia Centrale di Pechino.

Dal 1989 a oggi è stato impegnato in diverse esposizioni tra cui quella itinerante negli Stati Uniti dal titolo Pittura Contemporanea Cinese e quelle di Mosca e San Pietroburgo dedicate ai pittori dell’Accademia Centrale di Pechino (1993). Nel 1997 prende parte alla mostra 100 anni di ritrattistica a olio in Cina, svoltasi a Pechino, e viene invitato alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno viene selezionato come membro della giuria in A Centennial Exhibition dedicata alla pittura a olio della Cina. Nel 1999 è presente alla Biennale Internazionale di Parigi. Negli anni 2000 e 2001 riceve una borsa per studiare presso l’ex Accademia Reale di Belle Arti di Madrid: è una nuova occasione per visitare l’Europa e per conoscere altri artisti. Da allora la sua attività espositiva rimane costante: Cina, Russia, Canada, America. Nel 2006, su invito del Governo italiano, è in mostra, presso la Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano, con la personale La rinascita dei classici. Nel 2008 l’Accademia di Belle Arti Repin di Russia gli conferisce il titolo di Professore Onorario. Nel 2015 espone a Vienna, presso gli spazi espositivi della Kunstforum, nella mostra dal titolo Chao Ge. Moment und Ewigkeit, due anni dopo, nel gennaio 2017, è presente con l’esposizione La mia via sulle orme di Marco Polo all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a cura di Adriano Bimbi, Rodolfo Ceccotti e Gao Jun.

Direttore degli Accademici dell’Accademia Centrale di Pechino dal 2008, il Maestro ha ricevuto diversi premi e prestigiosi riconoscimenti. Dal 1997 a oggi ha preso parte a molti documentari televisivi nazionali, oltre a essere stato oggetto di numerosi speciali condotti dalle reti cinesi ( dalla cartella stampa “Segni d’Arte”).

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