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Gianni Rodari

Dalla Russia con Amore. Fa sempre tendenza la vacanza in Italia

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Parlare di turismo in Italia in una annata come questa, in cui le condizioni meteorologiche non ci hanno sostenuto sembrerebbe una eresia, eppure la tendenza dei flussi turistici aumenta in Italia ogni anno tra il 4 e il 5% . Sembrerebbe ancora più assurdo parlare di turismo russo in Italia, visto il momento politico che vede molto tesi i rapporti tra la Russia e l’occidente. I recenti avvenimenti in Ucraina hanno creato tensioni  a causa dei reciproci boicottaggi. Ma, nei primi 6 mesi del 2014 è stato registrato un ulteriore aumento rispetto al primo semestre dell’anno precedente della presenza dei russi.  Il turismo russo in Italia vede dagli anni 80 un trend in forte crescita. Nel mondo esistono tanti luoghi interessanti da visitare ma il popolo russo è  innamorato dell’Italia, della sua cultura, dell’arte, delle spiagge, delle terme, delle montagne, dei beni di lusso made in italy , ama la buona cucina italiana, e non sa rinunciare al piacere di tutto questo. Grazie ai nuovi accordi e alle nuove norme per il rilascio dei visti d’ingresso ed ad una forte promozione turistica sono stati  facilitati gli scambi tra i due paesi. E l’Italia resta una meta particolarmente ambita per i turisti russi.

Negli ultimi anni i flussi turistici provenienti dalla Russia e dalle repubbliche ex sovietiche verso l’Italia sono aumentati in modo rilevante. Per cogliere le opportunità che ne derivano importanti cambiamenti  sono già avvenuti e altri dovranno avvenire nel settore del turismo perché si modifichi nelle sue dinamiche di offerta e produzione.Sono indispensabili innovative formule di management del turismo che sempre più si modellino per soddisfare le necessità legate alla diversa provenienza e cultura del cliente.

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Nel 2012 più di 15,3 milioni di turisti russi si sono recati all`estero: un aumento del 6% rispetto al 2011. I flussi turistici in uscita della Federazione sono i primi, come entità, nell’ambito dei Paesi Brics: i russi fanno 1,3 volte più viaggi all’estero dei cinesi, 3,4 rispetto agli indiani e 4,6 più dei brasiliani. Il numero dei viaggiatori è aumentato negli ultimi cinque anni del 50%, (rispetto al 41% dei cinesi). Il margine di crescita del mercato rimane comunque ancora ampio, poiché attualmente solo il 15% dei 143 milioni di abitanti della Russia viaggia all’estero.

Secondo i dati di Banca d’Italia, la spesa turistica russa in Italia nel 2012 è stata pari a 1.191milioni di euro (nel 2011 era stata di 925 milioni). La crisi del 2009 ha influito in misura molto ridotta sui flussi turistici russi destinati all’Italia: un leggero calo si è registrato soltanto nel numero di pernottamenti, mentre sia i viaggiatori complessivo che la spesa sono aumentati, rispettivamente del 5,3% e del 9,9%.

Nuove norme per facilitare l’ingresso turistico in Italia

I nuovi accordi e le nuove norme per il rilascio dei visti d’ingresso, uniti alle bellezze culturali e paesaggistiche italiane sono alla base dei crescenti flussi turistici russi. Secondo i dati dei Consolati Generali di Mosca e di San Pietroburgo, nel 2012 il numero dei visti turistici rilasciati ai cittadini russi è aumentato del 8% e 27,4% rispetto all’anno precedente. Le città d’arte sono al primo posto dei luoghi più visitati. La cultura rappresenta infatti un tassello importante della nostra cultura e del Pil nazionale per un giro d’affari che si aggira intorno ai 100 miliardi di euro. A seguire il mare, specialmente quello del sud della nostra penisola, scelto dal 31% dei visitatori, le località termali dove negli ultimi anni si stanno registrando timidi segnali di miglioramento e per il turismo invernale scalano la top ten il Trentino e la Valle d’Aosta. La montagna viene scelta da un numero sempre maggiore di questi turisti, tanto da far presagire una crescita del 7,4% per i prossimi anni. Una presenza russa quindi che non si limita solo al periodo estivo ma sceglie il nostro territorio anche per la restante parte dell’anno.

Turismo internazionale vs crisi economica

montagne italianeE l’amore dei russi per l’Italia  è solo uno dei dati che attestano quanto si stia sviluppando il settore del turismo internazionale. Se la crisi economica continua a minare il mercato mondiale, il turismo pare resistere bene alla situazione. Della serie, toglietemi tutto ma non le vacanze. Sarà forse per reagire a un pessimismo economico che ci portiamo avanti ormai da troppo tempo ma il settore del turismo è quello che più degli altri sta vivendo una vera rinascita. Dagli anni 80’ al 2010 il numero dei viaggiatori è passato infatti dai 280 ai 900 milioni e di questo passo si prevede che la cifra arriverà a toccare gli 1,8 miliardi all’anno entro il 2030.
La concorrenza è ovviamente spietata, soprattutto da parte dei nuovi paesi emergenti. Se l’Europa vorrà rimanere ai livelli attuali dovrà quindi sfoderare gli artigli, rinnovandosi nelle politiche e nell’offerta. E la posizione dell’Italia non è da meno. Il turismo rappresenta da noi il 9% della produzione nazionale, con 130 miliardi di euro annui registrati. Un settore che fornisce lavoro a circa 2,2 milioni di persone, un lavoratore su dieci. Se vogliamo continuare a godere di questi livelli di sviluppo nei prossimi anni però non saranno sufficienti i numerosi siti archeologici, le mete balneari, le montagne o i laghi che il territorio può offrire. La scelta di una meta ormai è legata ai vari aspetti che un territorio può offrire, dal trasporto ai parcheggi, dai servizi specifici ai prezzi dei beni e servizi. Aspetti questi su cui il bel paese deve compiere passi in avanti e che rendono una meta accessibile, moderna e competitiva.

I numeri del turismo italiano 

Trecentosettantacinque milioni di notti all’anno, tanto vale il mercato del turismo in Italia. Il 55% della cifra se lo dividono le località balneari e le città d’arte, mentre il restante 44% è rappresentato dal turismo internazionale. Sulle città d’arte gli Stati Uniti salgono sul podio come primi visitatori del nostro paese, seguiti da tedeschi e francesi. Per le altre mete invece la medaglia d’oro rimane nelle mani dei cittadini della Germania.

Nord e centro vincono le mete preferite

 Ma cosa attrae di più dell’Italia? La risposta ruota attorno al numero cinque. Cinque sono infatti le regioni maggiormente scelte e che da sole registrano il 70% dei pernottamenti totali degli stranieri. Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lazio e Toscana, sono queste le mete più ambite. Luoghi di grande bellezza ma che dimostrano come ancora oggi sia presente un’asimmetria regionale tra il nord, che ha prodotto il 91% della crescita turistica, e il sud con solo il 12%, nel periodo 2000-2010.

Pur non raggiungendo il podio, la presenza dei russi in Italia è in netto aumento negli ultimi anni. Più 33% di presenze in Veneto dove hanno speso circa 145 milioni di euro. Nel Lazio hanno conquistato 15 mila presenze nell’estate del 2013 contro le 50 mila in Sicilia e Sardegna. E numerosi gli arrivi anche in altre località d’elite come Ischia, la Costiera Amalfitana e la Liguria dove le presenze si sono aggirate intorno ai 160 mila visitatori.

L’enogastronomia tra i turismi emergenti

Ma ad attirare turisti provenienti da ogni parte del mondo è sicuramente anche l’enogastronomia. Un settore che con il tempo è divenuto spesso protagonista dell’arrivo di viaggiatori italiani ed esteri, tanto da essere inserito fra i cosiddetti turismi emergenti.
Il Made in Italy insomma continua a piacere portando la nostra penisola ai vertici del turismo mondiale.

di Simona Agostini

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