Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Dieci anni fa l’addio allo scrittore Franco Cuomo

0

Il 23 luglio del 2007 se ne andava Franco Cuomo, giornalista e scrittore, intellettuale raffinato, autore di numerosi saggi, romanzi e opere teatrali. A lui è intitolato un premio “Il Franco Cuomo International Award”, la cui quarta edizione, organizzata dall’Associazione Ancisilink, si terrà quest’anno il primo dicembre prossimo a Palazzo Giustiniani. Intanto, in occasione di questo anniversario, l’editore Bonanno ha annunciato la ripubblicazione di due opere di grande successo di Cuomo: il romanzo “Gunther d’Amalfi” e il saggio “I Dieci”. Cuomo era nato a Napoli il 22 aprile 1938.

GLI ESORDI- LA PASSIONE PER IL TEATRO
Cuomo cominciò la sua attivita’ di drammaturgo scrivendo a quattro mani con Carmelo Bene il “Faust o Margherita”, testo messo in scena nel 1966 al Teatro dei Satiri di Roma con grandissimo successo di pubblico e di critica anche straniera. Contemporaneamente sperimenta il teatro politico. Nello stesso anno scrive “Il caso Matteotti”, regia di Edmo Fenoglio, Arnaldo Ninchi e Gianni Musy protagonisti, che sara’ rappresentato nel marzo del 1968. Una piece che fece epoca e alimento’ il dibattito politico dei quei mesi caldi. Al debutto al Teatro della Lungara, come riportano le cronache, seduti in prima fila c’erano tra i tanti personaggi importanti anche Pertini e Nenni.
Dopo questi due successi, scrisse “I nuovi santi- materiali per un teatro di guerriglia” (Regia di Maricla Boggio) nella formula del Living Theater americano; “Il Discorso per la ‘Lettera ad una professoressa’ della scuola di Barbiana”, messo in scena da Franco Enriquez. E ancora a quattro mani con Maricla Boggio “Santa Maria dei Battuti- Rapporto sulla istituzione psichiatrica e sua negazione” che andò in scena nel 1969, uno spettacolo di grande impegno sociale e artistico che prendeva spunto dal libro di Franco Basaglia “L’Istituzione Negata” e che portava il suo contributo alla battaglia per la radicale riforma del sistema psichiatrico. Dello steso filone altri due testi importanti: “Compagno Gramsci” (1972) e “Passione 1514” (1972). Si concluse prorprio con quest’ultima opera in scena allo Stabile di Bolzano il ciclo della sperimentazione teatrale di Cuomo a sfondo prevalentemente politico.
Iniziò cosi’ per lo scrittore una nuova stagione. Nella sua produzione subentrò “una visione estetica, barocca e decadente”. Giunse il tempo di testi come “Caterina delle Misericordie” (1970) Premio Riccione, “Giovanna d’Arco e Gilles de Rais”, (1972) Premio Vallecorsi, in cui lo scrittore dimostrò di aver maturato un linguaggio completamente nuovo. Seguiranno, solo per citare le opere piu’ importanti, ‘Nerone” (1979), messo in scena anche in Russia, “Una Notte di Casanova” (1984), messo in scena oltre che in Italia a Parigi e in altre localita’ della Francia, “Addio Amore” (1986), che ricostruisce la tragedia di Beatrice Cenci.
Ma di Cuomo vanno ricordate anche altri due importanti momenti che hanno segnato la storia del teatro italiano. Nel 1977 Maurizio Scaparro gli affido’ una traduzione nuova del “Cyrano” di Edmond Rostand, 80 anni dopo quella di Giobbe in versi martelliani, per un’ operazione culturale che culmino’ in un grandissimo successo anche in Francia, dove il testo fu proposto in italiano, protagonista Pino Micol. Nel 1983 Scaparro e Cuomo scoprirono l’esistenza di una versione del “Caligola” di Camus del 1941. Il testo, non semplicemente rivisitato, ma ricostruito nello spirito dell’originale stesura di Camus, debutto’ in prima mondiale al Teatro Argentina di Roma, il 24 novembre 1983.

IL DEBUTTO NEL ROMANZO

Ma proprio mentre era all’apice del successo come scrittore teatrale all’improvviso Cuomo decise di abbandonare la scrittura drammaturgica, dando il suo addio al palcoscenico con ‘Il Miles Gloriosus”, con la regia di Scaparro, rappresentato al Teatro Argentina di Roma. E’ il 1990, l’anno che segna il debutto di Cuomo nel romanzo con “Gunther cavaliere templare”, che diventò un vero e proprio caso letterario. L’editore Newton Compton lo propose al Premio Strega. E l’outsider Cuomo, come venne definito dalla critica, ottenne un vero e proprio pienone di voti, piazzandosi primo nella cinquina dei finalisti. Cuomo tornò in lizza per il piu’ autorevole premio letterario italiano nel 1997 con il “Codice Macbeth”, anche questa volta entrando nella rosa dei finalisti. Una saga quella dei templari, che ha avuto fortuna anche all’estero, soprattutto nell’area spagnola e latino americana, e conclusasi con l’ultimo romanzo “Il Tradimento del Templare”, pubblicato postumo il 23 settembre 2008 da Baldini Castaldi Dalai.
Tra gli altri romanzi: “Carlo Magno”, in 5 volumi (Newton Compton 1998-2000) “Il signore degli Specchi” (Newton Compton 1991), “Scroll” (Solfanelli 1990), “I Semidei” (Rusconi 1995), “I sotterranei del cielo” (Baldini Castaldi Dalai 2001), “Il Tatuaggio” (Baldini Castaldi Dalai 2002), “Anime Perdute- Notturno veneziano con messa nera e fantasmi d’amore” (Baldini Castaldi Dalai 2007)

I SAGGI
Tra i saggi di Cuomo, molti dei quali tradotti in spagnolo e polacco, grande successo hanno riscosso: “L’elogio del Libertino” (pubblicato da Savelli nel 1982 e poi dalla Newton Compton nel 1995), “Gli ordini cavallereschi nel mito e nella storia” (Newton Compton 1992), “Le Grandi Profezie” (Newton Compton 1997), “Storia ed epopea della Cavalleria”(Newton Compton (1995), “Santa Rita degli Impossibili” (Piemme 1997), e “I Dieci”, uscito nel 2005 con Baldini Castoldi Dalai, allegato poi al quotidiano ‘Unità in occasione dell’anniversario delle leggi razziali del 2008 al quotidiano l’Unità, un libro in cui per la prima volta si fa luce sugli scienziati italiani che elaborarono il Manifesto della razza del 1938 che diede il via nel nostro paese alle persecuzioni degli ebrei.
E ancora, ha pubblicato saggi su L’Ozio (Edizioni del Gallo 1990), su Oscar Wilde e il decadentismo vittoriano (“Chi ha guardato negli occhi la bellezza”edito da Savelli 1970), sull’ordalia (“Nel nome di Dio” (Prefazione di Franco CardiniNewton Compton 1994) sulla tragedia di “Beatrice Cenci” ( Rendina 1994).

Cuomo ha collaborato anche con la Rai come curatore (o consulente) di programmi radiofonici e televisivi di argomento culturale come L’Occhio sul Teatro e Magico e Nero (Videosapere) nonche’ di vasto respiro popolare come CaraRai, Cronache del Cinema e del Teatro, Obbiettivo Europa, Cineteatro. E’ stato redattore di quotidiani e periodici con mansioni di inviato speciale, critico e caporedattore dei servizi culturali, e’ stato condirettore delle riviste Fiera e Achab, nonche’ autore di saggi monografici per riviste specializzate come “Medioevo”. E’ stato spesso ospite anche di popolari trasmissioni tv come Stargate, Voyageur, Unomattina, Maurizio Costanzo Show, Top Secret, Specialestoria Tg1.

L'Autore

Lascia un commento