Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

G20. Guerra commerciale Usa-Cina e cambiamenti climatici i due punti chiave

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La guerra commerciale Usa-Cina e il cambiamento climatico: sono state i due temi al centro del  G20 – il forum internazionale costituito da 19 paesi del mondo più l’Unione Europea e che rappresenta l’80 per cento della produzione economica del pianeta e il due terzi della sua popolazione- che si è tenuto quest’anno ad Osaka il 28 e il 29 giugno. Ecco alcuni estratti della Dichiarazione finale.

Commercio

“We strive to realize a free, fair, non-discriminatory, transparent, predictable and stable trade and investment environment, and to keep our markets open. International trade and investment are important engines of growth, productivity, innovation, job creation and development. We reaffirm our support for the necessary reform of the World Trade Organization (WTO) to improve its functions.

“We reaffirm our commitment to further strengthening the global financial safety net with a strong, quota-based, and adequately resourced International Monetary Fund (IMF) at its center.

An open and resilient financial system, grounded in agreed international standards, is crucial to support sustainable growth. We remain committed to the full, timely and consistent implementation of the agreed financial reforms.”

“Ci sforziamo di realizzare un ambiente commerciale e di investimento libero, equo, non discriminatorio, trasparente, prevedibile e stabile e di mantenere i nostri mercati aperti. Il commercio e gli investimenti internazionali sono motori importanti di crescita, produttività, innovazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo. Riaffermiamo il nostro sostegno alla necessaria riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per migliorarne le funzioni.

“Riaffermiamo il nostro impegno a rafforzare ulteriormente la rete di sicurezza finanziaria globale con un Fondo monetario internazionale (FMI) forte, basato sulle quote e dotato di risorse adeguate al suo centro.

Un sistema finanziario aperto e resiliente, basato su standard internazionali concordati, è fondamentale per sostenere la crescita sostenibile. Rimaniamo impegnati per l’attuazione piena, tempestiva e coerente delle riforme finanziarie concordate “.

Cambiamenti climatici

“Noting the important work of the International Panel on Climate Change (IPCC) and Intergovernmental Science-policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Sources (IPBES), and in the light of recent extreme weather events and disasters, we recognize the urgent need for addressing complex and pressing global issues and challenges, including climate change, resource efficiency, air, land, fresh water and marine pollution, including marine plastic litter, biodiversity loss, sustainable consumption and production, urban environmental quality and other environmental issues, and for promoting and leading energy transitions, with the best available science, while promoting sustainable growth

We emphasize the importance of providing financial resources to assist developing countries with respect to both mitigation and adaptation in accordance with the Paris Agreement.

The United States reiterates its decision to withdraw from the Paris Agreement because it disadvantages American workers and taxpayers. The U.S. reaffirms its strong commitment to promoting economic growth, energy security and access, and environmental protection. The U.S.’s balanced approach to energy and environment allows for the delivery of affordable, reliable, and secure energy to all its citizens while utilizing all energy sources and technologies, including clean and advanced fossil fuels and technologies, renewables, and civil nuclear power, while also reducing emissions and promoting economic growth.”

“Prendendo atto dell’importante lavoro svolto dall’International Panel on Climate Change (IPCC) e dalla Piattaforma intergovernativa per la scienza e la politica sulle fonti della biodiversità e dell’ecosistema (IPBES), e alla luce dei recenti eventi meteorologici estremi e disastri, riconosciamo l’urgente necessità di affrontare complessi e pressanti questioni e sfide globali, tra cui il cambiamento climatico, l’efficienza delle risorse, l’aria, la terra, l’acqua dolce e l’inquinamento marino, compresi rifiuti marini di plastica, perdita di biodiversità, consumo e produzione sostenibili, qualità dell’ambiente urbano e altre questioni ambientali, e per promuovere e guidare transizioni energetiche, con la migliore scienza disponibile, promuovendo al tempo stesso una crescita sostenibile

Sottolineiamo l’importanza di fornire risorse finanziarie per assistere i paesi in via di sviluppo sia in termini di mitigazione che di adattamento in conformità con l’Accordo di Parigi.

Gli Stati Uniti ribadiscono la propria decisione di ritirarsi dall’accordo di Parigi perché svantaggia i lavoratori e i contribuenti americani. Gli Stati Uniti ribadiscono il proprio forte impegno a promuovere la crescita economica, la sicurezza energetica e l’accesso e la protezione ambientale. L’approccio equilibrato degli Stati Uniti all’energia e all’ambiente consente di fornire energia a prezzi accessibili, affidabili e sicuri a tutti i suoi cittadini utilizzando tutte le fonti e tecnologie energetiche, compresi combustibili fossili puliti e avanzati e tecnologie, fonti rinnovabili e energia nucleare civile, riducendo allo stesso tempo le emissioni e promuovendo la crescita economica “.

Il richiamo di Shinzo Abe

A trarre le conclusioni del vertice e a sintetizzare gli umori dei partecipanti il primo ministro giapponese Shinzo Abe che ha riferito che i leader che hanno preso parte al meeting hanno accettato i principi che regolano l’economia globale. “Le tensioni commerciali continuano, e questo è un rischio, dobbiamo tenere a mente quei rischi e le tensioni, ma siamo uniti nel concordare che dobbiamo guidare l’economia mondiale”. “C’è comunque– ha osservato-  una certa insoddisfazione tra i paesi, quindi anche se sono emerse  preoccupazioni, quello che dobbiamo fare è stabilire dei principi per guidare l’economia mondiale verso il futuro: un’economia libera, equa e inclusiva e una concorrenza aperta “.

A margine hanno avuto luogo numerosi incontri bilaterali. Ecco cosa è emerso secondo quando hanno riferito gli stessi leader nelle conferenze stampa che hanno tenuto a conclusione del vertice

Il caso Huawei

Le compagnie americane potranno vendere componenti a Huawei. Lo ha detto nel corso della  conferenza stampa seguita al vertice il presidente Donald Trump, rispondendo alla domanda di un giornalista. Huawei è leader nella più recente tecnologia dei telefoni cellulari 5G. Gli Stati Uniti affermano che la compagnia è una minaccia per la loro sicurezza nazionale.

Gli Usa per ora non aumenteranno i dazi  alla Cina

“Continueremo a negoziare e ho promesso che, almeno per il momento, non alzeremo le tariffe doganali sulle merci cinesi, nè aggiungeremo ulteriori addizionali. Penso che rimangano 350 miliardi di dollari che potrebbero essere tassati, o potrebbero essere tariffati. E non lo faremo. Lavoreremo con la Cina da dove abbiamo lasciato per vedere se possiamo arrivare ad  un accordo “, ha sottolineato Trump.

Washington non imporrà sanzioni alla Turchia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che il suo omologo statunitense Donald Trump lo ha informato che gli Stati Uniti non imporranno sanzioni alla Turchia per l’acquisto di missili S-400 di fabbricazione russa. La questione delle sanzioni era sorto in un precedente incontro bilaterale tra gli alleati della Nato, nel quale Trump ha dichiarato che stavano lavorando per garantire che la Turchia non venisse penalizzata. Erdogan ha aggiunto che si aspetta che gli Stati Uniti consegnino aerei da caccia F-35 di fabbricazione usa a luglio mentre continuano i colloqui tra i due paesi.

Russia, India e Cina contro l’unilateralismo

I leader  di Russia, India e Cina hanno sollecitato un’azione comune contro l’unilateralismo. Riuniti venerdì a margine del vertice del G20, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente cinese Xi e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno discusso dei modi per rafforzare i legami tra le loro nazioni. Putin ha sottolineato come i tre paesi siano concordi sulla necessità di fare riferimento al diritto internazionale, rispettare la sovranità nazionale e astenersi dall’interferire negli affari interni di altre nazioni. Putin ha sottolineato che Russia, Cina e India si oppongono fermamente al protezionismo, alle azioni unilaterali e alle sanzioni illegali.

Londra contro Mosca

Il vertice è stato anche terreno di scontro tra Londra e Mosca, con la premier britannica uscente Theresa May che ha chiesto al presidente Vladimir Putin che la Russia ponga fine alla sua “attività irresponsabile e destabilizzante”, riferendosi al caso Sergei Srkripal, l’ex spia russa avvelenata per strada a Salisbury un anno fa con un sostanza nervina. Un episodio inaccettabile che ha anche provocato la morte di un cittadino britannico che rientra in un più ampio schema di comportamento da respingere. “Rimaniamo, comunque, aperti –ha sottolineato la premier-  a relazioni di tipo diverso ma il governo russo deve cambiare strada”. Putin, dal canto suo, ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda alla quale la May ha fatto riferimento.

La regione del Golfo è a un crocevia

Sullo sfondo anche la grave crisi in atto nel Golfo. Il presidente cinese Xi ha detto  che la regione è in bilico e e parlando con Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite,  ha aggiunto che la  Cina è sempre dalla parte della pace e si oppone alla guerra.

Merkel e Trump

Nel suo incontro bilaterale con la cancelliera tedesca  Angela Merkel, che ha definito “una persona fantastica, una donna fantastica”, il presidente ha discusso di Iran, Libia, sostegno economico all’Ucraina, oltre che di tarriffe commerciali.

Gli incontri del premier italiano

Anche il  premier italiano Giuseppe Conte ha avuto a Osaka una serie di incontri importanti. Con il premier olandese Rutte ha parlato della vicenda della nave Sea Watch e con il presidente egiziano Al Sisi del caso Regeni. Ha avuto anche un bilaterale con il premier indiano Modi,  con Trump, con Putini,  – che è atteso il prossimo 4 luglio a Roma – e un breve scambio di opinioni con il presidente americano Donald Trump e con quello della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. Nella conferenza stampa finale Conte è stato bersagliato da una vera e propria raffica di domande da parte dei giornalisti, prevalentemente dedicate alla situazione italiana. Quanto alle grandi questioni  sul tavolo del vertice,  cioè clima e commercio, Conte ha detto: “L’Italia sui cambiamenti climatici è sensibile agli accordi di Parigi. Condividiamo un partenariato con il Regno Unito su Cop26. E anche per quanto riguarda il commercio pensiamo che una riforma urgente è l’unico metodo per superare le tensioni che stanno facendo male a tutti. Abbiamo avuto un confronto con i leader del G20 sui temi della governance mondiale. Abbiamo avuto un dialogo franco, abbiamo raggiunto posizioni comune ma ci sono state anche sensibilità diverse. Considero il vertice un successo. Abe ha espresso una ottima leadership. I risultati sono positivi”. Sulla procedura di infrazione  che l’Italia rischia da parte della Ue il premier ha riferito: “Questa non era la sede per condurre una trattativa. Non siamo qui a mercanteggiare. Il vertice è stata un’ulteriore occasione di confronto con i partner. L’Italia ha un percorso ben chiaro. Abbiamo fatto il nostro, siamo sereni. Confidiamo che tutto vada bene. Io ho un solo obiettivo: difendere gli interessi degli italiani. Per me questo significa evitare una procedura per il Paese. Ieri, oggi e domani per me la procedura va evitata senza indugio. La decisione spetta alla Commissione. E comunque la manovra non si fa a giugno. Nella nostra valutazione l’assestamento di bilancio dovrebbe evitare la procedura d’infrazione, ma non per magia o perché c’è qualche espediente dell’ultima ora, ma perché lo abbiamo detto e ripetuto: i nostri conti sono in ordine. Ci sono tutte le condizioni perché non ci sia mossa una procedura. Questa è la nostra forza. Non chiediamo sconti e favori. Chiediamo l’applicazione delle regole”.

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