Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

GB. Nuovo premier Boris Johnson, il falco della Brexit e clone di Trump

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Boris Johnson, il falco della Brexit, l’uomo biondo con il ciuffo, che per la capigliatura e non solo, tanto fa pensare a Donald Trump, è il  nuovo premier britannico.  Ex giornalista, ex sindaco di Londra per due mandati e dal 13 luglio 2016 al 9 luglio 2018 Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth del Governo May. ha vinto le primarie Tories, battendo con 92 mila preferenze lo sfidante Jeremy Hunt.

Di origini  inglesi, turche ottomane, russe, ebraiche, francesi e tedesche, è nato a New York il 19 giugno 1964. Entro il 31 ottobre ha promesso di traghettare la Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea anche senza un accordo ed è proprio la promessa di un no deal che gli ha fatto vincere la leadership all’interno del partito conservatore.  Ma intanto una calda estate lo attende.  Il neopremier ha contro tutta  l’ala moderata del partito e in particolare per alcuni decisivi, deputati conservatori che formano la traballante maggioranza in Parlamento.  Del vecchio esecutivo May si è già dimesso  il ministro di Stato per l’Europa Alan Duncan e lo stesso si accingono a fare il cancelliere dello scacchiere Philip Hammond e il segretario alla giustizia David Gauke . Johnson è già pronto a rimpiazzarli, ma non potrà fare lo stesso con i sei deputati, che stando al Sunday Times, potrebbero passare con i liberaldemocratici, compromettendo la maggioranza tories in parlamento e il voto di fiducia al nuovo premier.

“Johnson ha ottenuto il sostegno di poco più di centomila membri non rappresentativi del Partito conservatore, ma non il sostegno del paese. Dovrebbe essere il popolo britannico a scegliere il premier andando alle urne”, ha commentato in un twitter il capo dei laburisti Jeremy Corbin, ricordando che la strategia del no-deal Brexit potrebbe significare per il paese taglio dell’occupazione, aumento dei prezzi, svendita del sistema nazionale alle società americana in combutta con Donald Trump.

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