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Alan Kay

Mutamenti climatici. La Groenlandia tornerà ad essere Terra Verde

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Grønland. Groenlandia, Groenland, Greenland. Comunque la si chiami il significato è sempre lo stesso: Terra Verde, anche se questo nome non può che sembrare inappropriato per un’isola così ben poco ospitale, ricoperta da ghiaccio per oltre l’80% della sua superficie.

Intorno all’anno 1000 fu Erik il Rosso a mettere piede su quest’isola fuggendo dall’Islanda. All’epoca però la Terra Verde era davvero verde. Oggi è solo un puzzle di ghiacciai, che si stanno sciogliendo, un rebus climatico che fa parte di un ben più imponente dilemma, croce e delizia degli studiosi di tutto il mondo:

Perché la Terra è emersa dalla sua ultima era glaciale?

A risolvere il paradosso del riscaldamento è stato uno studio recente pubblicato su Science, secondo il quale la scintilla iniziale sarebbe stata lo spostamento dell’orbita che ha portato più luce del sole sulla metà settentrionale della Terra, sciogliendo gli strati di ghiaccio e strappando enormi iceberg all’Atlantico settentrionale. La Groenlandia ha iniziato a riscaldarsi circa 19.000 anni fa, alla fine dell’ultima era glaciale, proprio come il resto dell’emisfero settentrionale. Ma non basta a spiegare quello che sta accadendo oggi. Come ha fatto il nord del pianeta a mutare così velocemente clima?
Un team di ricercatori ha scoperto che la risposta è legata al cambiamento globale del vento. La fusione dei ghiacci ha riconfigurato i venti del pianeta, spingendo l’aria calda e l’acqua degli oceani verso sud, e ha provocato il rilascio di carbonio dal profondo dell’oceano nell’atmosfera, permettendo così al pianeta di scaldarsi ancora di più. La loro ipotesi si avvale di dati sul clima conservati nelle carote di ghiaccio polare, nelle stalattiti delle grotte e negli accumuli di acque profonde, con cui hanno ricostruito la temperatura dell’aria. Secondo questa analisi del periodo che va da 19.000 anni fa a 12.000 anni fa, in Groenlandia la temperatura è aumentata di ben cinque gradi, segnando l’inizio del cosiddetto periodo Olocene, caldo e stabile, che ha permesso lo sviluppo della civiltà umana.

“L’ultima deglaciazione è un esempio naturale di riscaldamento globale e di cambiamento climatico”, ha detto Buizert. “È molto importante studiare questo periodo perché può aiutarci a capire meglio il sistema climatico e come la temperatura della superficie sia sensibile all’atmosfera”. Riscaldamento globale che potrebbe in futuro portare la Groenlandia a essere ricoperta di nuovo dal verde rigoglioso di un tempo, così afferma uno studio pubblicato sulla rivista “Philosophical Transaction of the Royal Society”. Ed entro un centinaio di anni questa terra dei ghiacci potrebbe tornare finalmente a rispecchiare il suo nome.

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