"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Il 2018 sarà per l’Europa l’anno del turismo cinese

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Anche per i cinesi è arrivato il tempo di viaggiare. Con l’aumento del tenore di vita, registrato grazie all’andamento positivo dell’economia cinese, il potere d’acquisto delle famiglie aumenta.

Nel 2016 il Pil della Cina ha avuto un incremento del 6,7% e nel 2017 è previsto un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente. Nel 2016 secondo i dati CeSIF (Centro Studi per l’Impresa Fondazione Italia Cina) 136,13 milioni di cinesi si sono recati all’estero e di questi 122milioni sono turisti (+4,27%). Le destinazioni preferite sono state: Thailandia, Corea, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Vietnam, Singapore, Malesia, Indonesia e Australia. In termini di attrazione l’Australia è al top prima del Giappone e di Hong Kong, ma Hong Kong è la scelta numero uno per lo shopping, seguita dal Giappone e South Corea. Il Giappone è primo per la gastronomia, mentre le Maldive sono le prime per la raffinatezza dei resorts e le destinazioni balneari con l’Australia seconda e il Giappone terzo. L’Australia invece si classifica prima per i viaggi di avventura e il Giappone per esplorare la cultura locale. I turisti cinesi preferiscono ancora le destinazioni asiatiche più vicine e abbordabili principalmente per la vicinanza, la sicurezza e il budget più basso rispetto ad un viaggio in Europa.

I viaggiatori cinesi in l’Europa

I maggiori Tour Operator che trattano l’Europa riferiscono però di un notevole aumento dei flussi turistici cinesi verso il Vecchio Continente rispetto al 2016. I pacchetti più venduti sono i “Gran Tour” che coinvolgono 3 o 4 Paesi tra i quali Italia, Francia, Svizzera e Germania. Il 2018 è stato decretato “’Anno del Turismo Europa-Cina”, molto ambiziosi sono gli obiettivi che le parti vogliono raggiungere. La priorità per l’Europa è quella di attrarre più visitatori e investitori cinesi in Europa ma anche di aiutare gli investimenti europei in Cina. La Nuova Via della Seta è il progetto del Presidente cinese Xi che permetterà di espandere i collegamenti commerciali e turistici tra Cina ed Europa attraverso l’investimento di miliardi di dollari in infrastrutture. Ma questo non basta, per diventare attrattivi  è necessario offrire al turista cinese programmi di interesse, possibilmente in lingua cinese, ed avere un approccio attrattivo a diversi livelli. Le richieste più comuni degli ospiti cinesi quando arrivano in un Paese straniero riguardano l’accoglienza. In un albergo richiedono il libero Wi-Fi, il bollitore, le pantofole, la guida,l’accoglienza alla reception e programmi TV in lingua , il sito web dell’hotel tutto rigorosamente in lingua cinese, la possibilità di avere del te e cucina cinese. E per i pagamenti la possibilità di utilizzare carte di credito cinesi come China UnionPay (UnionPay provvede ai pagamenti digitali di oltre di 30milioni di utilizzatori quando si trovano all’estero). Tutti questi piccoli suggerimenti favoriscono il miglioramento dei servizi standard ed offrono una migliore ospitalità al viaggiatore. Per gli anni a venire l’Europa è la meta più ambita dai viaggiatori cinesi. Nel 2015 sono arrivati in Europa 10milioni di turisti cinesi con un incremento nel periodo 2005-2015 del +13% con un volume di spesa nel 2015 di 292miliardi di dollari e nel periodo 2015-2020 sono previsti arrivi per + 14% . La politica passa per la diplomazia e “One Belt One Road” rappresenta una grande opportunità per incrementare il turismo in Europa.

I Turisti cinesi e l’Italia

Nel 2017 gli operatori hanno verificato che c’è stato un notevole aumento dei pacchetti mono-destinazione per il Belpaese con un aumento rispetto al 2016 del 15%.

La durata media del soggiorno è di 8-12 giorni e le mete più gettonate sono la Toscana, la Campania, la Liguria, il Veneto, la Sicilia e la Sardegna. 3.79 milioni il numero dei visitatori cinesi nel nostro Paese secondo Istat. Nel 2017 è stato rilevato un forte incremento, grazie alla crescita della classe media. L’Italia figura al primo posto tra le destinazioni europee in termini di spesa e Milano, è la principale città dello shopping in Italia, rappresentando il 37% della spesa cinese in Italia con un incremento nel 2017 del + 39% rispetto all’anno precedente. Immancabili i soggiorni a Roma (+17%), Firenze (+9%), Venezia (+7%) dove i cinesi apprezzano le principali attrattive storico-artistiche nostrane. L’immagine dell’Italia si è da tempo diffusa in Cina per effetto di molteplici fattori tra i quali la forte affermazione dei prodotti “Made in Italy”: alta moda, cucina, automobili, arredamento, ed altre produzioni di alta qualità. Nell’immaginario collettivo  il “Brand Italia” viene percepito come una unicità  e si esplica non soltanto nell’arte e nella cultura ma anche nello stile di vita. La ricca e variegata offerta turistica dell’Italia, come si è detto, ne costituisce un grande punto di forza. Sarebbe possibile guardare al nostro paese come un innumerevole insieme di destinazioni, per quanto sono diffuse capillarmente opere d’arte e bellezze ambientali  incomparabili ma non basta, il benvenuto cinese partecipa a tutte le fiere in viaggi e missioni e il sentimento prevalente del viaggiatore a lungo raggio si esplica anche nella richiesta di una esperienza di shopping molto piacevole. Le buone relazioni istituzionali tra l’Italia e la Cina hanno permesso ai due Paesi di compiere notevoli sforzi per facilitare gli spostamenti dei turisti cinesi verso l’Italia e per la Cina, a Milano sono state inaugurate lo scorso maggio, nuove linee dirette con 4 città, Tianjin, Jinan, Shenyang e Najing.  L’aeroporto di Fiumicino conta 34 voli internazionali da e per la Cina, 10 connessioni interne in Cina e più di 650K arrivi dalla Cina nel 2016. Trenitalia-Frecciarossa, il treno veloce, ha istituito un servizio “ Customer- Friendly”, un servizio speciale per soddisfare le richieste dei turisti cinesi, il 20% dei visitatori del Museo Maxxi e del museo Ferrari sono cinesi, e l’Arena di Verona è molto visitata ed amata da cinesi.

L’aumento della classe media ha creato un mercato di big-spender

Il turista cinese sta modificando le sue scelte di viaggio. È passato dai viaggi di gruppo con la visita mordi e fuggi nelle principali città europee tramite TO, al privilegiare la ricerca personalizzata del viaggio tramite la letteratura turistica o da internet. Preferisce le città d’arte, dove è anche praticabile lo shopping e ricerca destinazioni esclusive con sistemazioni alberghiere e programmi di viaggio che offrano un adeguato standard di servizi.

Quello del turismo cinese è un mercato ricco che spende molto e predilige alberghi a 4 e 5 stelle. Il turista cinese è infatti quello che ha una capacità media di spesa  cospicua classificandosi come “big spender” in Italia. Tra il 2014 e il 2020 (indagine UNINT- Università Internazionale di Roma) l’export del lusso “Made in Italy” crescerà del 45% e i principali volumi di crescita si registreranno in Cina, Russia ed Emirati Arabi. Per operare su questi mercati, le imprese del lusso necessitano di profili professionali in possesso non solo di conoscenze manageriali, ma anche di forti competenze connesse alla lingua e alla cultura dei relativi Paesi. Presentarsi verso questi mercati con competenze linguistiche e manageriali avanzate è un ulteriore biglietto da visita atto a migliorare la forte domanda destinata a crescere. L’outgoing verso le destinazioni Italia per il primo semestre 2017 e per l’autunno 2017 confermano un aumento del 15%.  Quella cinese è un’economia in forte crescita, come in continua crescita è l’interesse dei cinesi verso lo stile di vita italiano. La nuova generazione dei cinesi sa guadagnare bene e spendere, ma non lo fa più alla cieca.

Con l’avanzare della globalizzazione, la necessità di essere internazionali si pone sempre più sia per le persone che viaggiano o che vanno a lavorare all’estero sia per le aziende, che si trovano a gestire la crescente diversità delle risorse umane. L’Italia è certamente il Paese più caratterizzato di quelli dell’area Schengen, e per questo motivo in costante crescita in termini di arrivi e soggiorni da parte cinese. I giovani, i millenials vogliono conoscere il mondo e spendono molto nei viaggi. La creazione di destinazioni personalizzate, potrebbe orientare i viaggiatori ad una esperienza autentica ed unica.

 

 

 

 

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