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Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

Alan Kay

Il dilemma della scelta

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mr-nobody-3Caratterizzato da molte difficoltà nella distribuzione in lingua italiana, Mr Nobody è senza dubbio una pellicola complessa, sia dal punto di vista narrativo che visivo, un film che utilizza la fantascienza per affrontare temi molto impegnativi come il dilemma della scelta e delle infinite possibilità umane.
Il regista belga Van Dormael ci racconta la storia di Nemo Nobody, un uomo anziano di 117 anni, ultimo essere umano mortale in un futuro in cui è stata raggiunta l’ “immortalità”. Interpellato da psicologi-scienziati e giornalisti che seguono costantemente i suoi ultimi giorni di vita, l’uomo cerca di ripercorrere il suo passato; ma i suoi ricordi sono confusi, o meglio, “sovrapposti”. Egli, infatti, ha il dono di poter vivere contemporaneamente il passato, il presente e il futuro, non limitatamente ad una sola dimensione, ma anche facendo riferimento a numerose realtà alternative.

E’ così che nei suoi ricordi si ritrova ad essere sposato con donne diverse, ad avere figli in una realtà, ad essere morto in un’altra, in un caleidoscopico flusso di coscienza, un brain storming continuo, che è come un eterno sogno (non a caso il passaggio da una realtà ad un’altra è spesso reso attraverso il brusco risveglio del protagonista).

La regia di Van Dormael è ambiziosa, ma questa ambizione è supportata da una flessibilità narrativa stupefacente (frutto di un eccellente montaggio), che grazie ad una bellissima fotografia, vivida e “pulsante”, attrae e coinvolge lo spettatore e ha il merito di non rendere il film prolisso o noioso, nonostante sia indubbiamente intricato. Numerose le idee brillanti che permettono l’intersecarsi delle realtà parallele: ad esempio l’idea di collegare tra loro pensieri, sensazioni, oggetti, colori o anche elementi marginali che, sebbene istantanei e fugaci, fanno da collante nella memoria “pluridimensionale” del protagonista (e anche in quella dello spettatore, legata al film) e servono a richiamarla.

E’ chiaro il rimando a Proust e alla “memoria involontaria” della sua “Recherche“. Non era semplice trasporre questo in un film, senza renderlo per così dire un “mattone”. Van Dormael riesce nel tentativo e confeziona una pellicola rapida e vivace (ma non frettolosa); che gioca a stupire, senza stancare. I continui passaggi da un tempo ad un altro sono resi con abilità, sono accettati dallo spettatore e approfonditi quanto basta per essere credibili e suscitare interesse. Questa operazione è agevolata da un cast all’altezza della complessità espressiva del film (da Jared Leto a Diane Kruger, fino ai giovani attori che interpretano i personaggi nel passato). Grande attenzione ai primi piani e soprattutto agli occhi “grandi e luminosi” dei protagonisti. Ottimo anche il comparto musicale con grande sinergia tra suono e immagine.

Per quanto riguarda il soggetto, l’idea di base del film rimanda per certi versi a quella di “Mattatoio N.5” di Kurt Vonnegut, in cui si racconta il bombardamento di Dresda durante la seconda guerra mondiale, attraverso l’ottica di Billy Pilgrim, un uomo che sostiene di saper viaggiare nel tempo. Il libro si articola su diversi fronti temporali: presente, passato e futuro (Pilgrim dice di essere stato rapito dagli alieni per essere studiato) che si mescolano continuamente tra loro, proprio perché il protagonista viaggia nel tempo involontariamente (come Nemo Nobody nel film). Con questa tecnica Kurt Vunnegut (che ha vissuto in prima persona la tragedia di Dresda, il romanzo è infatti autobiografico) racconta con stile originalissimo gli orrori della guerra, mescolando la realtà del passato con l’immaginazione.

Molte anche le citazioni cinematografiche nel film: da “2001 odissea nello spazio” di Kubrick, a Fellini (la scena in cui Nemo bambino guarda i suoi futuri alternativi, seduto nella sala di un cinema, è una citazione di “8 e mezzo” e “Amarcord“).
Molto bella l’idea di inserire nel “puzzle” di memoria di Mr Nobody anche i racconti di fantascienza che in una delle vite parallele il protagonista scrive, in quanto romanziere. Tale aspetto fa pensare al film“2046” di Wong Karwai, che si sviluppa proprio su questo tema, alternando i ricordi del personaggio principale, relativi alle sue passate storie d’amore e di incomprensione con quelle che, invece, sono contenute nel suo romanzo (il cui titolo è appunto 2046).
Di grande interesse poi il messaggio del film, dai risvolti esistenziali e filosofici. Il regista fa spesso riferimento a teorie scientifiche, quali quelle del “multi verso”, la “teoria delle stringhe”, l’”entropia” e il “big crunch” che , a mo’ di documentario, sono spiegate abilmente dalla voce narrante del protagonista( che in un futuro alternativo è un importante studioso). Secondo le speculazioni di tali ipotesi ogni nostra scelta, anche la più insignificante puo’ pesare sul destino dell’universo. Ed è proprio questo il tema centrale della riflessione diVan Dormael.
Perché anche se Nobody ha visto tutti i futuri possibili, in realtà, anche allora non è stato in grado di scegliere e sopportare il peso delle sue scelte. Nell’ottica del film, quindi, se anche noi uomini (di cui Nemo Nobody è il simbolo) conoscessimo in anticipo il nostro destino ,saremmo comunque imbrigliati dalla necessità di scartare una realtà per seguirne un’altra, rinunciando pur sempre a qualcosa. Cosa saremmo disposti a lasciare indietro a quel punto? L’”Aut Aut” di Kierkegaard scaverebbe dentro di noi, rendendo ancora più difficoltosa la scelta, perché il dilemma della possibilità umana è ineludibile, fa parte della natura dell’uomo e il non affrontarlo significa non esistere, come il signor Nessuno che da nome al film, smarrito nel tempo e nei suoi ricordi di vite non vissute. Solo la morte è certa in ognuno dei destini sperimentati dal protagonista del film. Eppure il finale (aperto) della pellicola sembra contraddire questa verità, perché proprio quando tutto sembra finito per Mr Nobody, con un inaspettato deus ex machina, il regista ipotizza che si verifichi il “big crunch”, il collasso dell’universo, che, secondo alcune ipotesi scientifiche, determinerebbe il riavvolgersi del tempo e con esso anche il perdurare del dilemma eterno della scelta.

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