La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

“Il mondo ci chiama”. Pistelli agli esteri, diario social

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“I’m just going outside; I may be away some time.” Virgolette incluse, sono queste le ultime parole (Sto uscendo, sarò via per un po’) del Vice Ministro agli Esteri, Lapo Pistelli, sulla sua sempre attiva pagina Facebook. Ultime parole famose, tanto che vengono presto interrotte da un amichevole “Buon lavoro, Fede!”. La gioia per la nomina di Federica Mogherini, raccontano alla Farnesina, potrebbe essere presto accompagnata da quella per l’incarico di Ministro degli Affari Esteri che lo stesso Pistelli si appresterebbe a ricevere. D’altronde perché, un profilo social attivo come quello di Pistelli, dovrebbe preannunciare l’entrata in un periodo di silenzio? Le vacanze, Pistelli, le ha terminate già, e ne troviamo debito annuncio sempre sui social network, condito dall’immancabile ironia: “Io mi prendo qualche giorno. Mi raccomando, non peggiorate le cose”, affidava a un Tweet il 12 agosto. Facebook PIstelliIl silenzio che si autoimpone il nostro, da ieri, sembra più un silenzio diplomatico. E infatti, anche a Futuro Quotidiano che lo cerca per una intervista, il futuribile titolare della Farnesina preferisce non rispondere. Proponiamo qui un diario dell’estate di Lapo Pistelli, una social-intervista: le parole sono quelle del Vice Ministro su Twitter (Tw) e Facebook (Fb), le domande le poniamo noi oggi, in una giornata dedicata alla riflessione che precede, come da rito, la chiamata ad incarichi importanti.

Pistelli, una Estate davvero densa, la sua. La prima soddisfazione?
La riforma della cooperazione é legge. Approvata in via definitiva al Senato. E ho detto tutto (Twitter, 1/8) Sentire le dichiarazioni di voto finali alla riforma della cooperazione allo sviluppo, dopo sei legislature di tentativi falliti, mi ha fatto un certo nonsochè. (Facebook, 17/7)

E anche tanto intenso lavoro sul fronte umanitario…
Ero con Meriam, suo marito e i due bambini, a Khartoum (Tw, 3/7); poi l’ho portata in Italia (Tw, 24/7). Ho avuto il via libera dell’Unione Africana all’iniziativa sulle migrazioni fra Unione Europea (sotto la presidenza italiana) e Paesi del Corno d’Africa e i Paesi di transito. (Fb 4/7). E visto partire i lavori per riaprire finalmente l’ambasciata italiana a Mogadiscio (Fb, 30/6).

È stato anche in Iraq, nei giorni più caldi.
Una giornata molto intensa a Baghdad dove si discute la possibile imminente formazione del Governo. Città blindata, gran lavoro con i nostri dell’ambasciata. Una solo foto ufficiale delle molte, quella col nuovo presidente della repubblica Fouad Masum.

E poi si è spostato proprio sul fronte di guerra…
Erbil, Kurdistan. A poca distanza da qui la battaglia contro Isil è durissima e le minoranze che fanno ricca e plurale questa terra rischiano tantissimo. (Fb, 6/8)

Ne è tornato con una consapevolezza in più, la necessità di un intervento militare internazionale, in risposta a chi – in Parlamento e a piazza San Pietro – continua invece a raccomandare solo aiuti umanitari.
Ciascuno parla per la sua storia, per quello che ha fatto, per le posizioni che ha preso. Perché gli aiuti umanitari abbiano un senso, chi li riceve deve essere vivo. Senza sostegno militare all’autodifesa curda, le minoranze in fuga sarebbero già state sterminate da Isis. Ho uno smisurato rispetto e affetto per Papa Francesco ma credo che la politica debba assumersi le sue responsabilità storiche e temporali, e che le parole del Papa non possano essere usate come ombrello per le proprie posizioni politiche. Meglio ancora: se lo si vuole fare, lo si faccia sempre, senza scegliere gli argomenti come le foglie del carciofo. Da cattolico lo ascolterò sempre, da persona impegnata in politica assumerò le mie responsabilità come un laico. (Fb, 19/8)

A proposito di Isis e terrorismo, qualcuno tra i grillini, si spinge anche oltre, con le parole.
Mentre atterra il secondo volo umanitario italiano a Erbil e il governo è pronto a presentare al Parlamento le sue idee per la crisi irakena e l’auto difesa curda, sono impressionato dalla pochezza e dalla superficialità delle parole dell’on. Di Battista. (Fb 21/8)

Le ha dato anche molto fastidio un’altra espressione, questa estate. Forse, tra le tante, quella di chi ha inavvertitamente parlato di “Vu cumprà”…
Ripensavo a ciò che spinge alcuni attori della vita politica a spararla sempre grossa. Alla fine, l’ossessione della visibilità è la malattia infantile della politica contemporanea. (Fb, 17/8)

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