Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

Il Portogallo per la proposizione del futuro del turismo globale. Workshop

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Lavoro preparatorio

L’antica tradizione di S. Antonio dei Portoghesi in Roma (IPSAR) risale al Quattrocento e si fonda nell’accoglienza dei pellegrini lusitani che si recavano nella Città Eterna, centro nodale della fede cristiana. Nel corso del tempo S. Antonio dei Portoghesi diventa un Istituto con la specifica finalità di sostenere la formazione degli intellettuali e degli artisti portoghesi avendo, nello stesso tempo, un’ apertura ed uno scambio con i creativi italiani. La struttura rappresenta pertanto il luogo storico dell’incontro fra la cultura italiana e quella portoghese. A tal proposito si tenga conto che la chiesa Nazionale è un gioiello dell’arte romana del periodo compreso tra il Seicento e l’Ottocento. Per tale valenza simbolica del reciproco e consolidato legame culturale e formativo, non ci è sembrata assolutamente casuale l’opportunità di celebrare, nei locali dell’ Istituto,  il workshop intitolato “Il Portogallo per la proposizione del futuro del turismo globale”. Tale scelta è stata confortata dalla Prof.ssa Barbara Antonucci, direttore del Master in “Linguaggi del turismo e comunicazione interculturale” dell’Università Roma Tre, e quindi condivisa e sostenuta dal Magnifico Rettore dell’IPSAR Mons. Agostinho da Costa Borges.

Il workshop  rappresenta il secondo apppuntamento del ciclo di studi del Master dedicato alla “public diplomacy”, intesa come la diplomazia tracciata dai Governi attraverso canali differenti rispetto a quelli istituzionali tradizionali. Il riferimento è soprattutto a quelle forme di frontiera di promozione del sistema Paese attuate nelle nuove modalità offerte dall’innovazione. In essa la comunicazione via web richiede un’ attenta valutazione ed elaborazione per tradursi in un efficace strumento di “soft power”  in grado di accrescere la visibilità, l’immagine e la reputazione di un Paese sui mercati globali del turismo e consentire che questi elementi possano tradursi in fattori di sviluppo. Non si tratta quindi della preparazione di una bella vetrina attraverso una campagna di marketing ben orchestrata, bensì della formulazione e realizzazione di una visione strategica che tenga conto dei processi di funzionamento dell’ambito in cui si opera e della loro evoluzione. In altri termini, viene richiesto di analizzare, oltre alle dinamiche legate alla globalizzazione, anche istanze valoriali come l’identità, l’ambiente e la cultura. Si tratta, evidentemente, di una pianificazione che non è solo una “vendita” di un prodotto turistico, ma può costituire un modello di riferimento, come nel caso del Portogallo e del suo ente di promozione turistica: “Turismo de Portugal”. Esso rappresenta uno dei massimi accreditati protagonisti globali nell’elaborazione di strategie di marketing digitali di successo,  nell’identificazione di tecniche comunicative efficaci, oltre che nella costruzione di una reputazione online. Si tratta di fattori che hanno consentito di sviluppare interazioni con gli utenti e legami imprenditoriali, che sono tra le principali sfide delle destinazioni e delle imprese turistiche a livello locale e globale. In questa competizione il Portogallo ha ricercato ed analizzato le dinamiche ed i processi del mercato turistico, progettando e gestendo campagne sul web tramite l’ utilizzo di alcuni dei più importanti strumenti 2.0. Il Piano Turistico Nazionale ha consentito al Paese di salire in vetta alle classifiche mondiali. Il Portogallo e Turismo de Portugal, infatti, sono stati eletti per la seconda volta consecutiva rispettivamente come migliore destinazione turistica al mondo,  e come migliore Ente mondiale ufficiale di turismo dal World Travel Award. In quest’ultima competizione, inoltre, al Paese sono stati assegnati ben 16 premi, oltre alla indicazione di migliore destinazione turistica europea per il secondo anno consecutivo. Per questo ai giovani universitari si manifesta l’ottima opportunità di incontrare il Dott. Marcelo Rebanda,  Direttore Italia di “Turismo de Portugal”. Egli, come indicato nel sito lusitano, fa parte di una rete di équipe di promozione turistica presente in 21 paesi di prioritaria importanza per la promozione turistica internazionale. Il Dott. Marcelo Rebanda saprà certamente illustrare come il turismo possa essere un motore dell’economia nazionale producendo ricchezza ed occupazione.

Dalle affermazioni precedenti si comprende agevolmente che uno dei punti di riferimento essenziali è l’innovazione. Essa non è una moda da seguire, un slogan da sventolare, ma costituisce il filo conduttore di un’attività che presenta caratteristiche precipue e differenti rispetto al passato. Per comprendere appieno il senso della precedente affermazione è opportuna una premessa. Il fondamento della terza missione dell’Università, ovvero il dialogo ed il collegamento con il mondo del lavoro, al cui interno si inserisce il workshop in oggetto, dovrebbe essere ricercato in uno degli elementi che ha contribuito al cosiddetto “miracolo economico” successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Il riferimento è al forte legame che si instaurò tra il mondo della formazione e quello imprenditoriale con il contributo di dirigenti e responsabili d’impresa provenienti dal settore privato. L’effetto di questa collaborazione fu un’innovazione strettamente legata alla ricerca applicata e fortemente competitiva sul mercato domestico e su quello internazionale. Un altro dato da sottolineare è che nell’ “economia di Internet” detta anche “economia della conoscenza”,  l’innovazione presuppone sostanzialmente un ecosistema strutturato, costituito dalla composizione armonica di un insieme di agenti ( come talenti, università, corporate, acceleratori, istituzioni, Venture Capital, business angels, imprese) in grado di favorire lo sviluppo di nuove idee e tradurle in elementi che accrescono la competitività, favoriscono lo sviluppo ed aumentano i posti di lavoro. Quanto detto comporta che il confronto internazionale non è tanto nell’approvvigionamento delle materie prime, quanto sul piano del capitale umano, ossia dei talenti in grado di introdurre elementi di novità di prodotto o di processo. Inoltre, il luogo di questo raffronto è quello della rete telematica, che si sta trasformando in un’ agorà in cui il pensiero creativo supera le barriere dei singoli Stati ed aree geografiche, per ricercare i luoghi e le condizioni più favorevoli per svilupparsi. Questa nuova forma di trasmissione e comunicazione corrisponde ad una differente koinè  che richiede, oltre al saper usare il linguaggio della connettività, anche una visione progettuale. Nel quadro delineato, l’innovazione non è quindi da intendersi in maniera riduttiva come l’ ultimo ritrovato di un bene o di un servizio, ma è un habitus, cioè un modo di essere, un mindset, ossia un atteggiamento mentale. Detto in maniera semplificata, si tratta della capacità di “vedere con occhi nuovi quello che è osservabile da tutti”. Quanto affermato richiede un pensiero non seriale,  non standardizzato, in grado di integrare conoscenze specifiche in un dato campo con il sapere di altri campi.

Poste le precedenti considerazioni, il workshop si pone due finalità: la prima è quella del confronto tra modelli e strategie coinvolgendo i protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione con le startup in un approccio multidisciplinare. Il secondo obiettivo è quello di fornire agli studenti esperienze dirette e qualificanti sulle migliori pratiche di crescita e di innovazione turistica a livello internazionale e locale che stimolino in loro la nascita di idee che possano tradursi in progetti imprenditoriali.

 Nello stesso tempo il workshop intende accrescere, oltremodo, la reciproca conoscenza e promuovere la collaborazione su programmi di ricerca ed iniziative comuni sul tema dell’innovazione, che rappresenta un essenziale elemento di crescita sui mercati internazionali.

di Fiorella Jalongo (docente del Master)

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