Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Innovazione digitale, pubblica amministrazione e società

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Dal Regolamento europeo  sulla protezione dei dati personali ( la cui applicazione è prevista dal prossimo 25 maggio) al Codice italiano dell’ Amministrazione digitale introdotto dal Decreto legislativo 82 del 2005  (poi modificato dal D.L. 217 del 2017) , sempre per capire le applicazioni pratiche del governo digitale: questo il tema del convegno attualmente in corso, a Roma,  presso la sede dell’ Università telematica internazionale “Uninettuno”. In coincidenza con l’ inizio del corso di Diritto dell’ amministrazione digitale, tenuto, presso la facoltà di Giurisprudenza, dal prof. Fulvio Sarzana, giurista che da anni si occupa di diritti digitali e privacy.
L’evento rientra nel ciclo “Digital talks” , varato da Uninettuno per riflettere sui tanti cambiamenti che l’ innovazione digitale sta apportando alla nostra società: a partire appunto dalla Pubblica amministrazione, con l’intervento, in questo convegno, di vari protagonisti del “Governo digitale” locale e nazionale. Aperti dalla professoressa Maria Amata Garito, rettore dell’ Uninettuno, e  moderati dal prof. Sarzana, i lavori han visto la partecipazione di Linda Meleo, assessore alla Mobilità di Roma Capitale ( intervenuta, tra l’altro, sulle innovazioni tecnologiche nel trasporto pubblico locale), e  Flavia Marzano, assessore a Roma semplice ( l’ assessorato competente per il miglioramento di qualità, efficacia ed economicità dei servizi pubblici:  da raggiungere  proprio applicando  l’ innovazione digitale alla macchina capitolina) .
Marco Menegazzo, comandante del Nucleo speciale Privacy della Guardia di Finanza, s’è soffermato sulle sanzioni previste per le imprese e le Pubbliche amministrazioni che dal 24 maggio prossimo non si adeguino alle norme del Regolamento Privacy europeo (GDPR), in tema soprattutto di formazione di tutte le figure presenti nella struttura, dipendenti e collaboratori ( vedi, anzitutto,   la rilevante sanzione amministrativa pecuniaria sino a 10 milioni di euro; o, per le imprese, sino al 2 % del fatturato annuo dell’anno precedente).   L’avvocato Andrea Lisi, presidente di ANORC ( associazione che, dal 2007,  mette in comunicazione le conoscenze e i bisogni di aziende, enti pubblici, professionisti ed esperti  operanti con diversi ruoli nella digitalizzazione, conservazione digitale e nella Privacy),  ha analizzato le recenti modifiche al Codice dell’ amministrazione digitale.
Son state analizzate,  infine, le diverse esperienze di Corte dei Conti, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e AGID, l’ Agenzia della Presidenza del Consiglio  per l’ Italia Digitale.

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