La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Intelligence e portualità. Il pericolo viene dal mare

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“Per l’Italia l’intelligence nazionale coincide storicamente con politiche del mare: per questo intelligence e portualità rivestono un ruolo centrale nel XXI secolo”. Con queste parole Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, ha presentato a Roma presso la sede di Assoporti il suo volume “Il pericolo viene dal mare. Intelligence e portualità”, scritto con Andrea Sberze ed edito da Rubbettino, con la prefazione di Lucio Caracciolo. Caligiuri, che è stato presentato da Tiziana Murgi di Assoporti, ha contestualizzato il significato del volume che si colloca nell’ambito degli approfondimenti e le ricerche che tendono a fare diventare l’intelligence materia di studio nelle università italiane.

Caligiuri ha detto che “il futuro del nostro Paese, come evidenziava anche Jacques Attali nella sua ‘Breve storia del futuro’, si colloca sulle direttrici delle antiche repubbliche marinare: verso l’Oriente dove faceva rotta la Serenissima e il Sud America seguendo le rotte genovesi”. Ha poi evidenziato l’importanza l’importanza decisiva dell’intelligence non solo per gli Stati e le imprese ma anche per tutti i cittadini, come confermano anche le recenti vicende legate al caso Cambridge Analytica. Si e quindi soffermato sull’importanza del commercio mondiale che per oltre l’80 per cento si svolge via mare e quindi c’è la necessità di garantire prioritariamente la sicurezza, per il rischio infiltrazioni delle organizzazioni mafiose e terroristiche. A tale proposito c’è bisogno di maggiori regole, professionalità appositamente formate, strumenti come l’intelligence, le tecnologie attraverso sopratutto le tecniche di video sorveglianza e algoritmi dedicati, le collaborazioni nazionali e internazionali declinate in più direzioni: info sharing tra le varie istituzioni nazionali e con quelle estere, relazioni sempre più strette e virtuose tra pubblico e privato.

È quindi intervenuto il ricercatore Andrea Sberze, coautore del volume, che ha evidenziato le tendenze del traffico marittimo mondiale, alcuni studi che americani e israeliani hanno compito, le politiche della Cina con la nuova vita della seta, le ipotesi di convergenza di infiltrazione mafiosa e terroristica nei porti. Il sistema porto ha concluso è di estrema complessità e la sicurezza dei porti è fondamentale per la sicurezza nazionale.

Nel dibattito che è seguito sono intervenuti il segretario generale di Assoporti Francesco Mariani (“occorrerebbe tracciare le persone che operano e frequentano i porti come quelle che viaggiano negli aeroporti”), il senatore Francesco Nerli di Assoporti (“i monopoli e gli oligopoli penalizzano i più e i necessari Piani di Security comportano dei costi notevoli”), l’ammiraglio Mario Rino Me (“l’intelligence è un decisivo aspetto culturale e occorre fare attenzione, oltre alla criminalità e al terrorismo, anche alla proliferazione, dietro la quale ci sono spesso Stati sovrani”) e l’ammiraglio Francesco Chiappetta (“i nuovi scenari marittimi saranno inevitabilmente segnati dal dominio cibernetico”). L’incontro si è concluso con la previsione di un ulteriore incontro operativo per ampliare, definire e concretizzare delle ipotesi di ricerca su intelligence e portualità tra Assoporti e il Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria.

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