Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Israele, ancora Bibi

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Dopo una notte di exit poll al cardiopalma, Bibi, ovvero Benjamin Netanyahu, sembra avercela fatta a conquistarsi il suo quinto mandato alla guida di Israele. Ma non grazie ai suoi voti e a quelli del suo partito, il Likud, ma grazie all’appoggio delle formazioni di destra pronte a garantirgli quei  65 seggi su 120, necessari per governare.  A spoglio ultimato Netanyahu e il suo rivale Benny Gantz del partito Blu-Bianco dispongono dello stesso numero di poltrone alla knesset: 35 ciascuno. Ma con Bibi si sono subito apertamente  schierati  Avigdor Lieberman ledear del partito Israele casa nostra (5), i partiti religiosi Shas (8seggi) e Torah unita (8).  E i giochi sembrano chiusi.

”Sono molto emozionato. Questa è la notte di una vittoria immensa. Sia ringraziato il Cielo che siamo giunti a tanto”, ha detto il premier nel discorso che ha tenuto a Tel Aviv rivolgendosi al suo partito. ”La nostra è stata una vittoria che non si poteva nemmeno immaginare”, ha aggiunto Netanyahu  che era accompagnato dalla moglie Sarah. ”Il popolo di Israele mi ha confermato la fiducia per la quinta volta”.

“Sembra desolante, ma i risultati non sono ancora quelli finali. E’ possibile che ci siano cambiamenti elettorali e che possiamo mettere in campo alcune manovre politiche”, aveva scritto ai membri di ‘Blu-Bianco’ Benny Gantz nella sua prima dichiarazione per poi successivamente dichiarare che non si sottrarrà al “dovere di rappresentare oltre un milione di gente che ha chiesto qualcosa di differente” e definire il risultato  “una vittoria storica senza precedenti, di cui essere orgogliosi”.

“Purtroppo gli israeliani hanno in maggioranza votato per candidati impegnati ad arroccarsi nello status quo di oppressione, occupazione, annessione ed esproprio in Palestina”, ha detto l’esponente dell’Olp Hanan Ashrawi, secondo cui Israele ha scelto “un parlamento di destra razzista e xenofobo”. “L’agenda estremistica e militaristica, guidata da Netanyahu, è stata incoraggiata dalle politiche sconsiderate e dal cieco sostegno dell’amministrazione Trump” in un’alleanza “cinica”, ha sottolineato Hanan Ashrawi.

Dall’analisi del voto emerge che a Gerusalemme ha vinto Netanyahu, conquistando il 25 per cento delle preferenze ed assieme con i suoi alleati quasi l’80 per cento contro il 12 per cento del Partito Blu-Bianco. Il contrario è accaduto invece a Tel Aviv, dove Gantz insieme alle formazioni di sinistra ha  conquistato il 65 per cento dei voti  contro il 19% del Likud.  Testa a testa invece ad Haifa tra Netaniyahu e il suo rivale. Vittoria delle destre invece a  Nel Neghev, a Beer Sheva.

Gli elettori sembrano dunque aver messo una pietra su a tutti i presunti scandali che in questi mesi hanno avuto Bibi come protagonista.

Il presidente della Repubblica Reuven Rivlin incontrerà la prossima settimana i due leader. Netanyahu avrà 42 giorni di tempo per formare il governo, dopo di che comincerà il suo quinto mandato ed entrerà nel guinness dei primati superando Ben Gurion, che finora era stato il primo ministro più longevo del Paese

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