La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

ITALIA – CINA, 50 ANNI DI RELAZIONI. APPUNTAMENTO A CITTA’ DELLA SCIENZA, FQ INTERVISTA MARIANO IADANZA

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dott. Mariano Iadanza durante la visita di una delegazione cinese

Il 2019 sarà l’anno della celebrazione del 15esimo anniversario dall’istituzione del partenariato strategico globale bilaterale tra Italia e Cina, nel 2020 verrà celebrato il 50esimo anniversario dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi (Road to 50). A breve, dal 4 al 6 dicembre si terrà tra Milano, Roma, Cagliari e Napoli la Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione. I rapporti tra i due Paesi, insomma, sembrano essere sempre più stretti. Alla vigilia di questi importanti appuntamenti abbiamo chiesto una valutazione degli scenari e dei contesti a Mariano Iadanza, responsabile Business Innovation Centre della Fondazione Idis – Città della Scienza.

1) Quali sono i rapporti con la Cina e perchè è strategica la collaborazione bilaterale?

La Cina rappresenta un leader globale con cui il nostro Paese ha raggiunto un ottimo livello di partenariato. Lo confermano le recenti visite di Stato prima del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, più di recente, del Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Si tratta di un’attenzione non improvvisata, che negli ultimi anni ha favorito la nascita di un programma di ampio respiro in grado di coprire diversi temi, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica e alla manifattura 4.0. Ne sono derivati numerosi vantaggi che possono essere riassunti nel consolidamento delle relazioni bilaterali, nella progressiva integrazione dei sistemi di ricerca e nella maggiore capacità italiana di penetrazione nel mercato cinese.

2) La Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione è stata riconosciuta da Pechino quale “strumento fondamentale di promozione di iniziative bilaterali su ricerca ed innovazione”. Potrebbe indicare gli elementi di forza di questa collaborazione?

La concretezza, questo è il suo principale punto di forza. Il fulcro del programma di internazionalizzazione si è infatti sostanziato in una piattaforma di networking operativa, in grado di combinare le richieste e le offerte di tecnologia tra centri di ricerca dei due Paesi. E’ per questo che nel 2016 la Settimana Italia – Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione è stata elevata al rango di appuntamento stabile e strutturato delle relazioni bilaterali. Si può dire che il programma gode oggi di un certo radicamento territoriale che si aggiunge alla capacità di intercettare le necessità dei mercati di riferimento. Senza dimenticare che il confronto tra università, enti pubblico – privati, istituti di ricerca, imprese, startup, ha consentito l’accesso ad ecosistemi che non temono il confronto reciproco.

3) Quali sono stati i frutti finora raggiunti dalla Settimana Italia-Cina dell’Innovazione?

Molti di essi saranno visibili a Milano nel corso della giornata inaugurale della Settimana Italia-Cina, il 4 dicembre. Presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonard

delegazione Most a Città della Scienza

o da Vinci” verrà infatti allestito una “Vetrina della Cooperazione”, verranno esposti attraverso la presentazione di poster e l’esposizione di prototipi e modelli innovativi trenta progetti nati e sviluppati tra enti italiani e cinese proprio nel solco dell’Innovation Week. Più in generale possiamo dire che i frutti di queste “contaminazioni” sono stati la firma di numerosi accordi pubblici e privati per la realizzazione di soluzioni innovative in entrambi i mercati. Solo per restituire la mole di lavoro fatta basta dire che dal 2010 la Settimana Italia-Cina ha coinvolto 8000 esperti in occasioni di visite reciproche, ha attivato 4.900 azioni di trasferimento tecnologico e favorito oltre 600 accordi di cooperazione.

 

4) Ci spiega gli altri punti della Settimana dell’Innovazione?

La Settimana dell’Innovazione si svolgerà in quattro città italiane nel corso di tre giorni. L’inaugurazione istituzionale è prevista a Milano il 4 dicembre, con la partecipazione del Ministro della Ricerca italiano Marco Busetti e del suo omologo cinese Wang ZhiGang. Il 5 ed il 6 dicembre si terranno due focus territoriali tematici: il primo a Roma sulla trasformazione digitale per la salute e smart culture; il secono a Cagliari sulle nuove frontiere delle ICT, della fisica e dell’astrofisica. Nella stessa giornata del 6 dicembre si terrà il “Sino-Italian Exchange Event” a Napoli, un programma pluriennale di cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Cina promosso dalla Regione Campania. I settori di maggior rilievo sono agrifood, energia sostenibile, manifattura 4.0, settore automobilistico, automazione, aerospazio, robotica, salute e scienze della vita, ambiente. Per maggiori informazioni sul programma: http://www.cittadellascienza.it/cina/week2018/programma/

 

5) Tra gli elementi essenziali della Settimana dell’Innovazione vi è la valorizzazione delle startup e dei giovani talenti. Per quale motivo la Cina è la nuova Terra Promessa dei piccoli e grandi innovativi e quanto ritengono attrattivo il nostro Paese le startup cinesi?

Quando parliamo di startup è utile ricordare che lo scenario cinese è molto differente rispetto quello italiano o europeo. Basti pensare al massiccio intervento statale, alle dimensioni del mercato e alla disponibilità di capitali di rischio. Senza dimenticare i dati macroeconomici, i ritmi di crescita e i volumi di affari delle imprese innovative cinesi, notevolmente superiori a quelli nostrani. Questi risultati sono il frutto di un preciso piano industriale governativo che vede nelle startup un elemento essenziale della crescita economica e, in questa prospettiva, un efficace mezzo per diventare leader dell’innovazione. Proprio per questo, la Cina è il luogo ideale per i team ambiziosi e determinati a scalare in un ecosistema che contende il primato all’altra parte del Pacifico. E’ quindi evidente il perché alle imprese innovative sarà dedicato un focus di spicco della Settimana Italia-Cina dell’Innovazione grazie alla terza edizione dell’ Italy-China Best Start-up Showcase and Entrepreneurship Competition che si terrà il 4 dicembre a Milano. Si tratta di una vetrina privilegiata e qualificata in cui saranno presentate 40 realtà, 30 italiane e 10 cinesi. Il programma prevede un’entrepreneurship competition in cui le startup dei due Paesi avranno l’opportunità di presentarsi ad un vasto e qualificato numero di finanziatori, incubatori ed esperti, nonché di costruire contatti con partner industriali e finanziari attraverso incontri one-to-one e diversi momenti di networking. L’iniziativa rappresenta la prima tappa di un percorso di selezione progressiva, che prevede benefit ed incentivi economici crescenti, che proseguirà in Cina nel 2019, fino alla premiazione finale che verrà realizzata il prossimo autunno a Pechino, nel contesto dell’edizione 2019 della Settimana Italia-Cina.

6) Saprebbe indicare strettoie nell’attuazione dell’innovazione tra il nostro Paese e la Cina?

Il punto nodale, fortemente legato alla competitività, è quello relativo alla tutela contro attività cosiddette “sleali”. A tal proposito premetto che con il termine tutela non mi riferisco ad alcun tipo di protezionismo, ma al rispetto delle norme del business internazionale. La Cina, con il suo ingresso nella World Trade Organizzation ha affermato il suo rispetto delle regole del gioco e la creazione di strumenti per assicurarlo. In tal senso, va superato il preconcetto secondo cui collaborare con la Cina significa temere per le opere dell’ingegno. Si tratta di un retaggio del passato ampiamente smentito nei fatti ultimamente, benchè resti vero che tanto le aziende quanto i centri di ricerca debbano attrezzarsi opportunamente, anche attraverso il ricorso ad operatori e mediatori specializzati, per massimizzare i frutti della collaborazione. Se di strettoia può parlarsi, dunque, essa va intesa in senso culturale. Di contro, c’è da dire che da parte italiana occorre lavorare ancora per presentarsi con una strategia unitaria, nazionale perchè ancora troppo spesso le iniziative sono poco sinergiche se non addirittura in competizione l’una con l’altra.

7) Di contro, quali raccomandazioni suggerirebbe ai nostri connazionali che volessero internazionalizzare il loro business in Oriente?

Nei confronti del mercato cinese esorterei i player italiani di inserirsi in canali istituzionalizzati che hanno una consolidata esprienza di collaborazione e networking anche con la rete di diplomazia economica in Cina come Città della Scienza. Quest’ultima, grazie ai legami descritti in precenza, alla propria professionalità e competenza, può essere un valido aiuto per coloro che volessero avere un ruolo attivo nel mercato orientale che è articolato e preparato. Consiglierei inoltre un impegno diretto dell’impresa sul posto, contatti con interlocutori qualificati locali accanto ad una dose di pazienza per riuscire a gestire eventuali difficoltà che dovessero sorgere nella realizzazione di attività nel sistema Cina che rimane differente rispetto al nostro.

Dott.ssa Fiorella Ialongo

Docente al Master in Linguaggi del turismo e comunicazione interculturale di Roma Tre

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