Non preoccuparti di cosa sta per fare qualcun altro.
Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

Alan Kay

La bettola di Viale Trastevere

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viale trastevereCi sono due slogan pubblicitari che la Miccolis ripete spesso: “Questa Milano da bere”, e di solito lo utilizza per prendere in giro la vita modaiola, di feste, di vip, di brunch, di aperitivi, apericene, aperi non so che, pieni di giovani e di quelli che fanno finta di esserlo, di luoghi ‘in’ da frequentare con musica per ballare. E poi l’altro del “rum più bevuto nei peggiori bar di Caracas” e questo le va a genio, è adatto a quelle bettole sporche con il barista o l’oste panzone e il grembiule sporco, di età più che matura, una luce fioca nel locale, polvere sui tavolini, cani che girano indisturbati, persone un po’ tristi e alcolizzate, zecche o poveracci che cercano il posto in cui tutto costi poco. In Spagna, a Madrid, era pieno di queste bettole e lei si divertiva un mondo, mentre in Italia, mah… L’Italia purtroppo è modaiola e il posto che sa di rancido te lo devi andare a cercare. Ecco che un giorno, mentre torna a casa, su Viale Trastevere Miccolis è attratta da una cagnolina tutta bianca con orecchie a punta e codino a virgola; si ferma quindi per accarezzarla e scopre che appartiene ad una signora anziana seduta dentro un locale piccolo e con luce a neon.

Vecchia vecchia con pochi denti, capelli corti e forse sporchi, sempre seduta, appoggia un gomito su un banco e una mano sotto il mento; è attorniata dentro e fuori da diversi uomini di una certa età che si ritrovano lì tutti i giorni, dalla mattina alla sera, con un bel bicchierino di vino in mano. Hanno un aspetto da barboni, fumano sigarette, c’è chi indossa un cappello, chi la giacca troppo larga, chi ha il codino grigio, chi un nasone rosso, e chi, seduto sul marciapiede, mostra la sua tornita pancetta. Sono sempre molto gentili, salutano la Miccolis anche se la vedono passare di corsa in bici, ed anche se, quando il baretto è chiuso, la incontrano per caso da qualche altra parte; le fanno spazio quando arriva e le chiedono con allegria se vuole un bicchierino. È un buco quel locale pieno di vino su tutte le pareti e la signora che sembra appisolata, perché spesso la trovi con gli occhi chiusi, muove le braccia solo per allungare un bottiglione di vino e riempire i bicchieri. La Miccolis oltre ad accarezzare la cagnolina Luna, va dentro a salutare la signora, a farci due chiacchiere e spesso, quando deve andare a una di quelle cene di amici precari come lei (le sembra ancora di stare all’università), compra le solite due bottiglie di vino per rendere euforica la serata. Il processo è divertentissimo: si tratta del vinello dei colli, lei immagina sempre scene di film western con l’ubriacone assonnato, l’altro che chiede un bicchiere e di sottofondo musica da bettola dei western.

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La signora sa già, senza che ormai le venga chiesto più niente, che deve prendere da dietro due bottiglioni di plastica. Si alza lenta lenta (quasi dispiace farla alzare) arriva con un mezzo sorriso da cui si intravedono quei pochi denti lunghi; da sotto il bancone allunga un tubo di plastica ingiallito dal tempo e tagliato a mano. Chiede: “bianco o rosso?”. Miccolis si immagina che con gli unici denti che le sono rimasti apra una bottiglia sputando il tappo, ma non è così purtroppo: la vecchietta infila il tubo nella bottiglia e fa scendere velocemente il vinello rosso dei colli. 2.50 euro a bottiglione… “E’ sicuro che è buono?”, le chiede sapendo che invece è uno di quei vini che porta acidità allo stomaco dopo il primo sorso. “Certo, è dei colli!”, risponde la signora e così, soddisfatta, la Miccolis saluta tutti, la vecchietta, la cagnolina, i soliti frequentatori del locale che l’aiutano pure a sistemare le bottiglie nel cestello della bici. Non vorrebbe andarsene, si tratterrebbe volentieri fino a quando la saracinesca non viene abbassata e la signora e quel morbido peluche che scodinzola se ne vanno sul marciapiede insieme lentamente. Non sa come ancora resista quel locale, aperto immagina da tanti e tanti anni, ma lei non può che gridare “Lunga vita alla vecchietta di Viale Trastevere, e lunga vita al vinello dei colli!”.

Stefania Miccolis

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