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Rainer Maria Rilke

“La Dichiarazione dei Diritti in Internet” al servizio del cittadino

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dichiarazione dei diritti in internetPresentata alla Camera dei Deputati “la Dichiarazione dei Diritti in Internet”, elaborata dalla Commissione per i diritti ed i doveri relativi ad Internet. E’ un apprezzabile documento istituzionale riconducibile ad un tipico “Codice etico e di condotta”, i cui principi si propongono di armonizzare i servizi Internet con le aspettative di ogni cittadino nell’attuale contesto socio-politico del nostro Paese. Chiaro ed incisivo è il messaggio presente nel “preambolo” di questa Carta che mira ad esaltare i diritti di Internet, fondando, comunque, l’essenza stessa di tali diritti sul pieno riconoscimento dei valori costituzionali di “libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona” anche nell’ottica di garantire “il funzionamento democratico delle Istituzioni”. Il richiamo a tali valori costituzionali assume un forte e concreto significato nella “Carta dei diritti in Internet” grazie al riconoscimento dell’ “accesso ad Internet” quale “diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale”, nonché all’assegnazione ad ogni persona di “eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”. L'”accesso ad Internet” viene, quindi, identificato quale diritto tutelato dal nostro Ordinamento in funzione della dignità della persona. Il che ha ragione di essere in presenza delle consolidate opportunità offerte da Internet a ciascuna persona (ad esempio, in tema di informazione e cultura), anche in coerenza con gli obiettivi della nostra Carta Costituzionale, che, all’art. 2, “garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. In tale ottica la valorizzazione della persona mediante l'”accesso ad Internet” trova uno degli aspetti di maggior rilievo, anche d’impatto socio-politico, nell’impegno espresso dalla “Carta dei diritti in Internet” di proteggere i dati presenti su Internet che riguardano ogni singolo individuo ai fini del rispetto della sua dignità, identità e riservatezza.

L’obiettivo dominante alla base del “diritto di accesso ad Internet” è indubbiamente il “diritto alla conoscenza ed all’educazione in rete”: diritto che deve essere garantito dalle “istituzioni pubbliche” mediante “la creazione, l’uso e la diffusione della conoscenza in rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto”. Internet assume, quindi, il ruolo di bene e strumento essenziale dell’individuo per dare piena attuazione sia all’articolo 21 della Costituzione che garantisce “il diritto di informare” ed “il diritto d essere informati”, sia agli articoli 9 e 33 della Costituzione ai fini dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica nonché del pieno successo degli impegni di istruzione, insegnamento ed educazione. Ulteriore fondamentale elemento a supporto dello sviluppo della personalità dell’individuo è il riconoscimento della “libertà e segretezza delle informazioni e comunicazioni elettroniche” di ogni persona, anche nel contesto dei “sistemi e dispositivi informatici”: diritti e libertà che sono e restano assolutamente inviolabili secondo “la Dichiarazione dei diritti in Internet” in coerenza con quanto affermato dall’art. 15 della nostra Carta Costituzionale in tema di diritto di comunicazione. Sotto questo profilo non possono essere sottovalutate l’importanza e la validità dell’attuale impianto costituzionale e normativo a garanzia delle libertà, fondamentali per il nostro Paese, insite nel diritto di comunicazione e nel diritto di informazione: aspetti, questi ultimi, che, a mio avviso, devono essere sempre più valorizzati dal nostro Legislatore e dalla nostra Autorità di Governo anche in presenza di proposte normative (talvolta dettate da discutibili logiche politiche) che potrebbero affievolire la piena tutela di tali libertà. Non ultimi in termini di importanza, per contenuti e motivazioni della loro tutela, figurano nella “Carta dei diritti in Internet” “il diritto di rappresentazione integrale e aggiornata delle proprie identità in Rete” ed il “diritto all’oblio” inteso, quest’ultimo quale “diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica”.

Desidero ricordare come il “diritto all’oblio” è un diritto che si è andato consolidando nella nostra cultura (non solo giuridica) proprio grazie allo sviluppo ed alle dinamiche di Internet unitamente dichiarazione dei diritti in internetall’affermarsi dell’informazione on-line. In tale contesto il “diritto all’oblio” mira alla tutela della attuale identità personale e morale della singola persona soprattutto nella sua proiezione sociale. Nel condividere ed apprezzare il complesso dei principi espressi dalla Commissione per i diritti ed i doveri relativi ad Internet, sottolineo l’esigenza di un tempestivo intervento del nostro Legislatore per dare forza ed efficacia giuridico-normativa alle disposizioni previste nella “Dichiarazione dei diritti in Internet”. Internet fa ormai parte integrante della vita di ciascun individuo ed anche il Governo -pur se con qualche incertezza politica sul disegno organizzativo comprendente anche il coinvolgimento collaborativo dei principali operatori di telecomunicazioni- è sempre più sensibile alle aspettative di ogni cittadino per una Rete di telecomunicazioni tecnologicamente avanzata ed estesa sull’intero territorio nazionale che consenta il concreto esercizio del “diritto di accesso” ad Internet. Abbiamo davanti, quindi, obiettivi prioritari da perseguire, nell’interesse del nostro Paese, con le più opportune misure legislative, normative ed istituzionali in tema di Rete di telecomunicazioni e di Internet. Una di tali misure è certamente rappresentata dall’impegno istituzionale di rendere operativi i principi espressi dalla “Dichiarazione dei Diritti in Internet” al fine di assicurare una risposta non solo progettuale ma anche realizzativa a soddisfazione delle forti aspettative della collettività intera sempre più disposta ad identificare ed utilizzare Internet come uno “spazio” che (volendo citare le preziose indicazioni di detta Commissione) “ha contribuito in maniera decisiva a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni, ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza, ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica, ha modificato l’organizzazione del lavoro ed ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera”.

La dichiarazione dei diritti in internet al servizio del cittadino

 

Gennaro Paolo Cuomo

Docente Università LUMSA

L'Autore

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