Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

“La logica di Salvini”

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ballaròNell’ultima trasmissione di Ballarò un sempre pimpante Matteo Salvini si è lanciato in un’audace e per lui incontrovertibile argomentazione. Posto di fronte alla domanda secca se condividesse o meno il titolo di qualche giorno fa di “Libero”, a proposito degli attentati terroristici in Francia, nel quale si urlava a piena pagina “Bastardi islamici”, il fine intellettuale leghista rispondeva: “Sono bastardi i terroristi che fanno questi attentati? Sí. Sono anche islamici? Sí. Dunque sono bastardi islamici”. Certo s’è poi un po’ smarrito alla controbiezione di Moni Ovadia (“Chi ha assassinato Falcone e Borsellino sono Siciliani? Ebbene lei metterebbe un titolo bastardi siciliani?”) buttandola in caciara ed affermando animosamente che se la trasmissione è fatta per commentare il titolo di “Libero”, si sarebbe alzato e andato. Mai s’è visto un Salvini in così grave imbarazzo. Ma, al di là della circostanza, il caso di Salvini è un tipico esempio di come l’emotività la fa da padrona sulla logica. Infatti Salvini non commette solo un errore di fatto nell’identificare l’insieme dei bastardi con quello degli islamici, per il semplice fatto che anche il più sprovveduto e ottimista delle persone sa bene che di bastardi ce ne sono anche tra i cristiani, gli ebrei, i buddhisti, i politeisti e anche gli atei. E infatti Salvini più plausibilmente voleva dire, nel sottotesto del suo forbito loquire, che “tutti gli islamici sono bastardi”, così formando con la sua argomentazione la struttura classica di un sillogismo, di quelli che si insegnano a scuola quando si studia Aristotele e che tutti, anche gli studenti un po’ ciucchi, sanno anche solo per celia, come ad esempio il famoso “Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, quindi Socrate è mortale”. Nel caso del magister logicae Salvini il sillogismo suonerebbe in questo modo:

Tutti i terroristi sono bastardi
I terroristi sono islamici
Tutti gli islamici sono bastardi

Ma purtroppo questo tipo di sillogismo non è solo falso nelle sue conclusioni, per il motivo prima addotto, ma è soprattutto errato. Dalle due premesse, infatti, non segue affatto in modo logicamente incontrovertibile la conclusione “tutti gli islamici sono bastardi”. E questa scorrettezza rimane anche se interpretiamo le frasi di Salvini precisando la seconda premessa con le due varianti “Tutti i terroristi sono islamici” o “Alcuni terroristi sono islamici”. Potrebbe essere corretto solo nel caso in cui la conclusione fosse “Alcuni islamici sono bastardi” oppure “Alcuni bastardi sono islamici”. E in questo caso il sillogismo non solo sarebbe logicamente valido, ma corrisponderebbe anche alla nostra conoscenza di ogni giorno, appunto perché è constatazione di fatto che vi siano dei “bastardi” che sono “islamici”, allo stesso modo di come ce ne sono di cristiani, taoisti o semplici siciliani; o che ci sono alcuni siciliani o cattolici o evangelici che sono “bastardi”. Ma l’equivalenza stabilita nel titolo di “Libero” e ribadita da Salvini trae la sua forza d’impatto proprio nel suggerire una assoluta equivalenza tra i bastardi e gli islamici, cioè di far passare l’idea che l’essere islamici è di per sé un essere bastardo e quindi terrorista; e viceversa che l’essere terroristi depone per l’essere islamici. Sulla scia di un’altra maestra del pensiero odierno come Oriana Fallaci.

Qui non possiamo esporre in dettaglio le motivazioni tecniche che rendono il sillogismo salviniano errato; per capirne il perché basterebbe consultare un qualsiasi manuale di logica elementare o aver studiato a scuola la filosofia e Aristotele (l’inventore di questo schema argomentativo e della logica in quanto tale) o fare qualche diagramma di Venn, studiati ai primi passi di matematica in qualunque liceo dove si affronti la teoria degli insiemi. E ciò a dimostrazione del fatto che fare filosofia non equivale a fare chiacchere, così come ha sostenuto un altro esemplare della fauna politica in una recente trasmissione televisiva; ma che fare chiacchere il più delle volte nasce dal non aver fatto filosofia. Purtroppo Salvini, impegnato a far politica, a nostro carico, da quando aveva 20 anni, per questi argomenti è morto e sepolto. Avevano ragione i giovani dei centri sociali che si contrapponevano alla folle “oceaniche” salvinian-berlusconiane del recente raduno a Bologna al grido di “studiate, studiate”. È solo l’ignoranza a sostenere un così infimo livello della politica. Ma purtroppo la morte della logica e del corretto ragionamento – il cui cadavere campeggia sempre nei talk show e nelle argomentazioni dei nostri politici – genera altre morti, ben più drammatiche: quelle di innocenti, donne e bambini sotto le bombe che cadranno loro addosso. È proprio vero che il sonno della ragione genera mostri.

Francesco Coniglione

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