Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

L’arresto per spionaggio di due palestinesi e la strategia di Erdogan /Il punto di vista (in inglese e italiano)

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L’annuncio di Ankara dell’arresto di due palestinesi accusati di spionaggio -per conto degli Emirati Arabi Uniti- è stato descritto dagli esperti turchi come una “mossa diversiva”, volta a distogliere l’attenzione dai guai di Erdogan in casa sua, ma anche come un tentativo di fare pressioni sugli Emirati Arabi a causa della loro opposizione alla promozione turca di estremismo nella regione. Le autorità turche, hanno dichiarato che lunedì hanno arrestato due individui sospettati di spionaggio per conto degli Emirati Arabi Uniti. Fonti a Istanbul hanno identificato i due palestinesi arrestati: sarebbero Samir Samih Shabaan e Zaki Yousef Hassan.
Esperti della regione hanno detto che, considerando le tempistiche, l’arresto solleva interrogativi sui motivi per cui le autorità turche abbiano diffuso i dettagli dell’annuncio proprio ora. “Sembra la classica mossa diversiva di Ankara, dopo tanti mesi di pressioni infruttuose sull’amministrazione americana e sull’Arabia Saudita, sulla scia della battuta di arresto che ha avuto Erdogan in patria”, ha dichiarato un analista arabo che controlla gli affari correnti turchi a Beirut.
“Erdogan ha vissuto le recenti sconfitte elettorali con grande imbarazzo. Mettere in risalto e far fronte a minacce alla nazione potrebbe consolidare i collegi elettorali nazionalisti che lui vuole far crescere e pone l’attenzione su altre questioni deviando l’attenzione sulle sue battute d’arresto”, ha aggiunto.L’annuncio di Ankara arriva nel pieno di un rallentamento economico che ha contribuito a causare sconfitte sorprendenti per i candidati dell’AKP, il partito di governo, alle elezioni locali tenutesi il 31 marzo. Gli insuccessi elettorali, in città come Ankara e Istanbul, sono stati percepiti come il rinnegamento della leadership del presidente Erdogan, dato che aveva fatto chiara compagna a favore dei candidati dell’AKP.
I funzionari turchi hanno detto che hanno indagato per circa sei mesi sui due individui arrestati, ma non hanno dichiarato il motivo per cui sono stati arrestati proprio questa settimana. Hanno aggiunto anche che stavano cercando di capire se i sospetti potessero essere collegati all’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato saudita di Istanbul l’anno scorso. Hanno notificato che uno dei due uomini era arrivato a Istanbul poco dopo l’omicidio, il secondo, più tardi.
Il presidente Recep Tayyip Erdoğan e alti funzionari turchi hanno tentato incessantemente di sfruttare l’omicidio di Khashoggi attraverso dichiarazioni ufficiali e fughe sistematiche di notizie volte a spingere l’amministrazione USA a prendere provvedimenti contro l’Arabia Saudita. I loro sforzi non hanno prodotto alcun risultato tangibile, poichè Washington ha insistito nel mantenere buoni rapporti con Riyadh, anche concordando con l’Arabia Saudita sulla detenzione dei responsabili per l’omicidio di Khashoggi.
Funzionari turchi hanno accusato le autorità degli Emirati di appoggiare l’Arabia Saudita nel caso Khashoggi. Non vedono di buon occhio Abu Dhabi su questioni regionali, in particolare non approvano che gli Emirati Arabi si oppongano ai gruppi estremisti islamici a cui Ankara presta sostegno. L’agenzia statale Anadolu ha riferito che i due sospettati hanno dovuto affrontare accuse di “spionaggio politico, militare e internazionale”. La rivelazione al pubblico di così tante informazioni è una mossa insolita da parte delle autorità turche nei “casi di spionaggio” esteri. I casi di intelligence vangono tenuti segreti in Turchia, tranne quando il governo cerca la leva finanziaria per rivelare delle informazioni.

Ecco l’articolo in inglese

Ankara’s announcement of the arrest of two Palestinians it accused of spying for the United Arab Emirates has been described by Turkey experts as a “diversionary move” aimed at distracting attention from Erdogan’s woes at home and at trying to exert pressure on the UAE because of its opposition to Turkey’s promotion of extremism in the region.
Turkish authorities said they have detained the two individuals Monday on suspicion of spying for the United Arab Emirates.
Sources in Istanbul told The Arab Weekly identified the two arrested Palestinians as Samir Samih Shabaan and Zaki Yousef Hassan.
Regional experts said considering its timing, the arrest raises questions about the motivation of Turkish authorities in making the announcement now and in providing the details it did.

“This looks like a classic diversionary move by Ankara after so many months of fruitless pressures on the US administration and Saudi Arabia and in the wake of setbacks for Erdogan at home,” said an Arab analyst who monitor Turkish current affairs in Beirut.

“Erdogan has lived the recent electoral defeats as a major embarrassment. Emphasising and even making up to national threats can hopefully consolidate the nationalistic constituencies he wants to cultivate and puts the focus on other issues besides his setbacks,” he added.

Ankara’s announcement comes amid an economic slowdown that has contributed to surprising defeats for the AKP’s ruling party candidates in local elections held March 31.
Election setbacks, in such major cities as Ankara and Istanbul were perceived as personal disavowal of President Erdogan’s leadership as he campaigned directly for the AKP candidates.
Turkish officials said they were investigating the two individuals for about six months but did not say why they were arrested this week.
They added they were investigating whether the suspects could be linked to the killing of Saudi journalist Jamal Khashoggi at the Saudi Consulate in Istanbul last year. They pointed out that one of the two men had arrived in Istanbul shortly after the killing and the second one, later.

President Recep Tayyip Erdoğan and senior Turkish officials have relentlessly tried to exploit the Khashoggi murder through official statements and systematic media leaks all aimed at pushing the US administration to taking measures against Saudi Arabia. Their efforts have not yielded any tangible results as Washington insisted on maintaining good relations with Riyadh although agreeing with Saudi Arabia on holding those responsible for the Khashoggi murder responsible.
Turkish officials have accused Emirati authorities on backing Saudi Arabia against Saudi Arabia in the Khashoggi case. They do not see eye to eye with Abu Dhabi on regional issues, especially that the UAE opposes the Islamic extremist groups to which Ankara lends support.
The state-run Anadolu Agency reported that the suspects faced possible charges of “political, military and international espionage.”

Disclosing so much information to the public is an unusual move on the part of Turkish authorities in foreign “spying cases”.
Intelligence related cases are kept under wraps in Turkey except when the government seeks some form from leverage from the disclosures.

 

 

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