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Pietro Barilla

L’imam Grande Moschea di Roma, Gerusalemme città di pace

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L’Imam della Grande moschea di Roma, lo sceicco Salah Ramadan Elsayed, ha pregato affinché “Gerusalemme resti una città di pace e di unità per tutti i musulmani”. Nel corso di un sermone letto nella moschea di Monte Antenne a Roma, che è gestita dal Centro islamico culturale d’Italia guidata dal segretario generale Abdellah Redouane, l’imam che proviene dall’università egiziana di al Azhar ha parlato del ruolo di Gerusalemme nella fede islamica.

“La moschea di Gerusalemme, è la moschea per tutti i musulmani ovunque essi sono, moschea sacra, benedetta e occupa una posizione centrale per la fede islamica: è la prima Qibla per la preghiera nell’Islam e la terra dei profeti e dei messaggeri di Allah – ha affermato la guida religiosa di Roma – rimarrà così per sempre fino al giorno del giudizio. Invochiamo Allah che Gerusalemme rimanga una terra per la pace per tutti. Invochiamo Allah affinché unisca i musulmani attorno a Gerusalemme per proteggerla e difenderla. Invochiamo Allah di mantenerla come simbolo di unità di musulmani e simbolo di pace per tutta l’umanità”. Nel suo discorso, partendo da una citazione del Corano (“gloria a colui che di notte trasportò il suo servo dalla santa moschea alla moschea remota di cui benedicemmo i dintorni per mostrargli dei nostri segni”), l’imam ha aggiunto che “sia gloria ad Allah che trasportò il suo profeta Mohammed dalla moschea Santa della Mecca alla moschea al Aqsa cioè la remota, quella moschea che si trova a Gerusalemme. Dunque Gerusalemme non è una città come le altre per i musulmani fa parte del loro credo e della loro fede. Questo viaggio per il profeta è stato una consolazione per il messaggero di Allah dopo aver perso con la morte suo zio Abu Talib e la sua carissima moglie Khadija”.

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