Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

L’Occidente e la forza “semplice” del Corano

0

Futuro Quotidiano pubblica un prezioso contributo di Brandino Rangoni Machiavelli, membro del Muslim Institute di Londra, autore del libro “Notes on European Islam and the West” (Lulu 2019)

 

Più mi addentro nel mondo dell’Islam e più mi rendo conto del suo valore e del suo potenziale per cercare di creare un nuovo atteggiamento verso la vita, che ritengo coincida con un nuovo senso di cambiare che si sente, ormai, sul nascere anche se ancora molto debole, nella nostra stessa cultura.  La ‘semplicità’, la ‘innocenza’, il senso del valore della comunità in parziale ma deciso contrasto con la nostra individualità esasperata sono elementi necessari per effettuare un graduale, difficile ma anche urgente cambiamento per evitare la decadenza di questa nostra stupenda europea civiltà che ormai pervade tutto il mondo.

L’esempio pratico, di vita quotidiana, rappresentato da coloro che nell’Islam riescono ancora a vivere secondo i principi del Corano nel mondo di oggi nonostante le pressioni e le lusinghe del nostro materialismo e cinismo imperante dovrebbe poter insegnarci a come arrivare a vivere quei principi di umanità, eguaglianza, giustizia che noi stessi auspichiamo senza successo da qualche centinaio di anni e che sono alla base dei principi enunciati nel Corano.

Infatti non si tratta di adottare il modo di vita di coloro che, nei deserti dell’Arabia o in Paesi costretti ad interpretazioni estreme del Corano evidentemente e dimostrabilmente  errate, ne’ tantomeno di convertirsi alla loro religione.

Si tratta di comprendere come il Corano, rimossi i suoi riferimenti portati ad esempio di fattori riferiti esclusivamente ai tempi e ai luoghi in cui fu concepito e del tutto irrilevanti ai nostri giorni, descrive nella sua essenzialità un modo, anzi il modo, senza dubbio l’unico per la sua basilarità e la sua universalità, di come organizzare la società civile.

Nel 1770 un certo Johann Gottfried Herder, maestro di Wolfgang Goethe, definì il Corano in modo ispirato e del tutto contemporaneo: “Non è altra parola che quella universale; non è il fiato di uno solo, dunque, e neppure di uno da lodare su tutti” . (Goethe adottò il Corano e ne fece il perno dal quale furono ispirate molte delle sue opere.)

Qui nasce un dubbio, che tanto vale mettere subito allo scoperto: e cioè se, date le sue caratteristiche, il Corano può essere adottato, in parte o nel suo complesso, pur non essendo cresciuti nella sua cultura di origine extra-europea.  O se anzi non debba forse semplicemente essere ricreato in versione ‘Occidentale’. C’è un elemento senza dubbio fondamentale del successo del Corano, oggi alla base della vita di un miliardo e mezzo di persone, che è la Fede, e cioè il bisogno di credere in una dimensione divina che, anche se non ordina, suggerisce, con la promessa di futuri vantaggi o punizioni, di comportarsi secondo le sue regole. E nonostante che i tempi siano e stiano cambiando non c’è dubbio che la razza degli umani ha da sempre avuto bisogno di credere in una qualche divinità.

Il concetto di Dio e’ nato dal bisogno degli esseri umani, che hanno insito il senso del giusto e del perfetto ma si sentono incapaci di esaudirlo a causa della loro debolezza e corruttibilità, di sentirsi guidati da un qualcosa di intoccabile ma allo stesso tempo raggiungibile. La contradizione e’ tipicamente umana: siamo ambiziosi ma ingenui; vogliamo tutto, se ce se ne offre l’opportunità anche remota. Nei secoli, e specialmente in quelli forse più recenti (i primi, remoti rappresentanti delle divinità erano molto più spesso inappellabili), e fino a un centinaio di anni fa ma anche oggi, abbiamo speso enormi energie per ottenere dai nostri Dei i risultati che abbiamo voluto, di gruppo o individualmente. Abbiamo ottenuto dei risultati straordinari, nel bene e nel male; ma sono i risultati dovuti alla nostra Fede in noi stessi sostenuta dalla certezza di essere riusciti a eliminare le nostre debolezze e superarle avvicinandoci al Dio.

Il Dio, purtroppo, in questo modo diventa servitore dell’uomo, e il suo braccio terreno, la religione, diventa la causa di interminabili lotte, stragi, e contrasti oltre che essere una delle cause dello sviluppo del pensiero che ha beneficiato la civiltà

Non è difficile dedurne che per uscire dal vicolo cieco di un Dio di creazione terrena, con le sue caratteristiche penosamente ed egoisticamente umane, è necessario un processo di  educazione nel quale si possa comprendere che quello che ci guida e’ la nostra stessa natura; che siamo noi stessi che mettiamo in opera le nostre capacità umane per raggiungere gli   scopi che ci prefiggiamo; che le straordinarie capacità della nostra natura altro non sono che manifestazioni della natura in generale, cioè dell’Universo e delle sue leggi; e che anche se noi non conosciamo ancora a fondo queste leggi, esse sono state intuite e interpretate da molti individui cosiddetti “saggi”, “profeti”, “santi”. I quali hanno di volta in volta espresso queste leggi, che sono eguali per tutti e tutto, interpretandole e descrivendole secondo l’ambiente in cui si sono trovati.

Anche se ha ormai anni la veneranda età di circa 1350 anni, il Corano e’ il più recente “testo sacro”, essendo stato creato poco prima del 700 dopo Cristo. E nella sua essenza e’anche il piu moderno. Nel pensiero di Maometto esso doveva rappresentare un aggiornamento e completamento dei testi sacri della Bibbia e del Talmud ebraico, che lui conosceva. Nonostante che esso sia stato presto trasformato in un potente strumento religioso le sue basi sono l’insegnamento di come condurre la vita all’interno di una comunità organizzata ed efficiente. In due parole, quello che  insegna il Corano non è altro che l’interpretazione, la materializzazione in termini umani delle leggi fondamentali e imprescindibili dell’Universo.

Scheda

Brandino Rangoni Machiavelli was born and raised in Florence, Italy, and came to live in the UK in 1973. He worked in feature filmmaking during the golden years of Italian cinema, in Rome, in the ‘60s, making low-cost, alternative off-beat films as an assistant director, then moved on to documentaries which brought him to the discovery of some of the most fascinating and varied peoples and life-styles all around the world. Although he embarked on a different occupation in the early 90’s, working as an international business development consultant, his interest remained in the humanities, and now in his retirement he dedicates his time to writing volunteer to assist displaced people from impoverished countries. His interactions with the Muslim world have grown and his ambition is to continue devoting his energies to facilitating contact and understanding between Western societies and Muslim communities.

 

 

 

L'Autore

Lascia un commento