Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Made in Italy, il tesoretto che non sappiamo difendere

1

made in italyIn questo periodo si parla a non finire del bello del” Made in Italy “, ma cosa identifica questa locuzione? Arredamento, abbigliamento, casa, mobili, oggettistica, calzature, occhialeria, oreficeria , gioielleria, design, moda, alimentari, cosmetica , insomma, tutti quei beni di consumo destinati ad una fascia sociale medio alta, quei beni che si distinguono per design, scelta e qualità dei materiali e delle lavorazioni, tutto ciò che è bello e buono , tutto quello che molti vorrebbero avere ma che non è accessibile a tutti. Il brand Italia è conosciuto in tutto il mondo, un impero di cose belle e ben fatte “ Bbf ”, che si notano per classe eleganza e sobrietà, che attraggono e che è difficile dimenticare. Russia, Emirati, Cina, Polonia, e Turchia sono attesi come i mercati emergenti più dinamici e il Brend Italia si caratterizza per il suo ottimo posizionamento. Con un debito pubblico di 2.184 miliardi di euro l’Italia non può permettersi di perdere competitività, deve posizionarsi sui mercati Internazionali e proteggere l’integrità dei prodotti “Made in Italy” è un must.

I prodotti italiani sono molto apprezzati, così apprezzati e vincenti che alcuni Paesi sono divenuti addirittura specialisti nel taroccare i marchi Bbf. Tu credi di aver comperato un gioiello italiano ed invece è una patacca, o credi di aver comperato il Parmigiano Reggiano ed hai comperato il Parmisan. Ogni prodotto che tira è soggetto ad essere contraffatto e la politica europea non ci aiuta, anzi, nel semestre Italiano in Europa riguardo al problema della contraffazione dei nostri marchi e brevetti abbiamo trovato chiusure nette da parte della Germania. Renzi ci ha provato, ha portato la Merkel a Firenze, le ha fatto visitare le bellezze della sua regione, le ha fatto assaggiare le eccellenze culinarie, e le ha chiesto di migliorare gli accordi internazionali sulla contraffazione, di offrire all’Italia maggiori tutele a livello europeo ma Angela Dorothea ha fatto orecchie da mercante e continua a tutelare le mozzarelle blu prodotte nel suo Paese. In una relazione consegnata a FUTURO QUOTIDIANO dal Generale Alessandro Popoli, Comandante del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza si analizza il problema della contraffazione e si elencano le strategie di contrasto adottate.

UN COLPO AL GETTITO FISCALE E ALL’OCCUPAZIONE

Popoli dice che la riproduzione illecita di prodotti e marchi registrati crea un fatturato annuale della contraffazione di circa 6.5 miliardi, con una perdita di gettito fiscale stimato di circa 5.2 miliardi di euro, un valore aggiunto del sommerso di 6.4 miliardi e una perdita di posti di lavoro di circa 105.000 unità lavorative. Nelle aree metropolitane esiste una ampia rete di distribuzione al dettaglio e che la Guardia di Finanza opera un controllo capillare sui territori, ma che le situazioni endemiche di disagio occupazionale fanno prolificare lo sfruttamento delle piccole realtà artigianali. Dice inoltre che la contraffazione non è un problema di sola matrice estera ( Nord Africa, Cina, Est- Europa: pelletteria, beni di lusso, beni di largo consumo) ma purtroppo riguarda anche aree geografiche italiane come la Toscana per i Vini ( Brunello e Rosso di Montalcino), la Puglia per gli olii ( il Primitivo di Manduria ) le Marche e la Sardegna per i Cereali Biologici il cosiddetto” Bio Bluff “. La Guardia di Finanza ha messo in campo squadre investigative speciali che hanno il compito di smascherare gli autori di queste frodi e la loro Mission è percorrere la strada al contrario: “dal falso d’autore…. all’autore del falso”.

FRANCESI I MIGLIORI A DIFENDERSI DAL FALSI

I francesi, per esempio, sanno difendersi. Sono riusciti a far credere al mondo intero che i loro vini e i loro champagne sono i più ricercati al mondo, si sanno vendere, e noi che siamo degli ottimi produttori di prodotti caseari, di olii, di vini di pregio lasciamo che il mondo sia invaso da falsi prodotti italiani, prodotti che richiamano l’italianità, ma che nulla hanno a che fare con le nostre eccellenze. In uno studio fatto da Online survey su 1.800 consumatori, con una scala di valutazione da 1 a 10, la percezione sul posizionamento dei prodotti italiani e dell’immagine generale che ha il nostro Paese sui Brics è molto alta. Le valutazioni della Cina, della Russia, del Brasile e dell’India ci considerano al top e ci definiscono un Paese molto ricco con un alto livello di vita, un Paese eccitante con grande creatività e con grande senso estetico e non ultimo il Paese che offre prodotti di classe e molto esclusivi.

PUNTARE SUL BRAND CULTURA

Ma Cosa facciamo per valorizzare e salvaguardare tanta grazia? Il professore Alessandro De Nisco docente in Luxury Goods Marketing presso Unint in una intervista a FUTURO QUOTIDIANO made in italylancia l’idea del brand Cultura come “ Valore aggiunto” sui mercati emergenti. “Siamo i detentori – sottolinea- di più del 50% del patrimonio culturale mondiale, e questo è il nostro brand essence, il marchio d’identità del nostro Paese. Focalizziamo il nostro impegno sulla valorizzazione del nostro patrimonio artistico, un brand Italia fondato sulla cultura eliminando i confini tra settore manifatturiero, offerta culturale e turismo, abbiamo 5.500 anni di storia da mostrare, modernizziamo i nostri sistemi distributivi, sosteniamo la realizzazione di industrie culturali attraverso la musica, il cinema etc. come veicolo per la promozione dell’Italian way of life.

600 MILIONI DI NUOVI RICCHI CI ATTENDONO

Da qui al 2020 ci saranno 600 milioni di nuovi ricchi nel mondo e circa 220 milioni saranno “on line shopper” . Nel 2019 i paesi emergenti importeranno da tutto il mondo più di 212 miliardi di euro di prodotti Bbf con una crescita di 66 miliardi rispetto al 2013. L’import dall’Italia potrà raggiungere i 16.6 miliardi, con una crescita del 40%. Modernizziamo i nostri sistemi di vendita, associamo le nostre offerte alle nostre bellezze naturali, ai nostri musei, alla cucina e alla gastronomia, alla musica, alla pittura e alla scultura, all’architettura, alla letteratura e alla poesia.Mamma mia, in un territorio così piccolo tanta creatività e tanta bellezza! Non lasciamoci sfuggire questa opportunità .

Simona Agostini

L'Autore

1 commento

  1. Dati preoccupanti ed in continua crescita della contraffazione, che provocano un enorme danno per tutti i prodotti made in Italy.
    Come difendersi? Con la cultura dell’originale, che certo in un periodo di crisi al contrario c’è stato un aumento di prodotti falsi, ma per difendere qualità, tradizione, occorre togliere dal mercato i falsi e non è facile.
    Come fare? Molti prodotti potrebbero essere tutelati da sistemi anticontraffazione come quello ideato dall’Ing. Mirko Tarantelli, che ha realizzato un progetto per eliminare questo fenomeno per tutti i prodotti alimentari.
    Il vino come scritto in questo articolo è uno dei più falsificati e contraffatti e per proteggerlo è possibile utilizzare Vino Italiano Certificato, un sistema che garantisce l’originalità di ogni singola bottiglia venduta in tutto il mondo.
    Maggiori info su http://www.vinoitalianocertificato.it

Lascia un commento