Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Manovre. Correzione a settembre e poi le urne?

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L’Ecofin ha accolto le invocazioni del governo italiano per una maggiore flessibilità nella applicazione delle regole di bilancio europee, senza però tradurle in atti concreti. Molto più significativi sono stati i dati della produzione industriale nel secondo trimestre 2014 in Eurolandia, con il calo della Germania e il segno negativo registrato da Italia e Francia. Siamo tornati al punto di partenza. La politica di bilancio imposta dalla Germania in sede europea non sembra dare i frutti sperati.Eurolandia. futuro quotidiano
Senza un briciolo di ripresa economica il rientro del debito dei paesi indebitati è impossibile. In queste circostanze il premier italiano Matteo Renzi ha assolutamente bisogno di vedere approvata la legge elettorale prima di settembre, quando potrebbe essere costretto ad una manovra di bilancio che gli toglierebbe vento dalle vele. Intascata la legge maggioritaria potrebbe tentare l’azzardo delle urne. Ma questi sono dettagli, il nucleo del problema è la assenza di crescita economica. È vero che l’Italia deve attuare delle riforme strutturali per tornare competitiva, ma senza crescita economica nessun governo avrà i voti ed il tempo necessari per attuarle.
Va redistribuito reddito a favore dei salari

Siamo vittime di una impostazione economica senza sbocchi figlia di rapporti di forza che non si possono cambiare. La polverizzazione del lavoro determinata dalle nuove tecnologie ci ha portato a prima della rivoluzione industriale, sono quasi sparite le organizzazioni sindacali e politiche di massa e non si riesce ad opporre una politica economica alternativa.
Avremmo bisogno di una politica fiscale espansiva che redistribuisca il reddito a favore dei salari, ma interessi ed ideologia dominante la rendono impraticabile anche negli Stati Uniti, nonostante Obama. Ma almeno negli Stati Uniti la Fed e  il governo hanno usato la politica monetaria. Alla massima potenza, aiutando la crescita economica e (in maggior misura) il valore degli asset finanziari ponendo i presupposti per la prossima bolla. In assenza della politica fiscale la distribuzione del reddito non cambia, ma almeno anche i salari crescono.

In Europa politica fiscale restrittiva

In Europa la politica fiscale è restrittiva e la politica monetaria è usata in modo più limitato rispetto agli Usa. Noi quindi abbiamo avuto solo la crescita del valore dei titoli azionari e obbligazionari e nessun beneficio per i salari. Ma i salariati sono molto più numerosi dei ricchi che vivono di profitti e rendite, e finché conserveremo il principio di una testa un voto, non avremo governi in grado di attuare riforme strutturali in un contesto di stagnazione economica.

Mario Zanco

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