Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Medici stranieri, congresso Amsi il 1 dicembre

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In Italia vivono e lavorano, oggi, circa 80.000 professionisti della sanità di origine straniera: di cui circa 19.000 medici, organizzati nell ‘AMSI (Associazione Medici d’origine Straniera in Italia). Il Congresso annuale dell’ AMSI  si terrà il 1 dicembre a Roma, alla Clinica “Ars medica” di Via Ferrero di Cambiano, col patrocinio di Ordine dei Medici di Roma, movimento “Uniti per Unire”, Unione Medica Euro mediterranea (UMEM) e BTL Italia. Insieme al Congresso si terrà il  Corso d’aggiornamento AMSI in Neurotraumatologia ( trattamento medico, chirurgico e riabilitativo):    con  professionisti della sanità italiani e d’origine straniera,. nel contesto del programma d’ aggiornamento professionale e interdisciplinare dell’ AMSI ( che al suo attivo ha, in 18 anni, l’organizzazione di piu’ di 650 convegni). Con questo convegno, inoltre (accreditato ECM, col rilascio, a tutti i professionisti partecipanti, di 6 crediti formativi) , s’intensifica la collaborazione tra AMSI e Ordine dei Medici di Roma e Provincia, nel quadro della politica dell’ AMSI di massima apertura anche alle altre professioni sanitarie e alla società civile nel suo complesso: interverranno, infatti, neurologi, neurochirurghi, fisiatri, radiologi, ortopedici, radiologi, fisioterapisti, podologi.
 
“Sin dall’inizio della sua attività – precisa Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore e Presidente AMSI e Consigliere dell’ OMCeO di Roma  – l’ AMSI ritiene che medicina e sanità sono i migliori argomenti per sviluppare il dialogo interculturale e inter religioso e la difesa dei diritti umani. Al Convegno del 1 dicembre, così, presenteremo le ultime proposte dell’ AMSI: che all’ agenda delle professioni e della politica italiana ha messo recentemente i suoi progetti “Buona sanità Internazionale” e “Buona immigrazione”, per lo sviluppo d’ una vera cooperazione sanitaria internazionale. Siamo, infatti, fortemente preoccupati – prosegue Aodi – per un quadro internazionale in cui, da una parte, continuiamo a contare le morti di  innocenti (nei vari conflitti o per fame o nel mare), la violenza contro donne e anziani, e la scomparsa – nel caos delle migrazioni irregolari – di migliaia di minorenni non accompagnati. Dall’altra, la mancanza di qualsiasi seria azione politica e diplomatica per prevenire tutto questo: con un preoccupante e gravissimo ritardo dell’ Unione Europea, che  ha lasciato  l’ italia da sola in questi anni di emergenza  immigrazione, legata al  continuo mutamento della geopolitica nei Paesi euro- mediterranei e africani.
   “Coi nostri due progetti – conclude il Presidente dell’ AMSI – proponiamo, in sostanza, nuove politiche nazionali per l’ immigrazione (che dev’ essere sempre programmata coi vari Paesi di partenza), l’ integrazione- termine che, oggi, sembra scomparso dal lessico della politica italiana – e la sicurezza di tutti, nel rispetto di diritti e doveri: ci sembra questa, da parte nostra, la migliore risposta al “Decreto sicurezza” del Governo. In Italia vivono e lavorano circa 80.000 professionisti della sanità (di cui circa 19.000 medici): senza negare la complessità dei problemi legati all’ immigrazione, anzichè attribuire agli stranieri la responsabilità di tutto cerchiamo anche di valorizzare l’ “integrazione silenziosa,invisibile e qualificata”, quella che ogni giorno, in Italia, compiono queste migliaia di professionisti della sanità, determinanti nel funzionamento del SSN e di altri importanti servizi pubblici. E pensiamo, nella cooperazione internazionale, a realizzare adeguati progetti di sviluppo dei servizi sanitari nei nostri Paesi di origine: che permettano di formare e specializzare medici in loco per curare adeguatamente bambini e malati, limitando, al tempo stesso, l’ “esodo” annuale, in quei Paesi, di medici italiani, e le migliaia di richieste da parte di malati che desiderano essere curati in Italia, tramite progetti umanitari”.  

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