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Gianni Rodari

Non alla piccola Greta ma al premier etiope il Nobel per la Pace

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Non alla piccola Greta, né alla cancelliera tedesca Angela Merkel e neppure agli attivisti impegnati a promuovere la democrazia a Hong Kong. Il Premio Nobel per la pace 2019 è stato assegnato a sorpresa al Primo Ministro etiope Abiyi Ahmed Ali, che ha promosso i negoziati con la vicina Eritrea, ponendo fine a pochi mesi dal suo insediamento avvenuto nell’aprile del 2018 a un sanguinoso conflitto durato 20 anni con la firma lo scorso luglio e settembre ad Asmara e a Jedda di una serie di impegni reciproci con il presidente eritreo Isaias Afwerki.

Quarantatrè anni, di etnia oromo, la più numerosa in Etiopia, ma non la più influente, Abiyi Ahmed Ali, che dopo la sua vittoria elettorale venne definito dal “Wall Street Journal” la più grande speranza per il futuro democratico del suo paese, sta mantenendo tutte le sue promesse: ha liberato i prigionieri politici rinchiusi nelle carceri del suo paese e avviato il dialogo con gli oppositori in esilio all’insegna di quello che è il suo obiettivo principale del suo governo – è a capo della stessa coalizione che detiene il potere dal 1991- realizzare la riconciliazione nazionale, in un paese diviso tra diversi gruppi etnici, e combattere la corruzione dilagante tra i politici e all’interno della stessa maggioranza.

Dal 1901 sono stati novantanove i Premi Nobel per la Pace assegnati, di cui 24 sono stati attribuiti a organizzazioni umanitarie. La cerimonia per il conferimento del prestigioso riconoscimento diversamente dagli altri si tiene a Oslo, nella capitale norvegese.
Gli altri 12 Nobel, attribuiti questa settimana, saranno consegnati ai vincitori come è tradizione a Stoccolma. Il 10 ottobre sono assegnati due Premi per la Letteratura: uno per il 2018, andato alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk e uno per il 2019, assegnato allo scrittore austriaco Peter Handke.

Il Premio per la Chimica è andato a tre scienziati per il loro lavoro che ha portato allo sviluppo di batterie agli ioni di litio; il Premio per la Fisica è stato assegnato a un canadese-americano e due svizzeri per aver esplorato l’evoluzione dell’universo e scoperto un nuovo pianeta; e il Premio per la Medicina è andato a due americani e uno scienziato britannico per aver scoperto il modo in cui le cellule del corpo umano percepiscono e reagiscono ai bassi livelli di ossigeno. Il Premio Nobel per l’Economia, istituito solo nel 1968 dalla Banca centrale svedese è stato assegnato  lunedì 14 ottobre ad Abhjit Banerjee, Esther Duflo, Michael Kemer, per aver contribuito, tramite un approccio sperimentale, a un dibattito che non ha mai trovato una vera soluzione: la povertà.

Ai vincitori del Nobel va un premio in denaro pari a 9 milioni di corone (918 mila dollari), una medaglia d’oro e un diploma. Le cerimonie hanno luogo il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, l’industriale che lo istituì, a Stoccolma e Oslo.

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