La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

#sietetuttitaliequali?

0

L’omologazione dell’individuo è un tema che non mi è mai stato molto a cuore per due importanti motivi: il primo è che io non sono Silvio Muccino (anche perché sono decisamente più carina di lui) e il secondo è che, a volerla dire tutta, sono una gran menefreghista. O meglio, il mio principale interesse non è mai stato scoprire perché la gente sente il bisogno spasmodico di assomigliarsi. Oggi tutti fanno i corsi di swing, tutti credono che il cancro si curi col limone e il bicarbonato, che i polli negli allevamenti soffrano, che Breaking Bad sia la miglior serie della storia, che l’Aulin è il primo nemico, che Zuckenberg non abbia niente di meglio da fare che leggere tutti i giorni le nostre conversazioni su Facebook, che tutto ciò che è bio è bello, che tutte le bionde sono tinte, che le pause di riflessione non esistono più, che l’euro ci ha inguaiati e che, se veramente invii questo messaggio a dieci contatti, io che sono la Tim, per una qualche ragione ignota (e idiota), ti dovrei voler regalare 10€. Nonostante ci sia almeno un punto in cui anche io potrei omologarmi (tipo che, sì, tutte le bionde sono tinte, a volte di colori che non ti aspetti) soffro di una straordinaria repellenza verso le nuove omologazioni.

omologazioniCon l’avvento di internet la gente ha iniziato a scoprire e a fissarsi su tutta una serie di cose che mi recano non poco disturbo (quasi quanto che il Napoli sia arrivato quinto perché Higuain non ha gli enzimi adatti per digerire la mozzarella). Olio di palma: l’olio di palma è il demone del momento. Sono tutti contro l’olio di palma, sono tutti sorpresi che nei Pan di Stelle non ci siano i prodotti che avrebbe messo la loro nonna. Certo, chi si sarebbe mai aspettato che le fabbriche non utilizzassero l’olio extravergine d’oliva nei loro prodotti. Chissà se poi usano il latte in polvere o quello appena munto dal contadino della Murgia. Dovremmo iniziare un’accurata indagine. Dovremmo anche smettere di usare le automobili, il deodorante spray, il wi-fi, i cellulari e molte altre cose a cui io non ho alcuna intenzione di rinunciare. Quindi lasciatemi ingozzare i miei dannati Crisbì e sfondarmi il fegato a botte di tubetti di latte condensato. #passatemiunringopeople

Maratoneti a scopi improbabili: Ma perché la gente corre contro lo scioglimento dei ghiacciai? C’è per caso qualcuno che un giorno ha provato a correre intorno a un cubetto di ghiaccio e ha scoperto che così non si scioglieva? Spiegatemi perché se io mi metto i pantaloncini da pantegana e mi appiccico un numero in petto i ghiacciai dovrebbero decidere di rimanere dove stanno. Certo, è anche vero che se io partecipassi a una maratona potrebbe succedere di tutto nel mondo. Ma mi sa che non lo scopriremo mai.  Lo stesso vale per qualunque altro genere di maratona ambientale. Ho capito la sensibilizzazione, ma io non ho mai conosciuto nessuno a favore di buchi vari dell’ozono, alluvioni e terremoti.  #iononstoconlealluvioni

omologazioniMedicina alternativa: perché andarmene al mare se posso dare molti, moltissimi soldi a uno che mi curerà con la cromoterapia? In fondo, da sola, non sarei mai arrivata a fissare un parato turchese per farmi passare il mal di testa. Ovviamente, ad oggi, crediamo anche tutti fortemente nell’ascetismo, nella meditazione, nei turbanti, nello zenzero, nel bicarbonato, nelle bacche di non so che cosa (cioè la gente crede nelle bacche!), nel ginseng e nell’acqua tiepida col limone. In fondo perché spendere soldi per la ricerca se possiamo tranquillamente allungarci la vita e salvarci da tutti i mali solo masticando dell’ottimo aglio, rinomatissimo antibiotico naturale? Forse per avere degli amici? #iostoconloki

Gli artisti: oggi, se lavori in banca o alle poste o sei un avvocato o un medico sei automaticamente out. Oggi sono tutti artisti. Tutti. Anche quello che ti sembra normale, e di giorno è solo un commercialista qualunque, la notte, quando torna a casa, prende la sua reflex e si trasforma in un fotografo di tombini. Il problema è che tutto ciò non ha una spiegazione ragionevole. Tutti sono artisti, tutti sono poveri, tutti hanno una 5D, tutti fanno video, tutti hanno almeno una volta scritto un articolo o una canzone, tutti amano la letteratura russa, tutti hanno una coppola nel cassetto, un tatuaggio artistico dal dubbio significato, una fidanzata che ha studiato storia dell’arte in Giappone, una comparsata in un film, un oggetto di antiquariato falso, una polaroid col migliore amico al tramonto. È inconcepibile! #vogliosposareuncalciatore

E comunque, se avete notato, sono tutti dei dannatissimi hipster, o quasi. O presunti tali.

Martina Di Matteo

 

 

 

 

L'Autore

Lascia un commento