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Gianni Rodari

Prevenire le piogge in Africa con uno smartphone in tasca

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Le reti mobile dei nostri smartphone possono essere utili e non solo per telefonare o restare connessi. In Africa c’è addirittura chi le utilizza per monitorare le precipitazioni piovose. Sapere dove si concentrano le maggiori piogge, poterlo fare in tempo reale, può essere utile sia per questioni legate all’irrigazione delle terre che per motivi di gestione delle acque. Recentemente, infatti, si è scoperto che il segnale radio che connette due telefoni tra loro viene disturbato nel caso di pioggia. Questi dati presi sulla scala di un intero territorio sono in grado di fornire mappe aggiornate sull’intensità delle piogge nelle varie zone di un paese.

Monitorare le piogge grazie ai cellulari

Il consorzio Rain Cell Africa è partito proprio da qui, dall’idea di sfruttare la quantità di dati che i telefoni cellulari sono ormai in grado di scambiare tra loro proprio per migliorare il monitoraggio nei confronti delle piogge. Ed il sistema sperimentato si è dimostrato attendibile nel 95% dei casi. I motivi per cui può essere utile conoscere con un certo anticipo le precipitazioni piovose in arrivo sono molti, dell’irrigazione delle terre, alla gestione delle acque, dall’allerta da dare in caso di nubifragi, alla corretta predisposizione di adeguate misure di sicurezza per prevenire eventuali danni a persone e cose. Il principio alla base del progetto, portato avanti in Burkina Faso, è abbastanza semplice: la pioggia riduce l’intensità del segnale radio trasmesso da due antenne. Una cosa ben nota tra gli esperti di telecomunicazioni.

La connessione tra segnali radio e precipitazioni

Fisicamente due sono gli effetti della pioggia per i segnali radio. In primo luogo, la pioggia stessa assorbe parte del segnale trasmesso dalle antenne. Poi, il segnale viene deviato dal suo originale percorso. Sono questi motivi per cui quando piove il segnale radio può indebolirsi. Conoscono bene queste problematiche tutti i maggiori gestori di telefonia mobile, alle prese con continue misurazioni circa lo stato di salute della rete su cui viaggiano le conversazioni dei loro utenti. Dati preziosi, offerti dalla Télécel Faso, a partire dai quali i ricercatori della University of Ouagadougou hanno potuto sviluppare questo metodo per elaborare alcune mappe delle zone soggette ai fenomeni atmosferici più intensi. In particolare il lavoro è stato svolto prendendo in considerazione i dati relativi alle precipitazioni avvenute nel corso del monsone arrivato in quelle zone nel 2012. Sono stati analizzati i volumi di pioggia caduti nel corso di quel periodo e sono stati comparati con i dati relativi alla qualità del segnale radio in quella stessa frazione di tempo. Nel 95% dei casi questo tipo di misura corrispondeva effettivamente ad eventi atmosferici significativi in termini di precipitazioni piovose misurate con i tradizionali pluviometri. Ed è stata la prima volta che questo risultato è stato dimostrato quantitativamente. Tutti i dati sono riportati dal Geophysical Research Letters journal. Il risultato più significativo resta comunque il fatto di essere riusciti ad elaborare questi risultati sfruttando la rete mobile esistente sul territorio.

L’importanza di monitorare le piogge in Africa

Il monitoraggio delle piogge è di fondamentale importanza in Africa per molte ragioni. Ricorrere ai pluviometri per elaborare simili misure è non solo costoso, ma anche inefficace in termini di raccolta dei dati. Invece la rete mobile in Burkina Faso copre il 20% del territorio nazionale ed il 90% della popolazione dispone di un telefono mobile. Queste reti, peraltro, si stanno ampliando, specialmente nelle città dove si raggiungono notevoli punte in termini di intensità di scambio di informazioni. Ricorrere a questa ‘rete naturale’ offerta dagli apparecchi mobile dei singoli cittadini sembra la soluzione migliore per elaborare mappe aggiornate delle zone a maggiore intensità di precipitazioni. Il tutto a patto che i gestori delle reti telefoniche vogliano collaborare fornendo i dati preziosi in loro possesso. E gratis possibilmente, ne va del bene di tutti!

Marco Bennici

L'Autore

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