«Lei sogna di ..far tredici? » Ma lo farà sicuro!

Gianni Rodari

Un robot per valutare i danni su Fukushima

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Il sito del disastro nucleare di Fukushima è stato esaminato in questi giorni per la prima volta, per una ricognizione in sicurezza.
Gli scienziati della Tepco (Tokyo Electric Power Company) – che lavorano sui resti della centrale nucleare dopo l’esplosione del 2011 – hanno inviato in missione un primo robot costruito a tale scopo, all’interno del reattore per monitorarne lo stato. Nessuno finora, infatti, aveva potuto ispezionare il luogo del disastro.

Il portavoce della Tepco, Teruaki Kobayashi ha riferito che il robot è riuscito a registrare dati sufficienti riguardo alla temperatura, ai livelli di radiazioni e alle immagini di parti della piattaforma al di sotto della sezione centrale robotdella base del reattore. Tutto questo è stato possibile perché il robot inviato per la registrazione e l’invio delle immagini è stato in grado di resistere alle radiazioni in tempo sufficiente.
Ideato e sviluppato dalla Hitachi-Ge Nuclear Energy e dall’Istituto Internazionale di Ricerca per la Demolizione del Nucleare, il robot è riuscito a resistere per sole tre ore. La macchina infatti, secondo le previsioni, a quei livelli di radiazioni, che sono fatali per l’uomo e causano malfunzionamenti nei dispositivi elettronici, avrebbe dovuto funzionare per circa dieci ore. Il risultato rimane comunque notevole e può porsi come punto di partenza per ricognizioni future. È questa, infatti, l’intenzione della Tepco, che il prossimo anno pensa di inviare un nuovo robot anfibio per ulteriori indagini.

Grazie a questa prima missione e a simulazioni su computer, è emerso che quasi tutte le barre combustibili nel reattore Unità 1 si sono fuse, hanno rotto il nucleo e ora giacciono alla base della camera di controllo. Ancora inagibile, la centrale nucleare rimarrà chiusa per molto tempo: ci vorranno decine e decine di anni prima che l’area possa essere considerata sicura, con un investimento pari a miliardi di dollari.

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