Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

S.M.S. Sono Molto Sconcertata – Parte 1

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Perché le persone alla fermata dell’autobus si lanciano in estrosi segnali ai conducenti da oltre 500m per manifestare la propria presenza? Perché la gente si sente invisibile? Perché la Pino Silvestre non è ancora fallita? L’Ericsson fa ancora cellulari? Le suore sono obbligate a cedere il proprio posto sull’autobus?  Chi è stato il primo a mettere i calzini coi sandali? Perché esistono persone che portano i nomi di festività religiose (sì parlo proprio di Pasqua e Natale)? Perché i giapponesi trovano erotico che le donne lecchino i pomelli delle porte? Queste sono solo alcune delle molte domande che affollano la mia mente durante le mie lunghe giornate in preda al sovrappensiero.

sono molto sconcertataNon tutte, purtroppo, troveranno una risposta soddisfacente però intanto sto svolgendo un’esilarante indagine antropologica che mi auguro possa sedare la mia spasmodica curiosità: perché la gente ama rimorchiare tramite siti e applicazioni di messaggistica? Innanzitutto voglio chiarire una cosa: io sono una gran consumatrice di internet e social network e trovo molta soddisfazione nello stalkerizzare il prossimo nel mio tempo libero: mi concilia il sonno e mi aiuta nella mia autostima e non sono affatto due cose da sottovalutare, visto che sono insonne e non trovo mai il colore appropriato per i miei capelli. Però non riesco proprio a comprendere l’ansia sfrenata da chat selvaggia, quelli che vivono in totale armonia solo col proprio io virtuale, che invece di andare in un bar, e spendere cinque euro per offrire un drink a una/o che esiste davvero, passano le giornate a sperare che qualche malcapitato risponda a un annuncio o a un banalissimo messaggio qualunque (questa introspezione in stile Carrie di Sex and the City mi costerà cara e amara. Forse smetterò di scrivere e diventerò un fantino, dopo questo pezzo). Sono andata su tutti i siti possibili: da Portaportese a Bakeka, da Brenda (applicazione per lesbiche) a Tinder (ma sono ancora una pivella, il meglio credo arriverà nelle prossime puntate. Mi piace dire “prossime puntate”, è come essere lo sceneggiatore di Topazia).

La prima cosa che ho capito è che tendenzialmente esiste un abisso tra gli annunci degli uomini e quelli delle donne: gli uomini cercano tutti moglie, le donne cercano principalmente qualcuno che se le porti a letto. In realtà quello che credo è che entrambi cerchino la stessa cosa: uno scaldasonno; ma su questa questione ci tornerò in seguito. La prima cosa che ho fatto dopo aver spulciato decine e decine di annunci è stata quella di scegliere il mio preferito: un “cantante di successo” che cercava moglie e aveva questa  fotografia: lui con un sobrio completo bianco con talmente tanti lustrini da far impallidire la regina d’Inghilterra, con una tenda rosa sullo sfondo (sul rosa antico sono impallidita addirittura io). Poi ho scelto che, per questa settimana, avrei contattato solo persone che lasciavano la propria e-mail, non me la sentivo di sdoganare già il mio numero di telefono! Quindi, ho deciso di dare a una donna il privilegio di essere la mia prima cavia. Purtroppo Topacalda, questa era la sua e-mail, non mi ha mai risposto. Anche se riesco serenamente a immaginarmi cosa cercasse. Poi è stata la volta di Antonio02, un grande amante dei tacchi a spillo e del sesso in luoghi pubblici. Chiaramente mi ha risposto alla mail, dopo appena quindici secondi, invitandomi a bere un caffè e sbeffeggiandomi perché non credeva affatto che io fossi una giornalista (forse pensava che fossi un’amante dei giochi di ruolo).

Dopo aver passato metà del mio pomeriggio a inviargli articoli per convincerlo che importunarlo faceva realmente parte della mia professione, mi ha spiegato che lui aveva messo annunci quasi su tutti i siti di messaggistica. In alcuni cercava l’amore, in altri sesso libero. Ma che, tra tutti, Portaportese è il peggiore: “SU PP CI SONO SOLO PP”, ha scritto. E dopo un intenso ragionamento, dimostratosi esatto grazie alla mia acuta intelligenza, ho capito che voleva intendere “SU PORTAPORTESE CI SONO SOLO PERDITEMPO”. Antonio02 invece non ama perdere tempo, dopo un po’ che siamo entrati in confidenza (per quanto io possa entrare in confidenza con uno che cerca moglie su un giornale) mi ha svelato l’arcano: in giro per locali si perde solo tempo e lui è molto esigente, quindi tanto vale chiarire subito cosa si cerca e fare una rapida selezione fotografica da casa. In fondo una parte di me non riesce a non trovare affascinante l’idea del casting per la donna giusta: praticamente lui gioca a Uomini e Donne da solo comodamente dal salotto di casa sua.  Comunque la parte più interessante del mio pomeriggio sera l’ho trascorsa invece a fare allegramente conversazione con una ragazza conosciuta su Brenda. Brenda è una di quelle applicazioni al limite della legalità: ti segnala tutte le lesbiche del mondo e il raggio di distanza che hanno da te. Mery, così la chiamerò, aveva uno stato interessante: amava il giornalismo e cercava solo avventure perché ha un fidanzato.

Ecco, la sua eterosessualità e la passione per il giornalismo me l’hanno fatta sentire abbastanza vicina da sbolognarle sono molto sconcertatatutta la questione dell’indagine antropologica senza dover sembrare una pazza. Quello che ho imparato da Mery è l’assoluta sfrontatezza che si nasconde dietro l’intelligenza. Le piacciono le ragazze, e piacciono anche al suo fidanzato: in sostanza Brenda per lei non è nient’altro che un canale per conoscere, facilmente, gente che possa far parte di felici e sereni triangoli sessuali e spensierate serate con il suo fidanzato di una vita. Cosa dire se non che ha sicuramente più ragione di Antonio02 e Topacalda (che continuerò a tempestare di e-mail finché, stremata poverina, non mi risponderà)? Su Tinder (applicazione simile a Brenda ma per eterosessuali) mi è andata un po’ peggio. Per ora ho rimediato solo un mucchio di messaggi banali o sconci, per non parlare di quelli che hanno la passione per inviare fotografie dei propri genitali. La lezione del giorno è: le donne hanno decisamente più buon gusto degli uomini, peccato non abbiano la barba (e l’altra cosa che non si può dire perché rischio la censura, oltre che finire all’inferno nel girone degli sboccati).

Arrivederci alla prossima puntata (sognavo di dirlo da una vita!)!

Martina Di Matteo

L'Autore

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