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Pietro Barilla

Strage suprematista in Nuova Zelanda, attacco a due moschee

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Un doppio bagno di sangue figlio dell’odio e dell’intolleranza . Il 15 marzo 2019 rimarrà  nella storia della Nuova Zelanda come uno dei  giorni più bui mai vissuti finora. Lo ha sottolineato lo stesso premier Jacinda Ardena, durante la conferenza stampa seguita ai due attentati suprematisti, messi a segno nella città di Christchurch contro due moschee da un commando di estremisti di destra. Il bilancio provvisorio è di 49 morti, ma sono altrettanti i feriti che versano in gravi condizioni. La polizia ha confermato l’arresto di quattro persone, tra cui una donna, senza diffondere ulteriori informazioni, e ha isolato le aree degli attentati, riferendo di avere rinvenuto esplosivo a bordo di due auto.

Primo bersaglio, la moschea d al Noor, in pieno centro della cittadina neozelandese e a ridosso di un grande parco, dove  un uomo armato è entrato intorno alle 13,40 ora locale  mentre si tenevano le preghiere del venerdì e ha aperto il fuoco contro i fedeli uccidendo 41 persone. Il secondo attacco ha avuto come obiettivo un’altra moschea nel quartiere periferico di Linwood, dove sono state uccise 7 persone. La strage è stata registrata e il video, che dura 17 minuti, è stato poi diffuso sui social media insieme a un manifesto in cui un 28 australiano, che si autodefinisce “eroe suprematista bianco” rinvendica gli attentati.  Il giovane ha anche pubblicato su twitter la foto di armi  sulle quali ha scritto i nomi di alcuni autori di attacchi contro migranti e stranieri finiti nelle cronache internazionali, tra cui compare anche il neofascista italiano Luca Traini, condannato a 12 anni di carcere per l0attentato di Macerata del 3 febbario 2018. La città di Christchurch è la più grande dell’isola del Sud con oltre 400mila abitanti, e si trova sulla costa est, ed era stata colpita negli scorsi anni da diversi terremoti, il più grave dei quali aveva causato 185 morti nel 2011.

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