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Gianni Rodari

Sul figlio di Vendola per lo più giudizi e poche opinioni

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Nichi Vendola

Nichi Vendola

Se c’è una cosa che ci insegna la vicenda della maternità surrogata, quindi sul figlio di Nichi Vendola e il compagno è sicuramente che ognuno in questo Paese ha un’opinione e, ancora di più, che sente una forza dirompente che lo spinge a manifestarla liberamente nella maggior parte dei casi sui social network. Da quando ho studiato l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero mi sono convinto della sua importanza, tanto da sposarlo nella professione e nella vita. Ma manifestare liberamente il proprio pensiero non sancisce irrimediabilmente che ognuno di noi abbia un’opinione da poter manifestare.

Quindi, in breve, tutti possono parlare o scrivere liberamente, diritto inviolabile e per cui tanto si è combattuto, ma questo non deve significare che chiunque sia in grado di poter parlare su tutto. Chi è titolato? Chi ne sa per esperienza, per consuetudine, per formazione professionale o dottrinale. Punto. Il resto sono ovvietà di chi sa utilizzare come vomitatoio i social network nascondendo la mano della propria bruta morale, indice di colpevolizzazione continua.

cut1377941509579.jpeg--Nel caso specifico non sono favorevole alla maternità surrogata, e non lo sono né per le coppie omosessuali né per quelle etero. Ciò non toglie che non giudico chi lo fa, come non giudico chi sceglie di non adottarla pur non riuscendo, per motivi diversi, ad avere figli. Ma il dibattito che è scaturito dalla scelta di Vendola di arrivare a far concepire il figlio –  che va ricordato per l’Italia non sarà il loro figlio – manifesta per lo più ignoranza, quell’ignoranza di chi punta il dito perché convinto di una moralità superiore. Mentre l’unico interesse superiore è quello che riguarda il bambino. Allora la domanda, e non l’affermazione, dovrebbe essere assai diversa: ci saranno alterazioni nella vita affettiva e sociale del bambino cresciuto da due padri e senza una madre naturale? Questo. Ma la discussione si amplierebbe ulteriormente se dovessimo chiederci se sia meglio una madre naturale senza alcun senso materno o una coppia omosessuale. Domande alle quali solo i bambini in questione potrebbero rispondere. Insieme all’aiuto di chi in tanti anni di studi pedagogici e psico.pedagogici ha studiato anche i singoli casi.

Diversa ancora è l’adozione, rispetto alla quale sicuramente una riforma del sistema sarebbe giusta, con le opportune riflessione svolte da chi, anche qui, potrebbe fornire elementi utili alla stessa. Il resto sono parole che, seppur sotto forma di opinione, non devono mai, in nessun modo, in nessun paese civile arrivare allo stadio di giudizio. Anche se come direbbe Marco Aurelio: “Leva il giudizio dalla tua mente e leverai l’offesa. Leva l’offesa e leverai il sono stato offeso”. Che si riassume, con il “non ti curar di loro ma guarda e passa…”. Anche se delle volte, passeggiare sulla propria coscienza offesa è assai doloroso per chi lo subisce.

Giampiero Marrazzo 

L'Autore

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