Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Un libro nato da un progetto educativo, una grande riflessione sul sonno della coscienza

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Il sonno della coscienza porta alla schiavitù, alle dipendenze, alla brutalità e all’ ignoranza, inculcando il fanatismo e l’intolleranza, negando di fatto la libertà di parola e la libertà religiosa. Non c’è più umanità, viviamo in difesa e l’amore si è raffreddato! Decisamente qualcosa non va, siamo in caduta libera senza sapere dove aggrapparci. Cosa fare?

Queste le parole e gli interrogativi che aprono il nuovo libro di Don Raffaele Pettenuzzo “Generare all’Umanità”. Un libro dal titolo enigmatico, che esorta ad una analisi del tempo che stiamo vivendo, un tempo che ha eliminato l’accoglienza, la disponibilità all’ascolto, un tempo che si consuma e che ci consuma inesorabilmente. La sfida più grande è quella di saper tornare a dare attenzione alla vita.

Raffaele Pettenuzzo è un sacerdote dalle mille sfaccettature. Filosofo, teologo, sacerdote della diocesi di Benevento e Parroco a Paupisi , autore di moltissimi libri, insegna all’Angelicum di Roma. Dell’insegnamento dice: “c’è necessità di insegnare il discernimento. Ma chi lo insegna ai giovani? Chi insegna a saper distinguere ciò che è vero e buono da ciò che è falso e cattivo? E’ confrontandosi che si sviluppa in noi il senso del discernimento”. E’ nell’insegnamento quindi e con la sua presenza in mezzo ai giovani che Don Raffaele diffonde messaggi di pace, ma soprattutto  porta messaggi di compassione, di amore, e di riscatto a quei giovani che hanno subito ferite insanabili da bambini, quelle ferite che essendo sopite nell’anima condizionano poi nell’età adulta.

Il bambino o la bambina che subisce violenze psicologiche e maltrattamenti, da adulto è dedito all’alcolismo, un bambino che ha subito uno stupro ha subito un evento così traumatico che gli toglie la voglia di vivere.  In una società malata bisogna cominciare a riformare la famiglia con il dialogo. Papa Francesco nella sua Esortazione Apostolica “Amoris laetitia” ha detto: “ Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa” (n° 31). “Non ci può essere un sacerdote umano se non c’è una famiglia umana alle sue spalle, se non ha ricevuto basi solide di umanità nella sua famiglia, così come qualsiasi professionista della società,” dice Don Raffaele. Se la famiglia è sana, se è umana nei suoi rapporti riesce a formare formandosi al valore della dignità umana e formandosi formare i figli all’umanità e alla ricerca personale.

E’ dall’impulso ad essere di aiuto e conforto ai giovani in difficoltà che Don Raffaele ha dato vita ad un progetto educativo che coinvolge studenti e formatori il “Corso di Pastorale Giovanile”, un progetto vissuto insieme con testimonianze e racconti veri, cercando vie per intraprendere un cammino di formazione per generare una nuova umanità” e da questo progetto è nato il libro “Generare all’Umanità”.

La metodologia del libro è in un progetto che coinvolge i formatori e le famiglie ferite con una chiara esposizione del problema dell’abuso, alcuni di questi casi sono ben spiegati ai formatori, perché le ferite subite condizionano nell’età adulta, il bambino vittima di un abuso sessuale o di maltrattamenti esprimerà la sua profonda sofferenza senza dirla, cioè, il bambino non ne parlerà! Quasi tutti i bambini rimangono muti su quello che è loro accaduto, per anni non riescono a parlarne, perché hanno un profondo senso di colpa, perché sentono una responsabilità che non hanno, perché l’abuso l’hanno subito e non voluto. Ma il loro corpo parla. Si manifestano evidenti disturbi comportamentali, e qui entra in gioco la  capacità del formatore nel sapersi relazionare, sapersi aprire a 360 gradi e saper cogliere i dolori e le gioie dell’altro, comprendere lo stato d’animo,con una capacità empatica, ma anche con delle conoscenze educative. I problemi trattati nel libro sono molteplici, dalle donne maltrattate ai problemi creati dal mondo digitale. La rivoluzione digitale per esempio ha influenzato le relazioni umane, specialmente tra i giovani. “Ci sono oggi persone che non sono capaci di trasmettere amore, sono cioè anaffettive. Internet pur essendo una grande risorsa per la comunicazione, purtroppo crea nuove trappole, stimola la tristezza e la solitudine”(don Abraham Kavalakatt). Don Raffaele si rivolge in questo libro anche ai genitori separati e ai loro figli, in un cammino, dove aprendo gli occhi verso il prossimo, si può imparare ad amare.

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