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Gianni Rodari

Una onlus per la lotta al narcisismo

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“La voce per Eco”. Questo il nome (chiaro il riferimento al mitico personaggio di Eco, la ninfa consumatasi d’amore non corrisposto per il bellissimo Narciso, e della quale sarebbe rimasta viva solo la voce) d’una nuova associazione, ONLUS. Che vuole appunto dar voce soprattutto a donne vittime di soggetti narcisisti: aiutandole a prendere anzitutto coscienza delle violenze subite, a recuperare l’autostima e a iniziare un nuovo percorso di vita. “Il tutto- spiega Marina Terlizzi, avvocato, nella conferenza di presentazione al pubblico, a Roma – organizzando incontri tematici sul narcisismo, cineforum e dibattiti, serate di teatro a fine terapeutico; e offrendo consulenze legali e psicologiche gratuite per affrontare situazioni d’abuso psicologico e fisico”.
“Purtroppo non si può far nulla per guarire un narcisista patologico- precisa Antonella Rutigliano, tra i fondatori dell’associazione – perchè ad un soggetto così manca proprio, nel cervello, l’aspetto emozionale; cioè, esattamente gli mancano l’intelligenza emotiva, e anche l’intelligenza, diciamo, “di cuore” ( c’è in lui, in sostanza, un’ aridità di fondo: sembra che questi individui abbiano l’ amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni, specialmente la paura, piu’ corta degli altri ). Come può, una persona del genere, capire cosa significano le emozioni, e condividerle con gli altri, in un normale processo d’ empatia? Si può fare qualcosa giusto per chi ha delle forme piu’ lievi di narcisismo, e a volte, consapevole di questo, chiede lui stesso d’avviare una terapia per guarire”.
Esistono poi vari tipi di narcisista, precisano sempre le organizzatrici della manifestazione:quello “soft”, lieve, quello patologico pericoloso, quello “Don Giovanni”, che in un rapporto affettivo tende immediatamente a fuggire non appena agganciata un’altra donna, ecc…Loro caratteristiche comuni sono, pur nell’ assoluta mancanza d’empatia (e nello stato caratteriale di totale immaturità, equivalente a quello d’un bambino di 3 anni), la capacità di fingere, di “recitare”, in sostanza, le varie emozioni. E il bisogno assoluto di gestire il potere in un rapporto, d’ esercitare il controllo sulla donna ( il narcisista patologico, anzi, è attratto proprio dalle donne con un’ alta autostima: appunto perchè si diverte ad abbassargliela, avviando un rapporto perverso). Chiaramente esistono anche le donne narcisiste: che a volte ricorrono a strumenti di manipolazione psicologica anche piu’ subdoli dell’ordinario. “Attenzione, però”, sottolinea Cinzia Mammoliti, criminologa, tra i dirigenti della ONLUS: “il narcisista è senz’altro un manipolatore affettivo, però non tutti i manipolatori affetttivi sono narcisisti. Ai livelli piu’ gravi, poi, il narcisista perverso finisce col coincidere quasi con lo psicopatico vero e proprio, affetto da sadismo patologico e crudeltà mentale, e privo di senso di colpa”.
Sino a una trentina d’anni fa, nelle nostre Università non si parlava proprio di questa sindrome narcisistica della personalità: che non era stata ancora specificamente individuata, pur essendone già noti vari sintomi. Studiosi come Erich Fromm e altri s’erano soffermati sul quadro dell’ individuo sadico, che nei circuiti della politica, poi, può trovare pericolose “autostrade” (vedi la celebre “Anatomia della distruttività umana” di Fromm, con le penetranti “patografie” di Hitler, Himmler, Stalin); e proprio sul terreno della politica, anche tra leader formalmente democratici, spesso troviamo inquietanti vicinanze tra narcisismo patologico e quadri clinici ancora peggiori. “Chiaramente – osserva ancora la Mammoliti – non esistono statistiche precise sulla diffusione di questo fenomeno nella popolazione (spesso, purtroppo, non ci sono denunce da parte delle vittime di questi comportamenti; anche se , osserviamo, le cose ora dovrebbero iniziare a cambiare, con l’ applicazione almeno della legge del 2009 contro lo stalking, N.d.R.)”. “La risposta della società ai narcisisti patologici, uomini o donne”, precisa Marina Terlizzi, “deve articolarsi, d’ora in poi, su una stretta collaborazione tra avvocati, psicologi e forze dell’ordine: appunto per questo vogliamo organizzare, con la nostra ONLUS, anche corsi di formazione specifica, su questi temi, appunto per legali, operatori sociali, medici e forze dell’ordine ( le quali purtroppo, non per colpa loro, spesso non sono affatto preparate ad affrontare queste situazioni). Ma ci sono, già ora, segnali confortanti d’un cambiamento di prospettiva da parte degli operatori della giustizia: basti pensare alla recente condanna al pagamento d’una multa di 30.000 euro comminata, dal Tribunale di Roma, a una donna, narcisista grave, che ai figli parlava regolarmente male del padre separato”.

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