Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Università, i nuovi modelli oltre i confini spazio-temporali

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universitàCome può decollare un’università oltre i confini spazio-temporali e con l’ausilio delle nuove tecnologie? In che modo docenti e studenti di diverse parti del mondo possono partecipare insieme alla costruzione collaborativa del sapere? Riescono i modelli telematici a formare e sviluppare il nostro linguaggio veicolandolo verso nuove forme di comunicazione? A queste domande risponde Maria Amata Garito, Professore ordinario di psico-tecnologie, Presidente e Rettore dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno, nel suo ultimo libro ‘L’Università nel XXI Secolo tra Tradizione ed Innovazione’, edito da McGraw Hill ed in uscita in tutte le principali librerie e negozi digitali. Si tratta di un saggio che non rappresenta solo il punto di arrivo della lunga attività di ricerca scientifica di Maria Amata Garito, ma individua un nuovo modo di far evolvere le Università tradizionali per collegarle ai bisogni reali della nostra società interconnessa. Dall’analisi storica, si evidenza come l’Università del XXI Secolo sia ad un bivio tra l’atrofia ed il rinascimento, il ristagno ed il rinnovamento. In quasi tutto il mondo si dibatte sul fatto che l’Università tradizionale non riesca più a soddisfare i bisogni di una società globalizzata ed interconnessa, stimolando uno scontro generazionale di enorme portata in cui la nuova generazione di studenti mette in discussione il modello di università tradizionale. Reinventare l’Università, trasformarla, non rappresenta quindi una possibile scelta, ma una necessità improrogabile all’interno del più grande spazio pubblico che mai il mondo abbia avuto, quello di Internet.

Nel libro si descrivono anche  due nuovi modelli di università, quello del Consorzio Nettuno e quello dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno, basati sull’estensione della nostra mente e modus vivendi tramite le psicotecnologie, all’interno di un nuovo cyberspazio in cui tutti i computer collegati fra loro costituiscono un’unica memoria, navigabile a patire da qualsiasi punto del web. Entrambi i modelli hanno anticipato il futuro creando una rete tecnologica e di intelligenze che, senza più limiti spazio-temporali, ha saputo sviluppare insieme saperi e conoscenze; il tutto realizzato in un’era che, mai come in questo momento, tende ad accomunare i popoli del Nord e del Sud del mondo mettendoli di fronte a una nuova sfida: la risposta ai bisogni di un mondo globalizzato e iperinterrelazionato. Nella prefazione di Paolo Prodi: “Uno degli errori più diffusi e gravido di pericoli quando si discute sulla “riforma” dell’università è quello di contrapporre a un’università tradizionale, vecchia e stantìa, un’università del futuro librata nell’aria delle nuove tecnologie, al di là del tempo e dello spazio. L’utilità di un libro come questo, serve, a mio avviso, soprattutto a combattere questo equivoco di fondo: la nuova università non può nascere nel vuoto ma deve crescere innestando nella nuova rete di comunicazione del sapere la sua tradizione millenaria”.

 

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