"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Vacanze italiane “Muslim friendly”

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Il 12,3% della spesa turistica mondiale, pari a 126 miliardi di dollari, è rappresentata da cittadini musulmani, provenienti sia dai bacini asiatici e medio-orientali, sia dall’Europa. Sono persone giovani, colte, tecnologicamente evolute, che amano l’innovazione e, per lo più, ricche e non vincolate a logiche di alta e bassa stagione.
Una ricerca che scandaglia quali sono le mete più desiderate da questi turisti così ‘appetibili’, pone l’Italia al secondo posto fra i viaggiatori provenienti dall’Arabia Saudita, al terzo fra quelli della Malaysia e al quinto per i cittadini degli Emirati Arabi. Ciò malgrado nel nostro Paese trovino scarsa attenzione alle loro specifiche esigenze in fatto di cibo, accoglienza, muslim etiquette e maniera di relazionarsi, ambiente in cui si trovino a loro agio: quasi sempre non si bada che siano ‘halal’, ossia leciti.

L’offerta turistica diventa anche ‘muslim friendly’

vacanze italiane muslim friendlyCome rendere le strutture recettive e di ristorazione ‘halal’?
Un progetto di ‘Italian muslim friendly hospitality’, volto a sviluppare l’incoming turistico verso un turismo di alto profilo, proveniente dal Medio Oriente e dai Paesi Oic (Organization of the Islamic Conference), ‘Italia Bayti’ (ovvero, casa mia, in arabo) è stato presentato nei giorni scorsi da Whad – World Halal development -, l’agenzia specializzata nel marketing islamico e nella certificazione halal di beni e servizi, presieduta da Anna Maria Aisha Tiozzo.
Un buon numero di potenziali turisti sono attratti dalle bellezze dell’Italia – in particolare da montagne e laghi – ma trovano molte remore nel fatto che, diversamente da quanto avviene in alcuni Paesi europei, Germania in testa, non ci sia un’offerta turistica su misura.

Inoltre, esistono circuiti turistici specializzati halal dove è possibile prenotare le proprie vacanze e che inseriscono nella loro offerta solo strutture che si conformino alle esigenze della propria clientela. Una clientela che richiede attenzione sin dalla fonte, ovvero dalla materia prima. Per raggiungerli, però, non occorre rinunciare all’Italian Style. Anna Maria Tiozzo ha sottolineato che è possibile trovare una giusta sintonia fra cibo halal e cucina italiana, anche perché uno dei motivi di appeal del nostro Paese è rappresentato proprio dalla fama dei suoi piatti tipici.

I 12 cuochi del Quirinale a lezione di cucina per musulmani

Alla base di una migliore offerta turistica, dunque, c’è anche una formazione specifica in materia. Interessanti esperienze sono state realizzare presso il catering ‘Ville romane’ e un famoso ristorante pluristellato Michelin, L’Ambasciata di Quistello di Mantova, che hanno messo a punto, sotto la guida di Whad, menu halal, con cibi biologici e non contaminati, seguendo le tradizioni muslim. Lo chef del ristorante mantovano, insieme ad Anna Maria Tiozzo, sta scrivendo il primo ricettario halal basato sulle ricette della tradizione italiana.
Nello scorso febbraio, ad esempio, i 12 cuochi del Quirinale hanno frequentato un corso di cucina halal per poter stilare menu adeguati in occasione di visite ufficiali di delegazioni straniere.
L’arrivo, in occasione dell’Expo 2015 – dove saranno presenti 57 Paesi a maggioranza islamica – di moltissimi turisti di quelle aree è una forte molla motivazionale, che rende l’attuazione di progetti dedicati a introdurre un’offerta adeguata ancora più urgente e importante. Il Progetto ‘Italia Bayti’ sarà presentato al BIT – Borsa del Turismo – di Milano, nel prossimo febbraio, con uno stand ove Regioni o strutture di accoglienza in grado di sviluppare un’offerta halal potranno presentarsi ad agenzie, tour operator e consumatori-target.

 Annamaria Barbato Ricci

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