Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Valanga di no. Renzi, ho perso. Il mio governo finisce qui

0

40,9% di Sì e 59,1% di no. Gli italiani oggi sono andati in massa alle urne per esprimere con forza e in maniera straordinariamente netta il proprio no alla riforma costituzionale proposta dal governo insieme alla nuova legge elettorale. Un affondo prevedibile e previsto all’attuale leadership in linea con l’onda populista che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca e ha decretato la vittoria del Brexit in Gran Bretagna. Un affondo privo di alternative perchè il “popolo della rivolta” ha votato contro l’attuale esecutivo, esprimendo uno scontento, senza proporre un’alternativa.

Ma quale sarà il prossimo, imminente scenario? Il premier Matteo Renzi ha parlato non appena il risultato è stato chiaro: “Il mio governo finisce qui”, ha detto annunciando di aver convocato per domani pomeriggio il consiglio dei Ministri e aggiungendo che subito dopo salirà al Quirinale per rimettere il proprio incarico nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Renzi ha definito il risultato una propria sconfitta, ma anche una “grande festa della democrazia”, perchè il voto di oggi ha segnato il riavvicinamento di “tani cittadini alla costituzionale” e “questo -ha commentato- credo sia molto bello”. “Sono fiero e orgoglioso -ha dichiarato il premier- di questa opportunità. Viva l’Italia che partecipa e che decide. Questo voto consegna oneri e onori ai leader del fronte del no. Tocca a chi ha vinto avanzare proposte serie e credibili. Non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi. Volevo cancellare le troppe poltrone ma quella che salta è la mia”.

Ma chi verrà dopo di lui? Si stanno già facendo avanti Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Beppe Grillo, il cui Movimento Cinque Stelle è già al lavoro per formare la squadra che comporrà il prossimo esecutivo, come hanno assicurato nella conferenza stampa tenuta in nottata dai parlamentari grillini. Ma andare alle urne per dare al paese un nuovo governo non sarà cosa facile. Il risultato referendario rende per ora inapplicabile l’Italicum, che comunque bisognerà provvedere a modificare. Ma quanto tempo ci vorrà per la nuova legge elettorale? Chi governerà la transizione? Come reagiranno i mercati? Quali saranno i contraccolpi sul sistema finanziario ed economico? Il quadro peggirerà o migliorerà? Il popolo della valanga di no otterrà soddisfaziome da questa trasformazione del quadro politico? Come si porrà l’Europa nei nostri confronti?

L'Autore

Lascia un commento