Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Yemen. L’ambasciatore saudita, Houthi non rispettano risoluzione Onu

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YemenLa guerra in corso in Yemen “si fermerebbe oggi” se le milizie Houthi e i loro sostenitori “si uniformassero a quanto disposto dalla Risoluzione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2216, che è stata approvata senza un solo voto contrario”. E’ quanto dichiarato in una nota dall’ambasciatore saudita in Italia, Rayed Khalid A. Krimly. “Alcuni membri del parlamento europeo sembrano non essere correttamente informati sull’attuale realtà nello Yemen – si legge – Essi dovrebbero unirsi al consenso della comunità internazionale nel condannare le milizie Houthi che stanno saccheggiando gli aiuti umanitari, stanno ponendo sotto assedio le città, stanno sfruttando la morte per fame come arma, stanno bombardando aree civili, comprese zone all’interno del territorio dell’Arabia Saudita, e stanno costringendo bambini a diventare soldati”.

Il diplomatico ha assicurato che “i raid aerei sauditi, d’altro canto, vengono pianificati ed eseguiti con molta attenzione”. “Noi – ha aggiunto – rileviamo e monitoriamo tutte le nostre operazioni, e di buon grado offriamo libero accesso ai nostri amici statunitensi ed europei per esaminarle”. L’ambasciatore ha precisato che “qualora vengano commessi degli errori, essi sono immediatamente oggetto di indagine e rettifica”, ricordando che “sistematicamente, le congetture dei media che sono state sottoposte ad investigazione, si sono rivelate, al di là di ogni dubbio, false”. Per il diplomatico l’Arabia Saudita “è di gran lunga il più grande fornitore di assistenza umanitaria nello Yemen”. Negli ultimi tre decenni, ben il 15 per cento del Pil del Paese proviene dall’assistenza saudita.

Le forze dell’esercito yemenita, fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, avanzano da giorni est in direzione di Sana’a, capitale del paese, dove sono impegnati in una violenta battaglia nella zona di Nehm. L’esercito è riuscito a conquistare la zona di Bani Baraq. Nella zona meridionale di al Jawf, invece, un raid aereo saudita avrebbe ucciso 17 ribelli sciiti. Le forze governative, che combattono da quasi un anno, sostenute dall’Arabia Saudita e della coalizione militare di paesi a maggioranza sunnita, non sono ancora riuscite a conquistare Taiz, terza città dello Yemen situata ad oltre 1.000 metri di altezza, e puntano a prendere i villaggi intorno alla capitale Sana’a per assediarla e costringere i ribelli sciiti dell’imam Abdel Malik al Houthi alla resa.

Hamza Boccolini

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