La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
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L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Zhor 1x e Brent ai minimi: cosa cambia per gli italiani?

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minimiLo scorso agosto Eni ha effettuato una scoperta di rilevanza mondiale nell’Offshore egiziano del Mar Mediterraneo. A 4.131 metri di profondità ha incontrato 630 metri di colonna di idrocarburi in una sequenza carbonatica di età Minoica con ottime proprietà della roccia serbatoio. La scoperta nel pozzo di Zhor è di grande rilevanza perché dalle informazioni geologiche e geofisiche effettuate il giacimento di Supergiant presenta risorse fino a 850miliardi di metri cubi di gas (5.5 miliardi di barili di olio equivalente) su una estensione di circa 100 km. Quadrati. L’Eni, attraverso la controllata Ieoc Production Bv, detiene nella licenza di Shorouk il 100% della quota dell’operazione e ne è l’operatore. Ancora una volta la nostra innovazione tecnologica e le nostre capacità strategiche si sono dimostrate vincenti e permetteranno di sfruttare importanti sinergie con le installazioni esistenti e una rapida messa in produzione. Questo successo esplorativo dell’Eni offrirà un contributo fondamentale nel soddisfare la domanda egiziana di gas naturale per decenni. L’Italia guarda con orgoglio al ruolo internazionale che riveste Eni soprattutto in prospettiva del definitivo passaggio al mercato libero di gas e luce, fissato per il 2018.

Intanto, sempre in agosto, l’Egitto, raddoppia il Canale di Suez , dando vita all’ampliamento del traffico marittimo nelle acque che collegano il Mar Rosso al Mediterraneo. L’ampliamento di questa via d’acqua in un solo anno di lavori portati avanti e conclusi nonostante le condizioni economiche e di sicurezza molto difficili, porterà ad uno sviluppo delle regioni circostanti a lungo termine. Uno studio di Srm Studi e Ricerche per il Mezzogiorno sull’economia del Mediterraneo mostra che questo bacino accoglie il 19% del traffico marittimo globale, con una forte crescita delle rotte dall’Oriente, facendo aumentare il peso dei porti Mediterranei rispetto a quelli del Nord Europa. Intanto, nel Mare del Nord, il Brent greggio (il petrolio russo) è ai minimi storici, oggi è quotato a 47,54 $ per barile e il Wti greggio (petrolio texano) a 43,98 $ per barile. A luglio 2008, prima della crisi finanziaria, il future sul Brent di Londra è salito fino a 147,50 $ al barile e il Wti ha raggiunto il suo massimo storico a 147,27 $ per barile. Considerato che il greggio e il gas sono i motori dell’economia globale, e che il trasporto delle merci influisce in modo considerevole sul prezzo finale delle stesse, ci domandiamo come mai in una Italia che ci dicono in ripresa, il prezzo del carburante alla pompa e il gas domestico dal 2008 ad oggi non abbiano ancora subito le dovute riduzioni.

La risposta è che il prezzo del carburante non si limita al costo del combustibile, ma include il costo del prodotto minimiraffinato, il trasporto, il costo di stoccaggio, le spese di ufficio e punto vendita fino al guadagno del gestore alla pompa , tutti questi costi messi insieme pesano sul prezzo finale per il 30% ai quali debbono essere aggiunti Iva , Accise e altre tasse misteriose che incidono sul prezzo finale per un altro 52%. La prima accisa sulla benzina fu introdotta da Mussolini nel lontano 1935 per finanziare la guerra di Abissinia, poi nel corso degli anni ogni Governo ha imposto accise per ogni tipo di emergenza: dalla crisi di Suez del 1956, al disastro del Vajont del 1963, fino alle guerre in Libano e Bosnia. Ma è proprio grazie a queste accise e all’Iva sui carburanti che lo Stato può far conto su di un gettito fiscale di non poco conto: 1 euro su un litro di benzina verde e 0,88 per un litro di gasolio.

Insomma, le nostre auto sono dei gioielli, per non parlare dei nostri elettrodomestici che consumano corrente elettrica e del riscaldamento a gas del quale non sappiamo fare a meno. A gennaio 2015 il Ministro Padoan ha stimato che il calo del prezzo del petrolio e del gas avrebbe potuto fruttare mezzo punto di Pil sull’economia del Paese, ma nelle tasche degli italiani che nel 2012 pagavano la benzina 2 euro ed oggi la pagano 1,6 si sente il guadagno di questo mezzo punto di Pil sul bilancio familiare? Nonostante le nuove scoperte, le nuove tecnologie, il petrolio ai minimi, l’andamento dei prezzi favorevole, la stabilità dei tassi d’interesse, il deprezzamento dell’euro sul dollaro, il miglioramento delle esportazioni, lo spread a meno di 100, nonostante il clima di ottimismo che esprimono i nostri Politici, noi Italiani abbiamo l’impressione che la strada sia ancora in salita.

Simona Agostini

L'Autore

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