«Lei sogna di ..far tredici? » Ma lo farà sicuro!

Gianni Rodari

Ai confini del mondo: 90° parallelo, benvenuti al Polo Nord

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polo nord Una spedizione al 90° Nord, detto anche il ” Tetto del Mondo”, potrebbe sembrare una ” Mission Impossible”, ma la ricerca scientifica, la necessità e la curiosità umana hanno spinto generazioni ad esplorare luoghi isolati , remoti ed estremi. Tra le esplorazioni più recenti dal 1930 al 1935, nel settore a nord del continente americano, in Groenlandia, nell’arcipelago americano artico, e nell’Artide russa, furono impiantate stazioni permanenti di studio da dove spedizioni di ricercatori scientifici provenienti dalle Università di Oxford, Cambridge, Canada e dall’Urss per l’Artide Russa, hanno intrapreso una serie di lavori geodetico-topografici per la realizzazione di una carta dell’Artide, mappando le grandi isole Artiche. Grazie a questi lavori topografici e cartografici si sono delineati i confini e la divisione politica delle regioni artiche è ormai definitiva. Molti ricercatori sono morti per realizzare questi studi, ma oggi, a bordo di una nave rompighiaccio si sfida in sicurezza l’Oceano Artico: una esperienza leggendaria, spazi immensi, natura inviolata, i massi di ghiaccio alti molti metri che riflettono le mille tonalità del bianco e del turchese, la banchisa polare, sempre in movimento sugli abissi dell’oceano Artico con la sua fauna: orsi polari, trichechi, foche, balene, milioni di uccelli che vivono liberi e proliferano nell’immensità ghiacciata e sugli icebergs.

La varietà e la magnificenza di questi paesaggi è impensabile finché non si ammira con i propri occhi. E pensare, che ancora oggi, una parte consistente di questi territori (territori in senso lato poiché il continente sotto non esiste) è ancora inesplorata. La prima volta che ho visto una nave rompighiaccio mi trovavo al porto di Helsinki e rimasi impressionata nel vedere come ghiacci profondi 2/3 metri potessero essere disgregati permettendo il passaggio della nave. La ghiglia si alza, e la nave pattina sul ghiaccio, ma è la ricaduta che con il suo grande peso rompe il ghiaccio sottostante. Le navi rompighiaccio sono state studiate appositamente per navigare in mari, laghi o fiumi la cui superficie sia coperta di ghiaccio, ed hanno uno scafo in grado di aprire lo strato di ghiaccio e una potenza di propulsione in grado di spingere la nave vincendo la resistenza del ghiaccio all’avanzamento. Oggi, le nuove tecnologie permettono di avereun’autonomia e una resistenza molto superiore a quella di cinquanta anni fa. In questo settore la Russia è molto avanti.

Già nel 1957 aveva varato la prima nave a propulsione nucleare, entrata in servizio nel 1959, e radiata dal servizio polo nord attivo nel 1989 dopo circa 25 anni di attività. Oggi è divenuta un museo, si chiama Lenin ed è ormeggiata a Murmansk. I rompighiaccio atomici russi sono stati utilizzati per parecchie operazioni scientifiche nell’Artico. Il 17 agosto del 1977 il rompighiaccio Ns Arktika fu la prima unità di superficie al mondo a raggiungere il Polo Nord. Dal 1989 alcune rompighiaccio sono utilizzate anche per il turismo artistico. La Russia possiede una flotta di circa 40 unità navali rompighiaccio che include 6 rompighiaccio a propulsione nucleare. È proprio di pochi giorni fa la notizia (Rbth) che nella Federazione Russa si sta sviluppando il progetto di un nuovo super rompighiaccio a propulsione nucleare. La rompighiaccio sarà lunga 200 metri e larga 50 metri. Avrà un pescaggio di 13 metri e sarà in grado di affrontare ghiacci dello spessore di oltre 4 metri, opererà nell’artico tutto l’anno non solo nel passaggio Nord-Est, ma anche nel cuore del Polo Nord, nelle alte latitudini e nel cosiddetto deserto Artico.

Attualmente, una delle più potenti rompighiaccio al mondo è la ” Polar Star ” della Guardia Costiera Usa che nel dicembre 2013 è stata chiamata per soccorrere la nave russa ” Akademik Shokalsiy” bloccata in Antartide e la rompighiaccio cinese ” Xue Long ( Dragone di neve)” rimasta imprigionata dopo aver portato soccorso alla nave polo nordrussa. I 52 scienziati e i turisti a bordo della nave russa sono stati prelevati da un elicottero della Xue Long e portati a bordo della rompighiaccio australiana “Aurora Australis”. Tutto bene quel che finisce bene! La profonda penetrazione nelle regioni artiche suscita anche prospettive di un più largo avvaloramento economico. La scoperta di grandi riserve di gas e di petrolio mobilitano le grandi potenze mondiali. Nella Siberia settentrionale, nell’arcipelago-artico americano e nella Groenlandia si fanno esperimenti di coltivazioni, di allevamento per le larghe possibilità di vita offerte dai territori, sorgono nuovi porti e piccole località abitate, stazioni radio scientifiche permanenti, nuovi luoghi di ricerca dove si intravede la possibilità di vivere anche a 60° sotto zero. La conquista del Tetto del Mondo non è più una missione impossibile. Guardando l’avvincente mistura di ghiacciai levigati dal vento e le vasche di acqua cristallina abbiamo coscienza di avere di fonte a noi la grande risorsa idrica del nostro futuro. Dovremmo fare un esame di coscienza: siamo Ospiti di questa terra. La natura non smette mai di stupire, e l’uomo, con la sua intelligenza, deve preservare questa meraviglia!

Simona Agostini

L'Autore

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