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Gianni Rodari

Amazon: dalla “guerra dei libri” alla campagna degli “Anonymous”

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Alla mezzanotte di lunedì 24 novembre tutti gli Amazoniani saranno stati davanti al pc pronti a catturare l’offerta migliore allo scattare del Black Friday Week, la grande settimana di sconti. Ma tra un acquisto folle e l’altro le polemiche che circolano intorno ad Amazon sono tutt’altro che spente, e minacciano d’infiammare di nuovo l’opinione pubblica.

Hachette e la fine delle ostilità

Amazon Black Friday Week La cosiddetta “guerra dei libri” si è conclusa. Hachette è riuscita a metterci una pietra sopra, una pietra molto vantaggiosa, dopo un periodo che appariva interminabile. Sette lunghi mesi di battaglia sui prezzi degli eBook e sui rispettivi ricavi che ha coinvolto l’intero mondo dell’editoria, lanciando discussioni apparentemente senza fine sul digitale, sui benefici e sui danni, sugli autori sfruttati e considerati alla stregua di prodotti. Ma Hachette è riuscita a fare fronte unito con la sua scuderia e Amazon è stata costretta, dopo mesi di giochi poco leali – ostruzionismo compreso – a capitolare. A partire dal 2015, Hachette fisserà i prezzi dei suoi eBook e avrà termini migliori, compresi specifici incentivi finanziari. L’editore francese però tanto innocente non è, infatti, dopo aver giocato la carta della vittima, dopo aver aizzato gli scrittori, si abbuffa di editori senza nessuna vergogna: ha appena comprato Black Dog & Leventhal Publishers, dopo aver inglobato a luglio la Perseus Books Group, a febbraio la Constable & Robinson, e lo scorso marzo la Quercus. Insomma sta facendo proprio come il “mostro aziendale” contro cui si è scagliato per mesi.

Authors United continua a combattere

Authors United, l’associazione di autori uniti contro Amazon, ha deciso di non fermarsi. Douglas Preston, lo scrittore Hachette che aveva scatenato la protesta, afferma che l’accordo appena siglato tra Amazon e il suo editore non ha abbattuto il problema, e che esistono ancora molte questioni aperte. Perciò continueranno a unire gli sforzi per convincere la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ad esaminare le pratiche di mercato di Amazon, per mettere in discussione una volta per tutte la sua posizione dominante e il suo modo irresponsabile e distruttivo di agire. D’altronde non sono gli unici ad andarci giù pesante: l’agente letterario delle star, Andrew Wylie, afferma addirittura che Amazon è “l’Isis dell’editoria”.

Novità in casa Amazon: Echo

Nonostante le polemiche però Amazon non smette di sfornare nuovi prodotti. Uno dei più intriganti è Echo, il “maggiordomo domestico”, un altoparlante con assistente vocale integrato che è in grado di far fronte a qualsiasi richiesta. Si collega a internet, ascolta tutto ciò che viene detto, può rispondere a ogni tipo di domanda e da qualsiasi angolo della casa grazie ai suoi sette microfoni; può fornire informazioni di ogni tipo, e può sincronizzarsi con i dispositivi Android. Se Apple ha la sua “Siri”, Google il suo “Google Now”, e Microsoft l’assistente “Cortona”, con Echo basterà chiamare “Alexa” per esaudire qualsiasi desiderio.

Il Black Friday Week

Tra tutte le varie ondate di offerte quella del Black Friday è sicuramente la preferita dai cybernauti. E quest’anno, sorpresa delle sorprese, la durata dell’iniziativa è stata estesa da un giorno a una settimana. Il Black Friday, letteralmente il “Venerdì nero”, suona un po’ come un presagio negativo, ma in realtà è l’unico periodo dell’anno in cui Amazon sconta tutti i prodotti, dall’abbigliamento alla tecnologia. Cade sempre il primo venerdì successivo al Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, e non è unica prerogativa di Amazon, anche se il colosso di Bezos lancia delle offerte irraggiungibili dalla concorrenza, tanto da essere atteso con enorme trepidazione. E per un giorno, in questo caso una settimana, sembra già arrivato il Natale. In particolare sono gli appassionati di tecnologia a non aspettare altro che questo momento per darsi alla pazza gioia, gli sconti su quel reparto sono infatti altissimi, tra il 25 e il 50%, e coinvolgono tutte le maggiori marche: Sony, Bosch, Nikon, Philips, e i prodotti Amazon più richiesti come i tablet.

Il Cyber Mondayamazon christmas

L’1 dicembre, invece, sarà la prima volta del Cyber Monday, il giorno perfetto per acquistare regali di Natale, perché negli sconti verranno coinvolti anche settori che solitamente sono esclusi, come fai da te, sport e tempo libero, e i prodotti più piccoli, come film, cd, dvd e videogiochi. Il Black Friday è ormai diventato un’istituzione, un’operazione commerciale colossale che dà l’avvio al periodo dello shopping natalizio, quello che forse ad Amazon quest’anno potrebbe andare meno bene del solito.

“Amazon Anonymous”: nuovo fronte unito contro Amazon

Prendere come simbolo della campagna anti-Amazon proprio il suo marchio suona polemico quasi quanto l’iniziativa stessa. Il gruppo che l’ha lanciata col nome di “Amazon Anonymous”, ha intenzione di riunire tutti i filoni di opposizione esistenti, a partire da quello dei lavoratori. Secondo gli attivisti, infatti, Amazon sta facilitando la povertà degli operai che sono costretti a lavorare in condizioni impossibili, trattati come robot senza bisogni più che esseri umani. Riunisce anche le librerie indipendenti scontente, su cui Amazon si avventa, a loro dire, come “un ghepardo su una gazzella malaticcia”.

La campagna di boicottaggio delle spese natalizie

Quest’azione unitaria che riunisce clienti, operai e simpatizzanti, culmina nell’iniziativa di anti-shopping natalizio con cui gli “Amazon Anonymous” vogliono inviare un forte messaggio. Gli attivisti chiedono ai sostenitori di evitare lo shopping su Amazon dall’1 al 25 dicembre, perché è quello il momento più trafficato dell’anno per il colosso online. Ad oggi sono oltre 85 mila i partecipanti e, secondo un calcolo dei dati inseriti da ciascun utente su “quanto di solito spendi”, saranno 2329240 le sterline che non verranno spese nello store di Bezos quest’anno. Riuscirà questa nuova ondata di contestatori a mettere di nuovo Amazon sulle spine e ad arginare l’inarrestabile flusso natalizio? Si vedrà. Ma per chi intanto desidera disintossicarsi da Amazon e risparmiare così qualche euro, sul sito esiste anche un “Recovery Program” che prevede al primo punto: “Help me! I don’t want to shop at Amazon anymore”.

Ilaria Pasqua

L'Autore

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