La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Amazon e la sfida robotica. Due progetti ‘made in Italy’ arrivano in finale

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Amazon ha lanciato una sfida robotica: far riorganizzare i propri magazzini da lavoratori meccanici, i robot. A scontrarsi saranno 30 progetti provenienti da ogni parte del mondo, finalisti della Amazon Picking Challenge, la competizione che l’azienda di commercio elettronico statunitense ha indetto per stimolare la ricerca robotica internazionale. Tra di loro anche due team italiani: quello dell’Università di Pisa e il team del Politecnico di Torino.

Una sfida per stimolare il mondo della robotica

amazonPronti allora a volare alla volta di Seattle, dove nel mese di maggio avrà luogo la gara. Una competizione che si tradurrà per il vincitore in un premio in denaro, ma non solo. Il software da questo prodotto verrà infatti messo a disposizione della comunità scientifica, trasformandosi in open source.

Scopo della gara è quello di stimolare i centri di ricerca che operano in un settore, quello della robotica, che sta entrando sempre di più nel mercato internazionale; incitare quindi lo stato della ricerca di queste macchine che sempre con maggiore frequenza andranno a sostituire o integrare il lavoro umano.

Il ‘made in Italy’ arriva in finale

Tra i finalisti anche due progetti ‘made in Italy’: Comau, realizzato dal Politecnico di Torino, un robot che si muove in sei diverse dimensioni e con due mani, una delle quali non ancora vista in commercio e l’automa frutto del lavoro dell’Università di Pisa dove puntano molto sulla mano del loro progetto. Come spiegato dal ricercatore dell’ateneo toscano, Manolo Garabini: “Il nostro punto di forza è la mano del nostro robot”, “ha tutti i gradi di libertà di una mano umana” e “un singolo motore che muove tutte le falangi permettendole di adattarsi a oggetti molto differenti”.

robot amazonTeam ambiziosi che si amalgamano bene con gli obiettivi di Amazon. L’azienda americana, arrivata lo scorso anno, secondo una propria statistica, a una produzione pari a 426 ordini al secondo ( 36,8 milioni gli articoli ordinati nel 2014 dai clienti Amazon) avrebbe infatti lanciato l’Amazon Picking Challenge per migliorare la gestione dei propri magazzini e vista l’ingente mole di lavoro non c’è da stupirsi se abbia deciso di avvalersi della presenza dei robot. Per questo è nata una gara che punta a incitare i centri di ricerca robotica di tutto il mondo a inventare soluzioni, automatizzate, che permettano a queste macchine di prelevare dagli scaffali dell’azienda i vari oggetti ordinati dai clienti, sapendo distinguere ad esempio dei libri da una scatola di biscotti, per riporli poi nei pacchi dove questi verranno imballati e spediti infine in ogni parte del globo terrestre.

Sara Pizzei

L'Autore

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