Non preoccuparti di cosa sta per fare qualcun altro.
Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

Alan Kay

Con la cultura si mangia

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Dicono che con la con la cultura non si mangia. Non è così. A livello internazionale la tendenza sembra essere un’altra, visto che si moltiplicano le iniziative di discussione e di approfondimento per capire come possano stare insieme arte e cultura, economia ed ambiente. Dalla coniugazione di queste dimensioni nascono proposte, artistiche ma non solo, legate al riuso ed al riutilizzo di materiali ed alla diffusione di una cultura del ‘less is more’. Perché in fondo siamo un po’ tutti malati del troppo consumismo a cui il mercato ed il marketing ci hanno abituato. Si può vivere bene anche con meno, ma serve una cultura differente e qualcuno a livello internazionale prova a metterla in circolo.

Progetto Asia – Europa 

Per questo sta lavorando l’Asia-Europe Foundation (ASEF) con il progetto Connect2Culture già attivo per il triennio 2008-2011 e rinnovato fino al 2014. La fondazione che ha lanciato l’iniziativa vuole dare voce sia al mondo asiatico che a quello europeo, saldando, almeno idealmente, prima e nuova rivoluzione industriale e vecchio e nuovo mondo su alcuni connect2culture.futuroquotidianoconcetti di sviluppo che possano essere quanto più possibile patrimonio comune di tutti. La base su cui fare tutto questo parte dal confronto tra un gruppo di circa 50 esperti di livello internazionale tra cui scienziati, psicologi, filosofi e tecnologi attivi già dal 2008. Alcuni progetti frutto della discussione di questi panel sono stati direttamente finanziati dalla fondazione, perché le idee buone hanno comunque le gambe corte se non interviene un po’ di sana finanza a dare loro concretezza.

Vince il marketing frugale 

Quella del marketing frugale non è solo una moda, ma un attitudine che le imprese devono sapere acquisire se vogliono sviluppare prodotti che possano avere successo anche sui mercati in via di sviluppo. E questa attitudine ce la possono insegnare bene gli artisti. Tradotto in ‘soldoni’ vuol dire ottimizzare le risorse di un manufatto senza togliere niente né alla sua qualità, né alla sua estetica. Insomma, togliere funzioni non essenziali per certi mercati per avere minori costi di produzione e quindi un prezzo finale più basso. Tutte tendenze che meritano di essere fatte conoscere quanto più possibile a livello internazionale. Ed ecco che la stessa ASEF ha proposto di organizzare a livello di United Nations un gruppo di sedici esperti di caratura internazionale per tenere un vision group su questi argomenti. Gli stessi organizzatori di questo percorso riconoscono che fare partire un programma del genere è sicuramente una sfida, se non altro per la complessità e la varietà delle tematiche trattate. Già a livello di linguaggio riuscire a farne sintesi è sicuramente un primo risultato importante.

Tutto più sostenibile

C’è poi un aspetto non secondario da considerare. Spesso le raccomandazioni frutto del lavoro di un team di esperti come questo vengono prese in considerazione dai politici nel momento in cui essi si trovano a dover formulare eventuali proposte di intervento. Infatti la rotta verso un mondo più sostenibile è fatta di tanti aspetti e non si tratta solo di mettere in campo buone azioni per la lotta all’inquinamento. Questo viaggio comprende, infatti, anche questioni come l’immigrazione, lo sviluppo urbano e rurale, l’integrazione culturale e lo sviluppo di nuovi modelli economici. Politiche insomma che devono essere elaborate sulla base di un panorama quanto più ampio possibile. E tra tutte le categorie professionali che possono essere coinvolte in un simile dibattito, gli artisti sono quelli che hanno dimostrato la migliore propensione a ragionare attorno a questi argomenti in maniera innovativa ed efficace. A questo gruppo di professionisti non sembra proprio mancare quella capacità di analisi e di lettura delle realtà che è la base principale su cui costruire le innovazioni necessarie su questi temi.

Il contributo creativo degli artisti alla collettività 

Interpretare creativamente la condizione umana. Sembra essere proprio questa una delle doti migliori che gli artisti possono mettere a disposizione less-is-more-okdell’intera collettività, secondo il report che l’ASEF ha divulgato alla fine del primo triennio di lavoro di Connect2Culture. Il processo artistico per sua natura affronta contemporaneamente molteplici prospettive, mettendo in grado l’artista di affrontare diversi concetti di spazio e di tempo ed elaborando scenari che dovranno poi essere ingegnerizzati da coloro che si occuperanno della progettazione del prodotto finito. Interessante è il fatto che l’Asia-Europe Foundation, nel cercare di ricostruire costo cursus ideale del pensiero creativo, abbia voluto mettere insieme due continenti, Asia ed Europa appunto, che per approccio e mentalità sono molto diversi tra di loro. Mentre gli asiatici sono portati a lavorare con strumenti e materiali più tradizionali, gli europei sono più adatti a ragionare in termini di sviluppo tecnologico. Mettere insieme questi due mondi non deve essere stato facile, ma a giudicare dalle interazioni che ne possono scaturire i risultati sono sicuramente interessanti.

Marco Bennici

L'Autore

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